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11.10.07

Non solo Mura...

All'Italiano Este 24 oltre al vincitore Andrea Mura c'era un'altro gruppo di sardi: i soliti ignoti di Velazquez

 

 

Io c’ero, ma era meglio se stavo al Poetto

 

D. - Dove li fanno?

IO - A Lerici.

D. - E dov’è?

IO - In Liguria, Cinque Terre, sai, buon vino, si mangia bene…..

D. - E’ un postaccio, non c’è mai vento, e quando c’è ti strappa i capelli dalla testa.

IO - Ecco, il solito disfattista, ma quando mai…….. e poi noi siamo bravi, ci hanno sempre temuto,  chissenefrega del callazzo, abbiamo il gennaker nuovo, siliconato, sguiscia come una biscia, impossibile far casini in alzata, praticamente si issa da solo. Abbiamo finito di farci infilare al lasco, si cambia, ora si vola, e basta!

D. - Sarà….

 

Sul momento non avevo interpretato correttamente quell’espressione sul suo viso, io tanti anni fa avevo fatto una regata in FD con lo Svizzero da quelle parti, a Portovenere, c’era ventone, onda, un bel posto. Boh, va bene, intanto andiamo, poi si vedrà….. però, ho una sensazione…..

 

Si parte alle sette di sera, usciti dall’ufficio, con Davidino che continua a lavorare anche in macchina, migliaia di clienti che lo chiamano di continuo, il telefono squilla continuamente, ma mi tiene sveglio. Con noi Danilo Paglietti, che tappa il buco della solita defezione dell’ultima ora, ma questa veramente paradossale….

 

La nave costa un boato, praticamente uno stipendio, tra andata e ritorno. Cabine paurose, ma come fa a metterci solo sei ore tra Olbia e Livorno? Lo scopriamo presto, usciti dal porto comincia ad accelerare e non si ferma più, un motoscafo, accendo il GPS e segna 25 nodi; pazzesco, questa cattedrale enorme che vola sul mare, con un onda di poppa che illuminata dalla luna vien voglia di farci il surf.

 

Arriviamo a Lerici in mattinata, scopriamo che stavolta siamo in tanti, ventidue, non male per una classe un po’ sfigata, bella barca per carità, ma frequentata da vecchietti, con scarsa cognizione del regolamento, spesso confuso con quello del pincaro.

 

Stazze e peso della barca È un po’ più leggera, chissà perché…. è dimagrita, sarà innamorata…..

Attacchiamo gli adesivi dello sponsor nuovo, finalmente qualcuno che ci da una mano, lo sponsor vecchio (io, n.d.r.) non ce la faceva più.

Questa DirettaFIAT è una società giovane, sono grintosi, proprio quello che fa per noi giovani, e grintosi…..

Gli adesivi sono enormi e vistosissimi, non passeremo inosservati.

Piove, il primo di una lunga serie di giorni di pioggia, abbiamo lasciato i tropici e siamo capitati in pieno inverno. Sotto l’acqua lavoriamo, armiamo l’albero e tutto il resto. La barca è pronta.

 

Squilla il telefono nella notte, mentre guardiamo il Dr. Agus in TV. Lo Svizzero insieme a Dusbois. Hanno perso l’aereo. Ryanair non parte più. Si comincia coi casini. Ci attacchiamo tutti al telefono e si trova un volo Meridiana per Firenze la mattina presto, due ore prima della partenza della prima prova. Non ce la faremo mai.

La mattina dopo, di buon ora, partiamo in macchina per Firenze. Autostrada e via, che ci vuole? In un ora siamo là. Dopo due ore e quaranta, fermi in fila subito dopo il casello di uscita dell’autostrada cominciamo a temere. Dusbois ha già telefonato 2.647 volte per sapere dove siamo e quando arriviamo a prenderli, che si stanno annoiando. Ma quanto paga di canone?

 

Già. Annoiando…. Fermi in coda da un’ora, guardo i nostri vicini di sventura, tutti attaccati al telefonino a disdire gli appuntamenti del mattino.

Non ce la faremo mai, penso, quando ad un tratto…..l’illuminazione! Usciamo in un viottolino, senza sapere dove, accendiamo il navigatore satellitare che, imperterrito continua volerci rimandare in autostrada, lo molliamo e gli facciamo ricalcolare il percorso. Dopo un po’ si decide e ci suggerisce una serie di carrarecce, sentieri, sottopassi, insomma, sbuchiamo in aeroporto. Carichiamo al volo i due annoiati e ripartiamo verso Lerici. Tornati in autostrada contempliamo la fila sulla carreggiata opposta dove, sino a dieci minuti prima, eravamo invischiati noi. La misuriamo: 17 chilometri! Roba da matti.

E’ una bella classe, il segretario si informava sulla nostra posizione e ci ha fatto aspettare. Riusciamo a salire in barca e partiamo per la prima prova. Ci cambiamo in barca. C’è vento forte, venti nodi. Meglio così. Inizia il campionato.

 

A questo punto, per spiegare bene il Campionato, niente di meglio che allegare il COMUNICATO STAMPA della Classe ESTE 24:

 

“Si è disputato dal 27 al 30 settembre a Lerici – organizzato dal Circolo della Vela Erix - il 5° Campionato italiano della Classe Este24, che ha coronato campione tricolore il cagliaritano Andrea Mura.

Le ventuno imbarcazioni hanno portato a termine sette prove, delle nove previste, caratterizzate da condizioni meteo marine di estrema variabilità a causa di una vasta perturbazione che ha attraversato il norditalia proprio nella settimana di regate. Dal primo giorno con vento superiore ai 20 nodi, si è passato ai giorni successivi con venti di scarsa intensità fino a rasentare la bonaccia.

Questo Campionato passerà alla storia anche per la modesta organizzazione e le infelici scelte del Comitato di regata, parso non all’altezza in svariate situazioni: un esempio su tutti si è verificato il secondo giorno di regate, quando, nelle due prove disputate, ha dato entrambe le partenze con il campo di regata – e, di conseguenza, anche la linea di start – disposto talmente male da non riuscire a tagliare la linea con le mure a dritta e obbligare la flotta a raggiungere la prima boa con un unico bordo mure a sinistra.

Detto ciò, il Campionato è stato molto combattuto e incerto fino all’ultima bolina dell’ultima prova. Per il terzo anno consecutivo si è confermato Campione italiano Este24 Andrea Mura su “Vento dell’Este”, con un solo punto di vantaggio su un ottimo ed estremamente regolare Attilio Cozzani al timone di “Nonna Mirta”; terzo Giancarlo Simeoli su “Arma Azzurra”, barca dell’Aeronautica Militare; quarto Roberto Strappati su “Chest’è Pippo”, in testa alla classifica generale fino a due prove dal termine.

Il Campionato italiano di Classe è stato valido anche come 5a e conclusiva tappa del Circuito nazionale Este24: si è laureato vincitore Gorditos di Paolo Brinati, seguito al secondo posto da Chest’è Pippo e al terzo Nonna Mirta”.

 

Giuseppe Mancini

 

Cavolo, che comunicato stampa!

 

Ora, senza considerare il fatto che noi abbiamo fatto un merdesimo (undicesimi finale) che merdesimo è e merdesimo rimane, vorrei aprire una questione: Ma è mai possibile che la FIV continui a nominare dei personaggi come giudici che, evidentemente, non solo non hanno mai fatto una regata in vita loro, ma nemmeno hanno cognizione di come funzioni esattamente una barca a vela.  Ci sono esempi dappertutto, a quanto pare, mica solo in Sardegna, e tutti poi con la stessa boria.

Il buonanima di Carletto Pedemonte, che faceva tutto da solo (questi erano in quindici a misurare il vento, tutti a ciacciarrare tra loro, e la bolina era sempre messa a c…zo) e in mezzo ci metteva pure una pescatina, in confronto era un gigante.

 

Il Comunicato stampa parla della seconda giornata senza citare due salti di vento impressionanti, di cui uno di 180 gradi, che hanno talmente condizionato la regata che non mi spiego come mai non sia stata annullata. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E infatti, il solito local, che sapeva dove andare, era a casa sua, ci spara il risultatone (secondo), e quello che solitamente arriva nelle retrovie addirittura un primo, e pure con vantaggio.

 

Si parte mure a sinistra con una linea che nemmeno un astigmatico ….. , piomba a metà regata un callazzo così mistico che metà flotta finisce DNF. Noi ultimi degli arrivati.

 

Il terzo giorno non camminiamo una cippa, riusciamo al massimo a stare sull’ottavo. Le giornate di regate sarebbero finite, secondo il programma. A tutt’oggi Andrea è secondo e noi ottavi. I primi (Chest’Pippo, a Cagliari l’anno scorso ci aveva soffiato il terzo posto) molto “sportivamente“ intimano al Comitato di Regata di finire il Campionato qui, altrimenti avrebbero fatto appello alla FIV. Loro sono primi al termine dei tre giorni di regata di calendario e interpretano il Bando un po’ capziosamente, adducendo il fatto che la quarta giornata, quella che il Bando prevedeva di recupero, servisse solo per effettuare le prove che eventualmente mancassero per rendere valido il Campionato (quattro, n.d.r.). Visto che ne abbiamo già fatto cinque, loro sono Campioni Italiani. Hanno tutti il sorriso sulle labbra, piovono i primi complimenti ma vedo Andrea e ha lo stesso sorriso sul viso. Uhmm, qui gatta ci cova.

A cena Andrea è tranquillo, ha sempre lo stesso sorriso sulle labbra, e se ne va a letto presto.

Il giorno dopo il Comitato, che evidentemente ha passato la notte al telefono in contatto con i piani alti, decide di fare l’unica cosa giusta in tutto il Campionato. Si continua a regatare.

 

Ai dieci minuti dalla partenza comincia la caccia all’uomo. Quelli di Mura vanno a caccia di Pippo, lo beccano mentre, ignaro, si controlla tranquillo la linea di partenza. Cominciano a marcarlo stretto, quelli non se l’aspettano e rimangono come degli scemi. Dieci minuti dopo che tutti sono partiti le due barche ancora devono tagliare la linea di partenza, Mura li tiene costantemente sotto il tacco. Non ha nulla da perdere, l’ultimo lo può scartare, mentre Pippo se l’è già giocato e non può permettersi di andare male ancora. Vira uno e vira l’altro. Sempre e solo sotto i rifiuti. Sono già ultimo e penultimo quando, tanto per cambiare, arriva un callazzo che levati, le barche sono incastonate sul mare a specchio con le vele floscie, si levano i gennaker per andare un po’ più veloce, il log segna ZERO, anzi, a volte si va indietro a un nodo. Tutti fuori tempo massimo tranne tre. Che campionato del cavolo! E pensare che l’anno scorso a Cagliari abbiamo fatto regolarmente nove prove nove in tre giorni, con trenta nodi e pochi problemi, tutto sommato.

L’ultima prova è ordinaria amministrazione, noi e altri non la facciamo per prendere tempo alla gru, tanto c’è callazzo e non la faranno mai, figurati…..

E invece, in quel posto del cavolo, esce il sole, sale il vento e tutti partono. La giornata più bella.

Comunque, Andrea e gli altri di Vento dell’Este sono di nuovo Campioni Italiani, per la terza volta consecutiva. E vincono con merito, grinta e sportività.

A terra proteste a valanga di Pippo, che chiede riparazioni improbabili, squalifiche a vita per poca sportività etc. etc. etc.

Alla premiazione musi lunghi, Pippo non si presenta a ritirare il premio del quarto, si stappa lo spumante e si riparte. Di nuovo venticinque nodi verso Olbia e a Oristano la solerte Polizia Stradale, mentre guidiamo tranquilli a settanta, tutto in regola, fari accesi, bolli, collaudi, assicurazioni, etc, tutti con le cinture, etc etc etc. sventola la paletta, ci ferma e ciao patente.

Adesso vado in bici e medito sul perché non mi sono mai preso la patente E, e sul perché continuo imperterrito a spendere soldi con le barche.


Ma a marzo c’è Alassio, chissà .........

 

Comunque, GRAZIE a tutti quelli che sono venuti in barca con noi, a tutti quelli che ci hanno dato una mano, a tutti quelli che ci hanno preso in giro e, soprattutto, grazie a Diretta FIAT, speriamo di farvi fare miglior figura in seguito.

Mario Orlich, Stefano Loddo, Danilo Paglietti, Luciano Dubois e Davide Cocco sono stati l'equipaggio di Velazquez per il Campionato Italiano di Lerici

 

 

 

 

 

 

Vi ricordate le performance di Velazquez all'italiano di Cagliari? Beh,  anche a Lerici non hanno tradito le aspettative