| 04.09.07 |
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Sesti al Mondiale Team Race
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Giovanni Meloni, Alessandro Gemini e Claudia Nicastro chiudono dignitosamente il mondiale della disciplina disputato a Valencia. Il resoconto di Giovanni |
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Ciao a tutti Scrivo per raccontarvi come è andata l’avventura mia , di Ale e Claudia al Campionato Mondiale ISAF team race. Finita la stagione di 420, siamo pronti ad attraversare un fine anno diciamo…di pausa, le scuole sono iniziate e il periodo morto che va da Settembre a Dicembre è arrivato. Ma…. lunedì 17 ricevo una telefonata da Stefano Marchetti, allenatore dalla squadre di Ravenna: deve organizzare la squadra italiana under 21 per il Campionato del Mondo a squadre a Gandia (vicino a Valencia) e ci propone, vista la buona stagione che abbiamo portato a termine, la partecipazione. Una volta tanto tutto pagato dalla A alla Z! Sento Ale e decidiamo subito di dare la conferma per partire. Stefano mi dice anche che serve una ragazza under 21…ovviamente Claudia Nicastro, prodiera di 420 da una vita, come noi 2a classificata al team race nazionale, che sembra subito intenzionata a partire. Solo cinque giorni e sabato 22 alle ore 6 si parte da Cagliari per Milano dove troviamo gli altri componenti della squadra nazionale, Jacopo Pasini , Jacopo Plazzi , Umberto Molineris e il coach Steven Marchetti, tutti di Ravenna. Da Milano prendiamo l’aereo per Valencia e la sera siamo a Gandia(che da Valencia dista solo pochi Km).
Da sabato a martedì?
Martedì facciamo tutte le iscrizioni (ci sono 17 team), e proviamo le barche (420)messe a disposizione dall’organizzazione. Tutto bene, ma non abbiamo la possibilità di allenarci con qualche altro team perché il tempo concesso per l’uscita è molto ridotto.
Mercoledì c’è la regata di prova, che facciamo contro un team della Gran Bretagna dal quale veniamo facilmente battuti, qualche discussine e tutto finisce li in attesa dell’indomani quando inizieranno le regate.
Giovedì parte subito il round robin con le prime regate. Diciamo che il bilancio di questo primo giorno è pesante, anzi disastroso, visto che non riusciamo a vincere neanche una regata su sei!!! Ci rendiamo conto che il livello è veramente alto e che stiamo affrontando un tipo di regate totalmente differente da quelle che siamo abituati a fare normalmente, infatti i team più forti, a parte di età media sui 25-30 anni e poi formati tutti da atleti che fanno team race come noi facciamo il circuito di 420; perciò inizialmente ci sembrano tutti imbattibili. Lungo da passare questo drammatico giorno!
Venerdì Già iniziamo a ingranare vincendo un discreto numero di regate(6 su 9) Alla sera andiamo al circolo e apprendiamo che la flotta è stata divisa in due gruppi: Gold e Silver. Noi ovviamente finiamo in Silver e siamo per un certo verso contenti perché possiamo giocarcela con i team più o meno del nostro livello, ma il programma prevede che i primi due della Silver salgano in gold e dopo una buona giornata riusciamo a occupare uno di questi due posti.
Sabato continuano le regate e resistiamo in gold, ma c’è un’altra novità, il programma delle regate, frutto della contorta mentalità anglosassone, decreta che oggi un team per nazione prenderà parte ai quarti di finale . Noi rientriamo in questi team scelti e ci possiamo giocare ancora tutto, parallelamente al girone assoluto viene corso un girone under 21 dove noi siamo presenti ma usciamo dalla lotta per la vittoria molto presto a causa di due regate perse per errori abbastanza importanti, ma è ancora aperta la porta per il podio assoluto. Iniziano i quarti di finale e siamo contro la Nuova Zelanda, che con un colpo basso facciamo fuori 2 a 0. A questo punto siamo carichi “a bomba” perchè avendo superato positivamente i quarti di finale eravamo, male che andasse, quarti che per noi sarebbe già stato oro, visto che ci battevamo contro squadre molto più esperte di noi. Successivamente siamo contro gli Stati Uniti e siamo pronti ad andare alla carica per prenderci la finale, ma purtroppo a questo punto il vento fa i dispetti e cala completamente, ci tengono li sino alle otto di sera nella speranza che arrivi un minimo d’aria da permettere lo svolgimento dei restanti match ma purtroppo il vento non arriva e il campionato si chiude con le finali non completate che automaticamente non vengono contate per il risultato finale per cui chiudiamo questa bellissima esperienza al sesto posto e terzi under 21. Molti ci fanno i complimenti ma purtroppo il regolamento prevedeva questa soluzione quando non si riesce a completare le finali. Torniamo a casa comunque con un po’ di amaro in bocca ma soddisfatti per la senz’altro utilissima esperienza. Fondamentale non dimenticare i nostri sponsor che ci hanno accompagnato in questa stagione agonistica:
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