ARCI 650 raccontata da chi l’ha fatta

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ARCI 650 raccontata da chi l’ha fatta

By Sailingsardinia   /     mar 24, 2021  /     Varie  /  

163142007_2850405608555157_6297805657754461128_oARCI 650 da record per il numero di barche per il livello degli skipper e per la durata della regata.

Regata maschia caratterizzata dalla temperatura tutt’altro che primaverile ,il vento da grecale ha contribuito a far precipitare le temperature e conoscendo il tipo di barca bagnata come una deriva ha sottoposto gli equipaggi a uno stress maggiore.

Partenza agguerrita con un bel vento che dopo la boa di disimpegno, sotto spy maxi per doppiare lo Sparviero cala inesorabilmente. Riprende meno intenso per la discesa verso Giannutri. La flotta comincia la risalita di notte verso Elba prima e Capraia poi con una bella portante che regala velocità in doppia cifra con planate infinite fino alle prime luci del giorno, C’è chi si tiene lontano dall’isola chi gli passa sotto,ognuno la sua strategia sta di fatto che dopo la poppa ci aspetta una bolina con onda che per i mini è massacrante anche qui c’è chi cammina di più aumentando le miglia e chi lavora di fino su tutti gli scarsi il risultato è che al traverso dell’Elba tutti fermi con il mare olio. 150908823_10208112166118590_2360225515150332284_nNel pomeriggio dalla radio sentiamo che Alberto e Ambrogio hanno tagliato la linea di arrivo mentre la flotta cerca di avanzare un metro alla volta con le vele che non riescono a catturare aria. Improvvisamente con il calar della notte un flusso prepotente fino a quasi 30 nodi si abbatte sulla prua della flotta che bolinando si avvia a tagliare la linea con degli arrivi degni di una regata tra le boe con dei distacchi al disotto del minuto che se pensiamo alle miglia e alle tattiche di regata e ancora alla non monotipia sembra quasi impossibile!

I rappresentanti della Terza Zona non hanno affatto sfigurato di fronte a tanta qualità e livello anche dei cugini francesi maestri delle course au large e le diverse caratteristiche dei mini più moderni (numero prua più alto barca più recente) ITA-520 GINTONIC del Giovane Francesco Farci protagonista dello scorso campionato italiano insieme a Pietro Mureddu si posiziona al 16 posto mentre Cavallo Edoardo noto dado in coppia con Tucci Adriano su ITA- 452 ARDITA si posizionano al 9 sempre over all e primo dei P2! Prossimo appuntamento il Gran Premio  d’Italia ad a aprile.

Dado Cavallo

 

57a7c683-3c39-466d-9754-837b46928786La Arci è la prima regata del campionato italiano mini 650 ed è un giro attorno alle isole Toscane: si parte da punta ala e si va a girare Giannutri, l’ Elba, Capraia e si torna a punta ala. In senso orario o antiorario, a seconda del meteo il comitato può decidere fino ai 5 minuti prima della partenza in quale senso si gireranno le isole. È quindi una regata molto complicata dal punto di vista meteo in quanto bisogna prepararsi la sera prima della partenza 2 possibili routage, poi ad aumentare le difficoltà ci sono queste isole che si sviluppano molto in altezza e sono sempre una scommessa sui passaggi. Vicino accorciando le distanze o lontani per non prendere dei buchi di vento?

Quest’anno 26 le barche iscritte ed un livello veramente altissimo. Atleti come Ambrogio Beccaria, Alberto Riva, Amélie Grassi, Le Berre Anne, Matteo sericano e tanti altri tra italiani e francesi che sono ritenuti tra i ministi più forti al mondo.
A rendere ancora più interessante questa edizione della Arci è stato un meteo veramente instabile che, prima della partenza, cambiava totalmente ad ogni aggiornamento a causa del passaggio di un centro depressionario che avrebbe inglobato le isole durante la regata, per cui a seconda di quanto si muoveva veloce avrebbe cambiato totalmente le carte in gioco sul campo. E così è stato!
La partenza è stata puntuale a mezzogiorno anche se le condizioni in continuo cambiamento: siamo usciti in mare con 18 nodi di vento che nel mentre aspettavamo la partenza ha ruotato diverse volte ed è progressivamente calato rendendo difficile la pianificazione. Noi su Gintonic ci siamo un po’ persi per l’ adrenalina e la voglia di fare bene cambiando matossage e regolazioni ma perdendo di vista le basi cioè il controllo della linea (estremamente buona in boa). Partiamo con un buon timing ma dal lato totalmente sbagliato ed iniziamo il nostro recupero nel primo tratto di bolina fino al disimpegno.


Una volta girata la boa ed iniziati a scendere verso lo sparviero, il vento molla del tutto e a seconda di chi acchiappa il refolo cammina o meno.
Il vento inizia a rientrare leggero ed in aumento ma questa volta da ovest e quindi ci troviamo al traverso sotto code 0 scendendo verso Giannutri. In questa fase le barche di nuova generazione sono molto più veloci e, mentre noi perdiamo qualche posizione, si delinea un gruppo in “fuga” capitanato da Cellissima e Millennium che iniziano una vera e propria guerra a colpi di strambate che durerà fino alla fine della regata!
Il vento piano piano gira al lasco e noi ci rendiamo conto di essere saliti troppo precedentemente. Primo errore tattico della regata che ci fa impegnare parecchio fino al giro di Giannutri per evitare di perdere troppe posizioni.
Giriamo Giannutri da manuale con un peeling perfetto da code0 a maxi, chiudendo il giro rispetto alle altre barche e trovandoci in testa al secondo gruppo.
Il vento inizia a salire velocemente e ben presto ci ritroviamo a correre al lasco con 23 nodi di reale. Con il poco peso che abbiamo imbarcato iniziamo a tirare giù la prua e non riusciamo a stringere per cui mettiamo lo spi medio e prendiamo una mano. La barca cambia letteralmente faccia ed iniziamo a fare 13 nodi prendendo qualche miglio da chi invece si avvicina troppo al Giglio e trova un buco di vento. In realtà anche qui abbiamo fatto un errore perché il vento ci gira in poppa vmg e le nostre fatiche per orzare ed il tempo perso nei cambi vela risulta del tutto inutile se non controproducente ma comunque teniamo bene la nostra posizione. Inizia la lotta tra noi e Big Jim che, si tiene più vicino all’ Elba andando verso Capraia mentre noi, un po’ rallentanti da un rimorchiatore che ci costringe ad allontanarci, un po’ per nostra volontà, passiamo belli lontani dall’ Elba pensando di evitare un buco di vento che in realtà non esiste, perdiamo la nostra leadership.
Girata Capraia, inizia una bolina che noi ci aspettiamo duri fino alla fine della regata con onda incrociata e le barche fanno fatica ad avanzare. Il vento gira in continuazione, sale e scende di intensità. Sono chiari segni che sta per morire ma noi, concentrati a virare e matossare sugli scarsi ci perdiamo questo “dettaglio” che ci costerà tantissime posizioni. Finisce che rimaniamo in bonaccia lontani dall’ Elba mentre la maggior parte della flotta si era già spostata sottocosta e grazie a qualche refolo piano piano avanza. Rimaniamo in questa situazione per veramente tante ore. Dopo il calar del sole inizia a risalire il vento e nel giro di 5 minuti ci troviamo a bolinare verso punta Ala con 20/25 nodi! Big Jim è solo a 2 miglia e ne abbiamo di fronte a noi 15 per recuperare così settiamo la barca ed iniziamo a lavorarci timone e randa come fossimo tra le boe, cosa che a me e Pigy viene parecchio bene! Iniziamo a vedere la luce di Big Jim che piano piano diventa più alta e noi siamo sempre più infogati e frustiamo letteralmente la barca spingendo con tutta vela! Ad un miglio dall’ arrivo siamo veramente vicini e quasi ci ingaggiamo, purtroppo il waypoint sulle istruzioni di regata non corrisponde alla vera posizione della boa di arrivo ma quando ce ne accorgiamo risulta troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Rimaniamo dietro Big Jim di circa 50 metri ma siamo contenti della regata che abbiamo fatto e consci dei nostri errori, puntiamo direttamente ad un GPI in cui l’obbiettivo è di fare risaltare un po’ di più anche la posizione in classifica!
Per quanto riguarda la cronaca generale, Cellissima con Alberto Riva ed Ambrogio Beccaria batte le Francesi di Millennium La Berre Anne e Amélie Grassi dopo una stratosferica regata che ha tenuto tutti col fiato sospeso, anche noi che ce lo siamo visto “in differita”. Bellissima performance anche di Dynamips di Julie Simon che chiude terza in classifica serie.
Tra i proto vince Gigali di Matteo Sericano e Michele Mortola che sembra finalmente riuscito a fare volare il suo wevo, secondo posto conquistato da Elima di Rocco Leoni e John Lawson e terzo posto Fran di Vittorio d’Eugenio e Alessandro Suardi.
Prossimo appuntamento al GPI con partenza da Genova il 10 Aprile! Stay tuned!!

Francesco Farci

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