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LA VELA DELLA SARDEGNA SUL WEB

 
 

 

 

 

 

 

 

Hai la barca? Sei un evasore!

Sembra che Bruno Vespa nel suo salotto di Raiuno intendesse questo quando ha detto "ma insomma quelli che hanno le barche li vogliamo far pagare?"

 

Alberto Roggero ci spiega chiaramente questa tassa sulla Nautica che rischia di essere una mannaia sulla nautica senza nessun beneficio economico ai conti pubblici

 

Il governo Monti ha ripristinato la vecchia tassa di stazionamento abolita nel lontano 2003 dal governo Berlusconi dopo che si era dimostrato che costava di più incassarla che esigerla e farla rispettare. L’apporto della Nautica alla manovra del Governo è minima, solo lo 0,5 % del totale, ma avrà carattere strutturale. E’ da valutarsi l’impatto che questa nuova tassa avrà in tutto il Comparto nautico considerando che non procedeva a gonfie vele, ma galleggiava dopo che molti cantieri negli ultimi anni hanno dovuto chiudere o ristrutturare con la conseguenza della perdita di molti posti di lavoro. Sono oltre 150.000 i lavoratori che direttamente o indirettamente vivono dalla nautica. Il decreto Legge è ora al vaglio delle Camere ed in particolare l’articolo 16, quello che impone le nuove tasse sulla cosi detta "evidenza di ricchezza" che tanto piace ai media nostrani e che farà salire il già caro costo di manutenzione di una barca sia a vela sia a motore.

Prima di inoltrarmi nel tecnicismo dell’art 16 premetto che mi rivolgo a tutti coloro che hanno comprato una barca senza imbrogliare il fisco e cioè tutti quei cittadini onesti che hanno una passione vera, quella del mare che non è un privilegio di pochi ricchi ma, vista la posizione del nostro Stivale, dovrebbe essere tra gli sport nazionali più seguiti. Invece siamo si popolo di navigatori, si, ma si internet. Tranne circa 100.000 persone.

Gli ultimi emendamenti nella notte di ieri lunedì hanno ripristinato gli sconti per la vetustà nell’ordine del 15, 30 e 45% rispettivamente dopo 5 , 10 e 15 anni di anzianità calcolando la vetustà dopo il primo anno. La tabella che segue indica quali importi si dovranno pagare a seconda della lunghezza della barca e dell’anno di costruzione.

 

Nella tabella troverete sia i costi per una barca a motore sia a vela ma con gli sconti per la vetustà.

I successivi commi stabiliscono riduzioni ed esenzioni dall’applicazione della tassa di stazionamento. In particolare:

riduzione al 50% per le unità con scafo di lunghezza fino ad 12 metri utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti , come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nelle isole della laguna di Venezia , nonché per le unità a vela con motore ausiliario (comma 3);

esclusione (comma 4) per:

- le unità di proprietà o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici;

- quelle obbligatorie di salvataggio;

- i battelli di servizio, purché questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti;

 

- le unità di indicate al comma 2 che si trovino in un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio;

esenzione per le unità da diporto possedute ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso (comma 5).

esclusione per le nuove unità da diporto con targa "prova" che siano nelle disponibilità a qualsiasi titolo del cantiere, del manutentore o del distributore ovvero a quelle usate (cioè non nuove) che siano state ritirate dai cantieri o dai distributori con mandato di vendita e in attesa del perfezionamento dell’atto.

Quello che ancora non è stata normata è la parte relativa a chi utilizza le barche per il noleggio o la locazione, il cosi detto Charter, economia importante della nostra nautica da diporto che sarà sicuramente devastata da questo provvedimento poiché le barche che vengono date in locazione sono sempre nuove o al massimo di tre anni. Bene tutte queste società dovranno accollarsi gli importi pieni della nuova tassa. Almeno se non cambierà ancora l’articolo con qualche emendamento a favore. Ma poiché i media stanno spingendo affinché l’equazione barca = ricco = evasore sia dimostrata e anche la TV di Stato, vedi i programmi da "La vita in Diretta", Porta a Porta e sulla /e altre trasmissioni che non fanno altro che alimentare questo assurdo assioma contro chi del mare ha fatto la sua passione o il luogo di lavoro.

Sono nati alcuni gruppi organizzati su Facebook (come gli "indignados della nautica") e Twitter che hanno raggiunto numeri impressionanti di adesioni in pochissimi giorni a dimostrazione del fatto che la nautica da diporto è viva e non è disposta a pagare una doppia tassa, economica e di immagine che penalizza anche coloro che posseggono una barca del valore di una auto di media cilindrata. Certo è giusto contribuire al risanamento delle nostre finanze, ma il è criterio che fa acqua da tutte le parti. Si pensi ad un gommone di circa 9 metri con due o tre motori da 300 cavalli il cui valore è di circa 250.000 euro e che non sarà tassato e una barca a vela di 20 anni di 10,10 metri il cui valore è di circa 15/20000 euro, il primo è un giocattolo per veri ricchi, il secondo il risultato di un cittadino che ha magari acquistato con tanti sacrifici il sogno di una vita e che pagherà la tassa dei ricchi proprietari di barche e in più sarà considerato un evasore…

 
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CAGLIARI ORISTANO ALGHERO OLBIA ARBATAX
CAGLIARI ORISTANO ALGHERO OLBIA ARBATAX

 

   
   

 
   

 

 

 

 

 

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