Le prime regate

Report della prima giornata di regate per la nostra "inviata per caso" a Cartagena per la penultima tappa dell'Audi Medcup che si concluderà a Settembre a Cagliari

 
 

 

Audi MedCup 2010 – Cartagena

                                                                     25.08.2010                   

Primo giorno di regate sul catamarano della stampa

 

Oggi a Cartagena, primo giorno di regate per le classi Tp52 series e Tp42 series, per il Trofeo Caja Mediterraneo Regione Murcia,  in un campo di regata dominato da circa 16 nodi di Levante pieno a detta di Massanti.

Sono circa le 12,30 quando l’intelligenza viene ammainata, ci avvisano uno per uno che il catamarano è pronto: oltre ai giornalisti di varie testate giornalistiche, sono presenti alcuni fotografi, operatori regia, telecronisti  faranno una telecronaca sia in inglese che in spagnolo.

Avevo già visto diverse volte il campo di regata, attraverso le immagini sia reali che del virtual eye, ma essere sul catamarano e vedere dal vivo è cosa ben diversa: mi è capitato diverse volte di vedere regate mediamente importanti dai gommoni dei fotografi, ma questo  livello organizzativo pare sia secondo solo all’ America’s Cup.

Arriva l’elicottero, questo equivale allo START, lo spettacolo comincia.

Siamo vicinissimi ai Tp ma veloci, prendo istintivamente  la mia macchina fotografica compatta, per immortalare il momento, me ne pento subito dopo la risatina del giornalista di  Sailing Valencia:  l’attrezzatura di cui dispone insieme a tutti i suoi colleghi è impressionante, considero il fatto che sia meglio mettere via piccola Nikon nuovamente in borsa.

Penso allora di scrivere qualche appunto, più che altro sul paesaggio e sulle mie impressioni del momento, prendo mia preziosa Moleskine, e anche qui sono assolutamente out:  mi sono resa conto solo dopo che tutti erano dotati di un particolare tipo di notes a spirale con carta waterproof, mi spiegano che è del tipo di notes  di cui è dotato l’esercito. Così penso che l’unica cosa waterproof che porto è il mascara sulle ciglia (di quello l’esercito non è dotato), ma sarà  l’unico a non colare dopo la doccia d’acqua salata che mi farò sul catamarano.

Mi rendo  conto di aver lasciato in borsa il mio prezioso fascicolo “Cartella Stampa” (versione italiana). E’ uno strumento che può essere paragonato al nastro isolante per i prodieri, ma l’ho ribattezzata con il nome di “Manuale del finto giornalista che vuole apparire preparato”. Il mio problema è un dubbio sui miglia complessivi del percorso, sono quindi costretta a chiedere al mondo maschile giornalistico (l’unico a bordo): dopo qualche calcolo  uno mi risponde che sono circa 8.4, ma aggiunge ancora … con un  italiano perfetto:

 “.. dico circa perché le barche vanno di bolina e non dritte (voleva spiegarmi che una barca a vela bordeggia !????!) quindi la distanza percorsa è maggiore rispetto a quella del tracciato. Sorrido,  trattenendomi  dal chiedergli se il percorso fosse stato tracciato tenendo conto della lossodromia terrestre.

Nel frattempo la prima prova viene vinta da Matador (ARG), lo scafo con il toro stilizzato è inconfondibile,  e lo START della  seconda prova viene dato poco dopo il pranzo, nel frattempo hanno terminato la regata i Tp42, che nomino anche io per dovere di cronaca, pare non interessino a nessuno.

Sul lato di bolina della seconda prova abbiamo una “new entry”, il suo ingresso è spettacolare, con la sua stazza mette tutti sull’attenti, ancora una volta non ho in mano il mio fascicolo per sapere il nome del team, e chi sia l’armatore, ma leggo a chiare lettere il nome lungo qualche metro, è lei Mikela P. (più tardi in sala stampa  ribattezzata con il nome di Melissa P.) una porta containers nera di 200 mt, taglia in pieno il campo di regata, emette qualche segnale acustico, che non lascia dubbi all’interpretazione “levatevi di mezzo” .

 

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