Aurelio Bini: il socio velista

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Aurelio Bini: il socio velista

By Sailingsardinia   /     feb 15, 2022  /     Varie  /  

DSC06542-1024x768“Sorriso sempre stampato in faccia e mai prendersi sul serio.” Sono queste le due caratteristiche che contraddistinguono Aurelio Bini, il matador degli ultimi anni nei J24, unica classe d’altura in Sardegna in cui le classifiche rispecchiano il vero valore in mare. Ma il titolo di matador Aurelio lo deve obbligatoriamente dividere con il suo super team di Vigne Surrau, team molto unito da diversi anni che ha ben pochi avversari in mare.

Il velista gallurese ha un approccio alla regata apparentemente superficiale e sicuramente poco tecnico: non va tanto d’accordo con i numeri e i dati scientifici; lui prende il timone e vince. Non mettetelo a ragionare o a spiegare i perchè della vela: lui fa e basta. Diversi super team internazionali lo hanno ingaggiato perchè, oltre al manico, Aurelio ha una grandissima esperienza come marinaio e può quindi cimentarsi in tutti i ruoli a bordo. Potrebbe tranquillamente essere il velista perfetto. Se non ci fossero le donne…

Domanda d’obbligo: raccontaci i tuoi approcci con la vela

Avevo 11 anni circa e Ho iniziato a fare vela per puro caso durante un campeggio con mie sorelle a capo Ceraso . Mi ricordo che venne con un catamarano un Comandante di navi ( tedesco ) con la sua famiglia . Ci aveva invitato a fare un giro a vela assieme ad altri amici suoi . Fu amore dal primo minuto . 27fb49cb-d8cc-4c2b-b04b-f1f48cf64d8aAllora iniziai a costruire un canottino a vela . Il collaudo lo facevo in un fiume vicino a casa mia e quando arrivava l’estate lo portavo al mare dove la mia famiglia passava l’estate con amici e parenti (Portu Casu ). Poi mio zio si costruì un bel gozzo in legno a vela aurica e mi portava a veleggiare con lui .
In quegli anni giocavo pure a calcio, togliendomi anche qualche bella soddisfazione , ma il richiamo della vela era sempre più forte .
Quindi dopo il calcio con la mia bmx andavo al circolo Nautico Olbia a chiedere se qualcuno mi portava con loro per fare le regate della domenica . Diciamo che moltissimi olbiesi e non solo , mi hanno insegnato tantissime cose e ancora oggi li ringrazio tutti . Poi arrivò il mio maestro Miaghi , il mitico Giorgio Zolezzi . Lui mi aveva insegnato tutti i trucchi e dettagli per poter migliorare . Grazie a lui ho iniziato a conoscere i migliori velisti e navigare con molti di loro .
Poi il presidente Piersesto Demuro del Club Nautico Arzachena, mi invitò a fare regate per loro al giro di Sardegna . Ero un bambino e fu una bellissima esperienza . Subito dopo mi affidarono il J24 Sardares che poi divento Vigne Surrau ed è ormai più di 20 anni che corro per loro , assieme al mio mitico equipaggio. Loro sono amici carissimi e fortissimi velisti:  devo tanto a loro .
Se non fosse per loro, non sarei mai riuscito a levarmi qualche bella soddisfazione sul J24 .

 

Mancano nel tuo percorso le regate in deriva: pensi che se lo avessi fatto ora saresti ancora più forte?

È una domanda a cui  ancora oggi non so rispondere con certezza . Perché quando ero bambino , a Olbia non esisteva una scuola di vela con un istruttore preparato che ti insegnava a fare regate sulle derive . Adesso esistono scuole con un istruttore super preparato che ti insegnano a fare le regate e a preparare la barca . Prima era tutto diverso , in mare c’ero solo io con i miei amici, compagni di scuola . 8b656c4f-b3d6-4e1c-b77c-4f3f8f62ede0Non entravamo a scuola e andavamo a fare VELA dai canottieri, dove mi facevano tenere il mio sunfish e passavamo le giornate a fare bordi . Poi mio padre mi aveva comprato un tequila schow di 7,50 metri e con quella barca avevo fatto il mio primo equipaggio e le mie prime regate da skipper timoniere . Forse avevo 15 anni . Poi grazie a Nicola Campus avevo fatto qualche giro in deriva e due regate in optimist:  mi aveva insegnato tante cose . Ma essendo solo io e lui a fare regate, non c’era una squadra e tutto finì subito . Diciamo che ho dovuto fare tutto da autodidatta . Sicuramente non sono campione ora e sicuramente non lo sarei diventato comunque. Sicuramente se avessi avuto la possibilità che hanno ora i nuovi velisti , con preparatori , derive nuove fiammanti e uno che ti dice subito dove sbagli e come rimediare , sarei cresciuto più velocemente e non farei errori che ancora faccio. Per esempio: non so fare partenze! Però sono fiero di come sono andate le cose . Non ho fatto deriva , ma ho sempre avuto tantissima passione per il mare e per la vela e di questo ne sono fiero . Diciamo che forse è quello che manca a molti ragazzi di ora . Oggi i ragazzi vanno per mare solo con istruttore che ti spiega come andare e con un gommone che ti segue. Perdono la voglia con troppa facilità . Penso che la vela non sia solo regate , ma è tanto altro

 

Il J24. Una vecchia barca ma sembra che (se si escludono gli anni covid) in Sardegna tenga sempre bene…

Il J24 come mi disse un giorno Francesco Cruciani e Pietro Dali è una barca che ti insegna a timonare . Proprio perché è gnucca è sorda . Ma soprattutto non è una barca costosa e una barca vecchia può ancora competere con barche più nuove.image
Si sa bene che questo è uno dei motivi del perché in Sardegna ancora tiene i numeri . Poi ce ne sono tanti , in qualsiasi porto vai, ne trovi sempre qualcuno . Ma purtroppo non tutti sono pronti per regatare. Peccato . Comunque è pur sempre un monotipo e regatare sui monotipo è sempre bello , vince chi arriva davanti . È vero che non è veloce , ma vince sempre chi sbaglia meno .
Per quanto mi riguarda , io mi diverto tantissimo in j24 e se dovesse morire la classe , penso che rimane solo Hobie Cat
Quindi teniamo duro soci

 

Vigne Surrau, Aurelio, Evero, Rigidu (al secolo Danilo Deiana) quattro nomi che dettano legge tra i J24…

Vigne Surrau del circolo nautico Arzachena per me è tutto . Mi ricordo ancora quando il presidente Demuro mi chiese se volevo prenderlo per fare un equipaggio e fare regate per il club . 79730708-5c85-46b2-9141-ba50254639a1Non mi sembrava vero , era la barca che sognavo da ragazzino , che al tempo era timonato da Roberto Pardini ( si chiamava Zu Paulu) allora mi impegnai con i miei amici a fare un equipaggio serio ma divertente . Fondamentale era l’inserimento di Evero Nicolini che ci controllava la notte . Non voleva che uscissi con i miei amici a bere una cosa . Effettivamente erano più le volte che arrivavo alle regate da ubriaco che da sobrio . 10301946_222155454661361_321848277042249999_nMi ricordo primo giorno di regate a Portorotondo, Evero mette in mare la barca e io ero coricato sul pontile con la faccia verso il mare per rimettere . A pochi metri da me c’era l’altro equipaggio di Arzachena che mi guardava con una faccia disgustata ( così mi hanno raccontato ) e il presidente che diceva : ma questo …..???? Chi ce l’ha messo ??ecc ecc Poi però nel nostro piccolo siamo riusciti a farci valere.


Sono saliti e scesi parecchi amici velisti in J con noi , ma uno fondamentale per me è il mio amico mitico Rigidu:  lui è il nostro avvocato il nostro prodiere indiscusso. Devo ammettere che è diventato davvero bravo … Come tutti e un pedina fondamentale, c’è da sempre e mi ha sempre fatto da braccio destro in tutte le cose , soprattutto quando uscivo la sera e l’indomani cercava di convincere a Evero che non ero ubriaco ( non ci riusciva quasi mai) adesso è l’avvocato Danilo Deiana. Poi c’è Mauro Pisanu che viene da Nuoro con furore: è il più vecchio , ma ha fisico e ci fa il mazzo a tutti .. Pietro Alvisa è il nostro tutto fare: può timonare al mio posto e può guidare il carrello stradale; è il nostro Ambrogio , lui guida sempre . Se non ci fosse lui, a quest’ora avremo la barca a pezzi tipo puzzle. Poi la nostra Robertina , che però è di Evero , ancora mi chiedo ……..???
Lei da subito l’abbiamo addestrata a sopportare Evero . Regola numero uno in barca da noi: Evero non ha mai ragione !! E se per caso ha ragione, la regola 1 viene sempre prima . Lui non ha mai ragione . Scherzi a parte , Roberta viene dal mondo del windsurf è una bravissima regatante sulle tavole e qualche dritta ce  la da pure lei . Comunque ho un super equipaggio.

Hai sempre detto che il tuo sogno è andare in barca con Riccardo Piseddu. Perchè?

Riccardo Piseddu per me è la bravura affiancata a pari passo con la simpatia . Ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio alla giraglia , io guidavo e lui era alla randa , sempre al mio fianco . b5fe89d3-e66d-4e14-810d-365a9739b69aPenso che ho passato una settimana ridendo senza mai una tregua . Abbiamo lo stesso stile di approccio alle regate:  Prima le serate e poi le regate . E comunque dietro alla sua simpatia , si nasconde un fortissimo velista , i suoi consigli vanno sempre ascoltati con serietà . Non è un caso se in classe Europa , era un fenomeno Mitico socio

Sei sempre stato molto sensibile al gentil sesso. Arriverà la donna che ti farà mettere la testa a posto? 

A questa ho paura a rispondere .Forse qualcuna me la sono fatta scappare?! Forse non ne ho cercato abbastanza e ancora la devo trovare ? So solo che adesso dico a tutte che sto lavorando su me stesso . deb3b40d-310f-476a-833c-4ca20e93adf9Una l’altro giorno mi ha sgridato , perché dice che non parlo mai del mio passato e non riesce a inquadrarmi e non sa cosa pensare di me. È ovvio che non mi vuole manco lei , però la mia risposta è sempre la stessa : meglio che non sai ! E comunque sto lavorando su me stesso per migliorarmi .
( non funziona nemmeno così ) Purtroppo continuo ad essere un disastro e non penso di trovare quella che farà il miracolo .

Coppa America: cosa ne dici di questi nuovi format? Le regate sono diventate più televisive ma io sono un romantico di vecchio stile. Mi manca vedere il prodiere che prima di girare la boa, prepara la prua , con tutto il resto dell’equipe al proprio posto , pronto a eseguire le manovre con precisione , come un orologio svizzero . 161243187_10218339498025906_6715351498780037448_nManovre che se non sono fatte con cura , possono farti perdere la regata . In una barca da regata , ci devono essere velisti esperti nel loro ruolo , come un prodiere , drizzista , uomo d’albero , centrale ecc ecc . Deve essere uno sport di velisti e non di ciclisti . Uno fa vela da piccolo sognando di fare la coppa America e poi in coppa ci vanno 3 velisti e 6 ciclisti , qualcosa non quadra . Infatti in Coppa molti velisti non ci vanno più. Poi a me piace vedere anche questo format , sono pur sempre barche difficili da condurre e chi c’è sopra , sono dei super velisti di spessore . Però mi piace vedere anche una barca che poggia su un onda , surfando il più possibile . Le barche sono fatte per navigare e non per volare . Ma ora mai il futuro è sui foil e bisogna adeguarsi . Io con queste barche ci andrei, ma non sono capace

 

E della vela volante che dici? La vela volante sicuramente è divertente: ho avuto la possibilità di salire qualche volta sui foil. Mi sono divertito un sacco , ma è una strada troppo in salita . Per colpa dei costi troppo elevati , molti club stanno perdendo atleti. Quindi o abbattono i costi o è meglio che cerchino delle barche tecniche ma meno costose . La vedo come una formula uno del mare, solo in pochi possono competere ad armi pari

Circolavano voci di un tuo interessamento alla vela oceanica. Cosa c’è di vero?

La vela oceanica , come la volvo ocean Race è un mio sogno. Il giro del mondo a vela in regata e una esperienza che in pochi possono permettersi di farlo . È veramente tosto . Mi piacciono anche le regate in solitario , ma non troppo a sa sola ( da solo)
E chi lo sa? Magari un giorno ne sentiremo parlare e qualche soddisfazione me la potrei levare

Ottimo regatante ma anche ottimo comandante. Raccontaci della tua professione

Ottimo regatante ? Magari !!!! Ottimo Comandante? Ottimo comandato !! Ho sempre pensato che prima di essere un bravo velista , bisogna essere dei bravi marinai . E grazie a questo , ho lavorato spesso sulle barche private e da Charter . Poi negli ultimi anni lavoro per un armatore privato , molto conosciuto sui social . Fare il marinaio su barche così grosse e importanti è una bella esperienza, si conoscono tanti aspetti spesso sconosciuti. Non c’entra niente con le regate: è un mondo completamente diverso .

 

 

 

 

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