Ai miei tempi…

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Ai miei tempi…

By Sailingsardinia   /     gen 22, 2020  /     Varie  /  

82523984_2813732775372277_8989340072054620160_o“Ieri ho avuto un momento un po così … Diciamo che ho sentito il bisogno di sfogarmi perchè ieri ero veramente triste . In tutti questi anni di “carriera” windsurfistica , non ho mai visto Stintino così vuoto . Stintino è uno spot a mio parere PERFETTO. Dico perfetto perchè è uno spot adatto a tutti e in qualsiasi condizione .

Molti hanno dato le “colpe” a me , che sono andato troppo presto ( alle 10:00) , ma di solito come sempre , Stintino già dalla mattina è sempre stato pieno zeppo . Poi , quelli che sono arrivati alle 14:00 , erano i soliti 5 (e menomale che ci sono loro!) che hanno però già una certa età . Ho pensato quindi al futuro di questo sport qui in Sardegna , quando tra 10 anni molti di questi “anziani” non ci saranno più … e di giovani ce ne saranno solo 2 o 3 in acqua . Alcuni hanno avuto anche il coraggio di dirmi che pagherebbero per stare da soli in acqua . A me invece mio papà mi ha insegnato un’altro modo di vivere questo sport…”

71086638_2556502584428632_5698692062942068736_oCristiano Monti, grande surfer algherese che ci delizia spesso con immagini veramente radicali, commenta così quando gli chiediamo il perchè del post che ha scritto su facebook (visita il suo profilo) in cui si lamentava del fatto che pochi, pochissimi, surfisti hanno approfittato di questa grande mareggiata da Est che ha colpito la Sardegna in questi giorni.  

Ma Stintino non è un caso isolato

velaLLEVA-2005-(angiuli)Anche a Cagliari, nella “capitale”, città che ha un bacino d’utenza pazzesco, ieri in mare si sono visti 5/6 surfisti…”Era da molto che non uscivo e sono rimasto stupito di quanta poca gente ci fosse.” racconto un ritrovato Sergio Angiuli, vecchia gloria degli anni 90. “Oltre a me ho visto Stefano Cecere, Giuseppe Pugliese e altri due giovani. Poi è venuto Matteo Spanu con il figlio Nicolò.” 

Come dargli torto?

Negli anni 90, appunto, con una mareggiata di queste proporzioni, in mare vedevi non meno di cinquanta vele, tutti surfisti più o meno bravi, che mai si sarebbero persi una giornata così epica. In mare c’erano tutti, dai top surfer come Angiuli, ai principianti che facevano il famoso “bordo ospedale”: lascone da Marina Piccola verso i frangenti, strambata in mezzo alle schiume, caduta e naufragio in spiaggia davanti all’ospedale marino, appunto. 76613084_10218987967362664_7085861818312163328_nE c’erano tanti giovani che uscivamo con materiale più o meno arrangiato, magari con tavola autocostruita, boma prestato da un amico possidente, vela ten cate con bugna alta grazie alla macchina da cucire della mamma. Insomma la passione era tanta e pur di andare in mare si utilizzava qualunque cosa. Ora, i pochi ragazzi che vedi in acqua sono tutti griffati, con tutto il materiale dell’anno prossimo: Twinzer, Quad, Tri vanno di moda ad anni alterni e ogni anno devi avere la tavola giusta.

Ma la cosa che impressione di più è che oggi in mare continuano ad uscire gli stessi “giovani” degli anni novanta che non sono ormai troppo “rinco”. Dei giovani si hanno poche notizie.

Ai miei tempi…

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