Camillo Zucconi: professione velista from Sardinia

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Camillo Zucconi: professione velista from Sardinia

By Sailingsardinia   /     feb 09, 2022  /     Varie  /  

2019-11-porto-rotondo-2Camillo è uno dei pochissimi velisti sardi che ha fatto parte del giro dei velisti che contano. Uno dei pochissimi che della vela ne ha fatto una professione, riuscendo ad essere uno degli uomini chiave di diversi team vincenti, tanto da diventare successivamente l’organizzatore di tanti sailing team.

Spesso quando entri a far parte di qualche squadra nazionale dimentichi la tua Sardegna e i tuoi amici velisti. Camillo no! Non appena gli si presentava l’occasione, ha sempre coinvolto i suoi conterranei nelle sue avventure veliche, dando l’occasione a tanti, soprattutto ai giovani talenti, di farsi conoscere nel panorama nazionale ed internazionale.

782c8427-63c1-4eb5-9520-59382e189d83-1024x716Raccontaci come è iniziato tutto. Tutto ebbe inizio, nel lontano 1988, quando per il Servizio Militare andai a La Spezia, in Marina, dove fui contattato dalla Veleria Murphy & Nye, con la quale ebbe inizio una splendida collaborazione e venni subito inserito nel Team Regate, dove facevano Parte Aua De Luca, Attilio Cozzani e Stefano Rizzi, questo fu il primo passaggio importante, dove iniziai ad andare su tutte le barche d’epoca della Veleria….. ORION, MARIETTE, e qualche 12MT Stazza Internazionale….. Stefano Rizzi era gia a capo di un Team che prendeva parte al Giro d’Italia a vela di Cino Ricci, e parliamo del 1990, dove uno dietro l’altro si inanellarono circa 13 giri d’Italia….. Altro Grande Maestro fù Claudio De Martis, dal quale, ho appreso l’arte dell’organizzazione e della gestione dei SailingTeam….


Altro capitolo, il mondo dll’Altura mediterraneea con,Settimana delle Bocche, Sardinia’s Cup etc… con il quale conseguentemente i giri d’Italia, veniva preso in blocco tutto il Team, capitanato da Vasco Vascotto, Stefano Spangaro, Alberto Barovier, Andrea Ballico…… ed il Team Leader era il Mitico Franco Corazza, che gestiva l’OSAMA sailing team, divenuto poi Merit Cup CITIZEN con l’inserimento di Tommaso Chieffi……. Nel Match-Race ho avuto il piacere di regatare per tanti anni nel Team di Roberto Ferrarese e Paolo Cian, ,mentre nel Mondo dei Maxi Yacht ci sono arrivato con il Maestro di tutti il grande Mauro Pelaschier,

me6932_10200223313417171_1425376009_n[1]Sei stato a bordo con tanti velisti famosi. Avrai sicuramente qualche episodio curioso da raccontare Episodi curiosi, ce ne sono parecchi, ma due hanno segnato la mia crescita come Velista Professionista ma sopratutto come Marinaio…
Correva l’anno 1992, e a marzo fui Selezionato per partire per le Colombiadi, con Partenza da Genova ed Arrivo a San Juan di Porto Rico, l’imbarcazione era il Maxi Oceanico MERIT CUP SUI3333 dello skipper Pierre Fehlman, a bordo si parlava rigorosamente Francese, l’episodio e accaduto durante la Regata Oceanica Quebec-ST Malò, che e partita i primi giorni di Agosto e durante una depressione molto grossa, chiaramente di notte: viaggiavamo sotto gennaker a 28 knt, viene GIU’ l’albero di mezzana…….. io ero in OFF stavo riposando e fu chiamata l’emergenza, quindi salimmo tutti in coperta e dovemmo ammainare Prima il gennaker e poi la randa per fermare la corsa della Barca…….. per recuperare prima la Randa di mezzana e poi il gennaker di mezzana, perche il probblema erano le crocette che potevano bucare lo scafo, infatti il mare era molto grosso e le onde molto alte, ricordo che c’erano piu di 35 nodi, il tutto di notte il che non era semplicissimo, nel giro di poche ore recuperammo il troncone dell’albero riissammo le vele e ripartimmo, vincendo poi la regata e battendo il Record Mondiale che tuttora e imbattuto, per Monoscafi


Il Secondo episodio risale al 2000, la barca era l’AC75 a Punta Ala dove si svolgevano gli Speed Test per creare la Nuova Luna Rossa, più performante per poter correre ed ambire a vincere la Coppa America…. ed io quella sessione di Allenamenti mi trovavo ad essere Sulla Vecchia Young America, di Paul Cayard, per i più esperti, era la barca che si Spezzò in due….. e a quanto dicevano i rumors era la barca piu veloce di quella edizione di Coppa America…. Il Team Prada le acquisto entrambi e le portò a Punta Ala, per studiarle e capirne e segreti, a bordo vi erano alcuni elementi del Team Americano tra i quali Ed Baird, Tony Ray etc etc…… devo dire che fù molto formativo navigare con loro in quanto avevano un modo completamente diverso di andare in barca, sia come tecnica che come atteggiamento. download (1)Quello che mi colpì ulteriormente fu che Ed, si fermava a parlare con tutti i membri dell’equipaggio e analizzava tutto singolarmente e non gli sfuggiva nulla sia gli errori che le manovre fatte alla perfezione, motivando e ringraziando per il lavoro svolto…….
download (2)Tante regate d’altura e tante buriane. Hai mai avuto paura in barca? Durante la Rolex Middle Sea Race del 1998, a Bordo del Open 60 Riviera di Rimini, sempre di notte mentre correvamo al Lasco a velocità sostenuta, il timoniere fa una Straorza e la barca si ribalta con il Gennaker che incomincia a sbattere e le scotte a frustare, furono 30 minuti di terrore, chiaramente ammainammo il Gennaker, ma visto il vento forte e le onde finì in mare e tutto l’equipaggio fu impegnato per cercare di recuperarlo sano e salvo,in quanto ci serviva per ripartire e correre verso il traguardo,,,,, anche li nonostante l’incidente fu Vittoria della Regata e Record……


Altro episodio che merita una menzione è la Barcolana del 2000, che fu corsa con Bora Scura, dai 30 ai 40 nodi…. freddo e groppi di pioggia e grandine…… noi eravamo sul mitico Shining @driacom, riuscimmo ad arrivare primi al traguardo, ma fu un ecatombe, rotture e danni di ogni tipo a barche ed equipaggi…..

 

ycpr_224727942Sono pochi i velisti sardi che sono entrati nei grandi teams. Tu però hai sempre cercato di coinvolgere qualche tuo conterraneo. Quando si è verificata la possibilità, ho sempre aiutato gli amici che nutrivano questa passione ad andare su barche divertenti e prestigiose, sia in Regata che in Trasferimento, ancora oggi vengo chiamato da amici e colleghi che all’ultimo minuto cercano velisti locals……

Ma la Coppa America…? Che dire, resta un bellissimo sogno……. chiaramente salirci a bordo al giorno d’oggi non e per tutti, ma portare esperienza nel team collaborando da terra potrebbe essere ancora un sogno realizzabile, anzi
approfitto di Sailing Sardinia, per comunicare all’amico Max che io ci sono ……. :-) perche La Luna ti resta nel Cuore…….

27012020161718Camillo allenatore...L’allenatore nelle squadre giovanili e una figura a tutto tondo, pure troppo perche a furia di rimanere in gommone e furgone… si ingrassa…… a parte gli scherzi, e un ruolo importante nella formazione dei ragazzi, sia nel mondo delle regate, che nel mondo della scuola vela…… ritengo che la cosa più importante sia comunicare la Passione ed il Rispetto per il mare, sia a livello ambientale che rispetto vero, mai sfidare il mare con mezzi non sicuri quando è incazzato…….camillozucconi

La vela agonistica, che direzione sta prendendo? quella giovanile, per noi che abitiamo in un isola, ha dei costi molto elevati che non sempre, Società Sportive e genitori riescono a coprire e quindi a molte gare si è costretti a rinunciarvi, tutto a discapito della performance degli atleti, senza tralasciare questi ultimi due anni di pandemia, che di sicuro non hanno agevolato sia le manifestazioni che i raduni…… Ormai tutto sta cambiando e anche la vela, si sta rinnovando in tutto e per tutto, ormai tutte le barche volano sull’acqua…. il FOIL è presente in tutte le discipline prevedo che dopo la Prossima Olimpiade tutto sarà su FOIL…… io sono favorevole, amo la tecnologia e la velocità, e tutto questo sta dando molta visibilità al nostro sport.

Cosa si potrebbe fare per rendere la vela più accessibile al grande pubblico? il nostro sport e sempre stato molto costoso sia nei materiali, che nelle trasferte, quindi per renderla più accessibile, credo che bisognerebbe tornare a dei format già visti, dove l’organizzazione fornisce le barche e gli atleti si sfidano ad armi pari, in gironi ad eliminazione…… trovo molto divertente questa formula, chiaramente il tutto dovrebbe essere seguito da una serie di sponsor che coprano i costi vivi dell’evento……. si tratterebbe di fare un campionato monomarca… detto anche nel mondo velico ONE DESIGN….. con un organizzazione che si occupa di spostare le barche e di mettere in condizione gli equipaggi di correre ad armi pari. Diminuirei le classi esistenti, ed in oltre abolirei le proteste, metterei l’arbitraggio in mare…ed in fine obbligherei gli organizzatori a fare le regate in specchi acquei antistanti la costa spiagge o marina, facendo si che sia piu visibile per tutti…….

Grazie per l’intervista, e auguro a tutti gli appassionati che praticano il nostro sport, professionisti e non, di continuare a divertirsi perche senza Passione l’amore per il mare è nullo

 

 

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