Benedetto braccialetto!

Questa volta ci siamo superati! Con un inviato speciale (ma mooolto speciale) a Cartagena riusciamo a farvi respirare l'atmosfera che una (avvenente) giornalista alle prime armi vive durante una tappa dei TP52. E dai primi resoconti sembra che il risultato sia strepitoso
 
 

 

Audi MedCup 2010 – Cartagena

                                                                     25.08.2010                   

Istruzioni per l’uso

 

Prima di imbarcarsi (mi si conceda il termine) in un’avventura di questo tipo, accreditandosi cioè, come giornalista di Sailing Sardinia, è bene aver chiari  alcuni fattori molto importanti, che saranno determinanti ai fini dell’esito positivo dell’impresa, ossia scrivere il retroscena ironico di un evento sportivo importante attorno al quale circolano milioni di euro.

1) Prima di tutto occorre porsi questa domanda: chi sono io per l’AudiMed  Cup 2010?

La risposta dipende tutta da un braccialetto che portiamo al polso,  il quale non dovrebbe mai essere tolto,  sarebbe drammatico, infatti, dimenticarlo dentro la doccia o peggio ancora prestarlo a qualcuno: la vita a Cartagena diventerebbe impossibile, ma fortunatamente è fatto in maniera tale che una volta applicato non  possa più essere levato.

Il suo colore determina chi sei e cosa puoi fare all’interno del gioco: il mio è di colore bianco, quindi indica che sono accreditata con la “prensa”, ma durante l’operazione di “marchiatura” si sono dimenticati di innestarmi anche quello Orange, facendomi rischiare di non salire sul catamarano per seguire le regate, fortunatamente spiegando la situazione nell’apposito point, sono riuscita a salire per tempo. In ogni caso, il suo colore mi consente di accedere alla banchina ed entrare in contatto con i TP52 e i TP42, ci sono dei varchi (con ombrellone) in cui vengono fatti dei controlli cromatici severissimi.

Il colore nero indica, invece, che sei parte integrante dell’organizzazione oppure che sei un fotografo, quello rosso che fai parte di un team, poi ce n’è un altro che  è di colore oro, l’ho visto per caso al polso di un uomo altissimo, credo svizzero, ed è quello che concede i “super poteri”: approfondirò chiedendo informazioni al mio vicino di tavolo, Claudio Mazzanti, mentre prepara le vignette sulle foto di Lunarossa, direi che ha una conoscenza dell’ambiente quasi enciclopedica.

2) La popolazione di Cartagena  può essere classificata in due grandi categorie sociali: quelli che hanno un braccialetto, e quelli che non ce l’hanno, ciò equivale ad affermare “non sono nessuno”. A me consente di godere di diversi privilegi, oltre a quello di poter accedere liberamente a tutte le zone del porto, posso dimorare (dalle 9.00 alle 20.00) nella Press Zone, che è un’area di almeno 200 mq. Sita all’interno di una tensostruttura a marchio Audi (ci mancherebbe altro).

 Il climatizzatore di cui è dotata la sala è l’unica ad avere la funzione “antartide”, oltre all’accesso internet wireless con un tecnico informatico molto carino sempre a disposizione, pronto ad esaudire qualsiasi desiderio software. Non ha però esaudito il mio di desiderio, cioè quello di avere un adattatore per alimentare il mio notebook, ci ha pensato il fotografo di fronte a me, lo svizzero Jurg Kauffmann, uno dei più quotati fotografi di vela del panorama internazionale, il quale essendo appunto svizzero, ha estratto dallo zaino un paio di tenaglie, e sotto i miei occhi allibiti ha evirato le protuberanze di disturbo.

Nella Press Zone godiamo di schermi giganti per seguire le regate (se non sei a bordo del catamarano sono molto utili), del virtual eye con il salotto, del frigo pieno d’acqua Cazorla (pH 7,2) sempre a  disposizione.

 I bagni di cui è dotata la struttura sono equivalenti a quelli del T-hotel in versione chimica, l’erogatore del sapone è Lancome e la carta igienica rigorosamente grigia (colore ufficiale dell’evento) ha la scritta rossa “America’s Cup”. L’antibagno funge da collegamento con una sorta di angolo buffet e di zona breafing in cui gli equipaggi si rilassano dopo le regate.

Altro importantissimo vantaggio, generato dal possesso del bracciale è il servizio trasferimenti Audi Q7: ti portano ovunque, sono a disposizione per portarci avanti e indietro dall’albergo al porto, immagino anche a fare shopping volendo, io lunedì chiederò di essere portata all’ aereoporto di Madrid, ma sospetto che mi risponderanno che per questo servizio è necessario il bracciale oro.

3)Un altro elemento, la cui conoscenza è di vitale importanza è l’abbigliamento: mai presentarsi in sala stampa con indosso una maglietta North Sails in cui compare la scritta Alinghi:  non è consentito neanche circolare  nelle aree esterne al porto, pena l’immediato ritiro del braccialetto.

Me ne sono accorta in tempo e in attesa di avere la consegna della  mitica divisa AudiMed Cup (new edition) rigorosamente di colore grigio, ne ho comprata una al punto vendita del team Quantum, decisamente più attuale ed apprezzato.

Naturalmente anche questa deve essere utilizzata con moderazione e buon senso, quindi in albergo evito sempre di indossarla, il team di Cristabella circola liberamente e potrei pregiudicarmi la possibilità di fare un’intervista o di averli ospiti a cena.

In ogni caso è sempre meglio circolare con abbigliamenti ufficiali AudiMed Cup, è accettata qualsiasi annata, i colori vanno dal grigio, al bianco al rosso, maniche lunghe e maniche corte, le hostess gentilissime, si preoccuperanno comunque di fornire accessori dell’ultima collezione Estate2010.

E le regate? Beh per questo c'è il sito ufficiale (clicca qui)

Per il video (clicca qui)