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Roses!
Un nome già entrato nel mito dei laseristi Master. O meglio, entrato nella
memoria di quegli anziani laseristi che hanno ancora una sufficiente
quantità di materia cerebrale esente da demenza senile per potersi
ricordare che c’erano anche loro. La vivissima cittadina dell’alta
Catalogna è stata invasa per otto giorni da una torma di attempati
regatanti con relativi accompagnatori ( e vi lascio solo immaginare che
cosa si vedeva in giro…). Già al termine del primo giorno di regata la
spiaggia
sede della manifestazione era punteggiata da vecchietti in mutino, lycra
e caschetto paracolpi, che zoppicando cercavano di raggiungere
l’albergo di cui non ricordavano né il nome, né tanto meno l’indirizzo.
Volontari della Croce Rossa e Guardia Civil si prodigavano per quelli più
confusi. All’inizio del secondo giorno di regata lo speaker della
manifestazione annunciava al microfono che erano state ritrovate nella
sabbia vicino alle barche 4 dentiere complete (di cui una completa), due
parrucchini ed un bastone da passeggio con pomo d’argento, pregava i
partecipanti
di
non abbandonare le buste dei cateteri urinari vicini al container che
ospitava il Comitato di Regata e chiedeva urgentemente di spostare le
sedie a rotelle che impedivano il varo delle barche. La rappresentativa
sarda, forte di tre Apprendisti, cinque Master (di cui uno in classe
Radial) ed un Gran Master, ha manifestato grande spirito agonistico,
riuscendo a distinguersi (in un modo o nell’altro…) in acqua e a terra.
Tra i 59 Apprendisti standard ottime le prove di Mibelli (20°) e Piras
(23°), che si confermano realtà di grandissimo valore anche in campo
internazionale. Buona anche la prova di Azz…ena (l’unico sassarese,
ovviamente, che in realtà di cognome fa solo Ena), che si posiziona al 28°
posto. Per quanto riguarda i Master standard, partendo dalle retrovie,
prestazioni degne di menzione sono state sicuramente assicurate dalla
coppia Arangino-Porcu M., che hanno impegnato i
peggiori concorrenti della flotta in una serie di duelli all’ultimo
incrocio. Memorabili gli arrivi di Arangino che, primo alla prima boa e
ultimo all’ultima boa, con un percorso punteggiato da scuffie a 180° da
fermo, sgominava regolarmente 10-15 concorrenti nell’ultima bolinetta,
salvando l’onore. Il peggio del peggio l’ha dato sicuramente Porcu M.,
che partendo regolarmente ultimo e coperto, ingaggiava di volta in volta
duelli
inenarrabili con un vecchio laserista irlandese consumato dalla Guinness e
dal fumo, con un obeso canadese, con un asfittico ed enfisematoso
concorrente olandese e infine con uno spagnolo grande invalido della
Guerra Civile. Al termine delle dieci prove effettuate nella flotta degli
scarti umani, graziosamente denominata Silver Fleet (53 concorrenti, di
cui molti sicuramente senza certificato di idoneità agonistica), Arangino
si assicurava il 35° posto e Porcu M. il 46°. Nella stessa categoria
migliori risultati sono stati ottenuti dai restanti due concorrenti. In
particolare, Guicciardi ha salvato l’onore dei sardi agguantando un 44°
posto nella Golden Fleet (54 partecipanti), mentre Loche guadagnava il 10°
posto della Silver. Da segnalare che quest’ultimo concorrente ha sofferto
durante l’intera settimana di un fastidioso stato di insonnia e di una
grave inappetenza, che ne hanno pregiudicato il rendimento ottimale sul
campo di regata. Sempre tra i Master, ma nella categoria radial, un 30°
(su 44 concorrenti) di Porcu R, preceduto da ben sei veliste di sesso
(apparentemente) femminile, straordinariamente tutte somiglianti al
concorrente sardo Arangino. Tra i Gran Master 39° posto su 75 concorrenti
del piccolo Enzo Masala,
accompagnato dalla Signora Marilla, primo degli italiani (e meno male,
visto che dei quattro connazionali due sono arrivati ultimo e penultimo!).
Grande spettacolo in acqua, con ben 419 barche (il Mondiale Master più
affollato della storia del Laser!), divise su due campi di regata. I primi
due giorni sono stati caratterizzati da vento teso sui 15-20 nodi ed onda
formata, mentre la restante parte della gara è stata segnata da venti
deboli o medi, spesso particolarmente variabili. Senza mettere da parte
l’agonismo, i partecipanti si sono distinti per la sportività e la
signorilità, nella migliore tradizione della classe Laser. Poco da fare
sia in acqua che a terra per i giudici, tra cui hanno fanno ottima figura
i cagliaritani Sonia Serra e Marco Giampà. La giovane stazzatrice
catalana Pilar Hermoso Panier è stata eletta reginetta della
manifestazione dal gruppo degli Apprendisti sardi, pur senza la
valutazione dei Master e Gran Master, per lo più affetti da cataratta e
cali ormonali. Ottima l’organizzazione a terra ed in mare, curata nei
particolari logistici e nell’assistenza sul campo e al termine delle
prove. Gli eventi sociali, come la cena inaugurale e la cena di gala,
sono stati particolarmente affollati ed apprezzati dai regatanti. Da
segnalare l’eleganza dei timonieri sardi, che si sono presentati a tutte
le manifestazioni con pregevoli divise, tutte con l’emblema dei quattro
mori, regolarmente confuso a fine cena da meno nobili schizzi di sugo,
residui di chipirones e pescadillos e chiazze di sangria. Per ulteriori
notizie consultare http://events.laserinternational.org/en/events/results/100z8
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