Cagliari olimpica: alcune considerazioni

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Cagliari olimpica: alcune considerazioni

By Sailingsardinia   /     dic 20, 2015  /     Varie  /  

sella6105_114206266d_oSiamo ancora un pò frastornati dall’idea di essere la base olimpica per la vela e oggi, the day after, stiamo cercando di ragionare su come e quanto l’evento ci coinvolgerà. Analizzando da un punto di vista tecnico sembra che la commissione del CIO abbia messo gli occhi sulla zona della prima fermata del Poetto coinvolgendo gli spazi da il D’Aquila fino a tutta Marina Piccola. La zona, prendendo la prima parte del Poetto, è paesaggisticamente pazzesca, ma forse è un po’ limitata come spazi. Costruire tutte le strutture olimpiche negli spazi occupati rchcNY5U4566ora dai tre Circoli è impegnativo. Sembra poi che il CIO voglia avere il controllo assoluto della zona e bisognerà vedere come si riuscirà a far convivere l’attività quotidiana dei Clubs con i cantieri per il villaggio olimpico e la stessa attività preolimpica. Sicuramente si troverà una soluzione (la si deve trovare) anche perché, dopo la “festa”, i Circoli avranno a disposizione delle strutture di altissimo livello. Il campo del Poetto è splendido per regatare e la spiaggia, chiamata “dei centomila” per la presenza tutti i giorni d’Estate di migliaia di persone, si presta a regate visibili da terra: ma per questo bisognerà abbandonare la tradizione, tutta cagliaritana, di fare regate fuori “dalle acque territoriali”.

Purtroppo però il Poetto non si presta tanto per le Medal Race, che ormai si fanno, non vicino a terra, ma proprio raso terra! La zona antistante alla Prima Fermata ha, con la brezza di mare, un vento troppo rafficato, in pieno sottovento alla Sella del Diavolo, rendendo praticamente impossibile il posizionamento di un campo di regata regolare. Se come base si sceglie Marina Piccola, bisognerà trovare una soluzione. Sembrerebbe più facile sia la logistica sia il posizionamento dei campi di regata nella zona di S’Elia, nella zona tra porto-stadio e quartiere popolare. Lì ci sarebbero ampi spazi per edificare il villaggio olimpico e i campi di regata potrebbero tranquillamente stare tra il porto e Capo S.Elia con la possibilità di allestire delle tribune per seguire le Medal Race proprio lì davanti e vicinissimo alla costa. Senza contare che proprio il capo S.Elia è una tribuna naturale su quella parte di golfo.

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Abbiamo sentito alcuni pareri sull’argomento. Il primo è di Massimo Cortese, dirigente III Zona Fiv che ha seguito tutte la fasi di Cagliari candidata olimpica e Cagliari capitale della vela. Il secondo è di Luca Bontempelli, il giornalista velico per eccellenza che non ha di certo peli sulla lingua e quando deve dire una cosa la dice senza giri di parole

Massimo Cortese III Zona FIV “La cosa che non dobbiamo dimenticare che c’è in essere un progetto, a prescindere dal discorso olimpico, per la riqualificazione di Marinamassimocortese_8760 Piccola e non si parla di grandi opere, ma di cose banali come ad esempio la possibilità di utilizzo degli scivoli da parte dei circoli senza ulteriori problematiche o la possibilità di avere degli spogliatoi decenti…Non si tratta di cifre astronomiche. Il Comune sta lavorando proprio affinché Marina Piccola diventi un polo internazionale per la vela (come lo è già di fatto). Poi noi, la III Zona, stiamo spingendo perché il CIO punti all’area di Marina Piccola proprio perché tutte le strutture che saranno costruite per l’occasione rimangano poi in mano ai Circoli che sono il vero motore sportivo di tutto il movimento velico. Ma per saperne di più bisognerebbe sentire il Comune. Cagliari ha dimostrato di avere i requisiti in maniera talmente palese che la scelta è stata anticipata di quasi un mese. Ora aspettiamo l’ok da l’ISAF.

 

Luca Bontempelli “Mi sembra bellissimo per Cagliari, ma ho qualche dubbio, anzi temo,maxresdefault che al momento della scelta, pesi il fatto della distanza dalla sede centrale. E’ vero che ci sono molti esempi nel passato (Qingdao-Pechino l’ultimo più clamoroso) ma se un’altra città candidata offrisse un pacchetto sede centrale/sede velica più raccolto, questo contribuirebbe a far pesare la scelta dalla sua parte. Comunque è evidentemente una occasione unica, qualcosa che allarga di molto l’orizzonte della città. Mi fa sorridere che arrivi pochi giorni dopo una notizia che invece andava nella direzione opposta, cioè la sentenza che da ragione a Motomar contro lo YC. Spazzata via letteralmente da una visione che cambia le prospettive della città. Devo dirti anche, se non lo sai, che la decisione arriva da una commissione della quale hanno fatto parte De Martis, De Angelis e Procopio. Cioè un veneziano, un napoletano e un romano. Tre non sardi che si inchinano di fronte alla superiorità di Cagliari. Notevole! Ma non vorrei essere De Angelis, quando torna a Napoli…”

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L’area Poetto. Pare che sia quella individuata dal Comitato Olimpico su cui si svolge attualmente tutta l’attività delle derive. L’area è anche quella sostenuta dalla III Zona affinchè le strutture olimpiche rimangano poi, dopo le Olimpiadi ai circoli già esistenti. Non si esclude l’utilizzo di aree militari della Monfenera. In giallo le aeree a terra, in nero lo spazio a mare

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L’area S.Elia. L’alternativa al Poetto con il vantaggio di avere dei campi veramente visibili da terra e un’ampia area su cui edificare il villaggio olimpico

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