Club Nautico Arzachena: ” I miei primi cinquant’anni.”

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Club Nautico Arzachena: ” I miei primi cinquant’anni.”

By Sailingsardinia   /     feb 23, 2022  /     Varie  /  

Club-Nauto-ArzachenaPier Sesto Demuro, arzachenese doc, come il vino delle cantine Surrau, è il Presidente del club nautico Arzachena,con base logistica nell’omonimo golfo, e da oltre quarant’anni tiene, con sempre rinnovato vigore, la barra del timone di una delle attività felici e più in vista della Sardegna.

 

50 anni, traguardo importante, soprattutto per un club nautico della Sardegna. Da dove inizia questa storia che sembra profondamente connessa con la tua vita?

Se è  difficile per un club sardo, puoi immaginare quanto lo sia stato per noi 50 anni fa, in una cittadina di poche migliaia di anime come Arzachena, fondare un club nautico senza avere un retroterra culturale dell’arte marinaresca; Eppure il comune di Arzachena vanta 84 km. di coste!  Dei club federati  è  l’unico a non affacciarsi sul mare. Le ns strutture, sede nautica, sede logistica e pontile sorgono in Loc. La Conia.ComuneArzachena.-Golfo-di-Arzachena-borghi-di-Cannigione-e-La-Conia-dallalto

Racconta come è nato il club. 

Era il tempo in cui nulla per noi ragazzi era urgente, e l’ estate la si viveva fra mare e le vasche serali in piazza, nei pochi locali notturni della costa fino a tirar mattino.  In loc. La Conia, al camping  Isuledda Enrico Valenti,  un toscanaccio ex capitano della marina mercantile, aveva organizzato una scuola di vela per i turisti clienti del villaggio. L’ allora direttore del camping, Nino Bottarelli invitò alcuni di noi a frequentare un corso di vela. Ci andammo più che altro per accedere alla discoteca Piedinudi… un mare di ragazze. Era l’estate del 1970 e dopo quella esperienza non ci siamo più fermati. Eravamo i soliti amici, compagni dell’infanzia, asilo, elementari, scuole superiori, azione cattolica. Ci fu una chiamata generale e nel 1971, dietro la regia di Enrico Valenti, prese corpo il” Club Nautico Punta Arzachena ” toponimo di un piccolo promontorio del nostro Golfo. Ovviamente il Presidente fu Valenti. Noi allievi ricevemmo una tessera FIV, di cui non saprei dire per quali vie traverse arrivò  a noi!

L’allora presidente della lll zona, Armando Della Valentina, a cui chiedemmo la regolarizzazione della ns posizione a livello federale, con garbo, ci disse che il Presidente del ns club non poteva essere una persona fisica che dalla scuola di vela traesse del profitto. Trovammo l’escamotage  cambiando  la ragione sociale e il nome del club in ” Club Nautico Arzachena” e nel febbraio del ’72  ci presentammo dal notaio dott. Altea ( nonno dell’attuale ass. Ras Andrea Biancareddu) e costituimmo l’attuale C N A . I soci fondatori sono stati: Enrico Valenti, Gianni Degosciu, Salvatore Pileri, Salvatore Usai, Salvatore Dettori, Lorenzo Demuro, Rino Orecchioni, Martino Demuro, Sebastiano Chiodino, Francesco Ragnedda, Piersesto Demuro. Un aneddoto: Valenti , ancora presidente, vista la presenza di più omonimie chiamò  i vari Salvatore , torre 1 , Torre  2 e Torre 3. Nel frattempo trovammo un Presidente  che non facesse storcere il naso alla federazione. Alla prima assemblea del rinato club , all’unanimità elesse presidente Pasquale Filigheddu , direttore della filiale del banco di Sardegna. Valenti come fu ovvio non la prese bene!

ycpr_519933033Fatto il club, secondo  i crismi suggeriti dalla FIV, dovevamo dotarci delle barche. Approfittando  di una leggina regionale e delle imminenti elezioni, ci rivolgemmo ad un amico deputato per capire come funzionavano i finanziamenti. Fatta la richiesta, ricevemmo a fondo perduto  una cospicua somma che ci permise di acquistare 7 flying  Junior e un 470,  dal concessionario  dell’Alpa, un tale Argiolas di Cagliari. Ma l’ ammiraglia della ns flottiglia era un  Soling,  monotipo classe olimpica.  Arrivò  al ns club in donazione da un signore australiano  : mister Johnson. Era proprietario di una villa nel centro di Porto Cervo, ed in occasione di una delle prime regate del YCCS, nei cantieri di Cogoleto si era fatto costruire il Soling, immatricolato in Norvegia.

Quali sono state le tappe importanti per arrivare a dove siete adesso?

Non ci sentiamo arrivati, perché siamo consapevoli che non ci si deve fermare mai e ci stiamo sempre guardando intorno: come in regata, bisogna saper interpretare il campo. Oggi con la pandemia in corso, per non fermarci e non perdere quel capitale umano che sono gli atleti, abbiamo dovuto reinventarci la sede logistica con nuovi spogliatoi, WC, doccia e aula didattica. Un investimento di centinaia di migliaia di euro, somme accantonate con il credito sportivo e con gli introiti del pontile, struttura capace di ospitare anche 80 barche.

presidente-cna-_Sono stato eletto presidente nell’ ottobre 1980,  dopo l’immaturo e improvviso decesso del Presidente Filigheddu. Fu una “cooptazione” dei soci fondatori perché  il club continuasse con lo stesso spirito con cui era nato. Dietro la voglia di sentire il vento in faccia e gli spruzzi dell’acqua salata, pensavamo che la vela dovesse essere un servizio sociale. Non solo  lo sport per i vip  che arrivavano in Costa Smeralda e di cui sentivamo gli echi nella stampa patinata. Sentivamo la necessità di un impegno culturale e politico, per portare i ragazzi a capire che l’arte marinaresca poteva essere oltre che uno sport , un veicolo per un posto di lavoro. Oggi tante persone di Arzachena sono alla dipendenze di proprietari di yacht , titolari di pontili che ospitano migliaia di barche. Dietro quel ns battito d’ali, è  venuta giù  una valanga , creando una economia importante per il territorio. Abbiamo sempre pensato che il comune della Costa Smeralda doveva promuovere  gli sport sul mare, la vela in primis, la prima delle discipline motorie. Per me era un terreno minato, perché entravo in conflitto  con un mio fratello maggiore, presidente dell’ARZACHENA CALCIO,  che nel tempo è arrivata sino alla serie C , ed è diventata una delle più importanti squadre della Sardegna.

Negli ultimi 15 anni avete avuto una forte vocazione sportiva. Come riuscite a conciliare la vita sociale con attività agonistica?

Ad onor del vero la ns crescita agonistica la riconduco ad oltre 25 anni fa e a due figure della vela internazionale: Cino Ricci e Giorgio Zolezzi. Il primo non ha bisogno di presentazione e con cui sono ancora in contatto, mentre Giorgio, se meno noto al grande pubblico , è popolarissimo fra i big della vela mondiale, oggi è nostro socio onorario. Aveva fatto parte del team di Azzurra con Cino skipper e Mauro Pelaschier  timoniere.tap01PartenzaGdS05-1024x703

Con Cino Ricci abbiamo organizzato e partecipato a tutti i giri di Sardegna a vela dal 1995 in poi. Quell’evento, e  la formula adottata  da Ricci, fece crescere in modo esponenziale tutta la vela sarda. Soprattutto ci trovammo a regatare con i miti dalla vela degli anni 80. Alcuni nomi per tutti: Mauro Pelaschier , Andrea Mura, Vasco Vascotto, fratelli Cruciani, Flavio Favini, Gianni Sommariva ,  Pietro D’Ali’  Passoni…Club-Nautico-Arzachena-Corsi-Vela-Sardegna

Qual è l’anima, lo spirito, la mission del Club?

La mission è sempre stata quella di avviare i bambini,  prendendoli dalle scuole dell’obbligo, allo sport dell’arte marinaresca. Oggi  come allora. La vela degli anni settanta la praticavano durante la bella stagione e la scuola funzionava nel periodo estivo. Ricordo il primo istruttore dopo Valenti, il prof. Michele Fratta di Cagliari. Si trasferiva per tre mesi  ad Arzachena con tutta la famiglia e viveva in una roulotte in riva al mare. Oggi contiamo su tre  squadre agonistiche.2012-04-club-nautico-arzachena

Cosa bolle in pentola per il futuro del CNA?

Qualsiasi programma oggi, sarebbe una proiezione azzardata, fintanto che non se ne esce da questa pandemia. I nostri ragazzi continuano ad allenarsi e in diverse classi. Prima del covid, avevamo fatto un importante investimento con l’acquisto di barche per la scuola di vela. Il club ha una flotta di 3 J24, 4 bahja, 4 laser 2000, 15 laser, 15 Optimist e altre derive. Siamo attrezzati per fare dei numeri importanti.

Dopo questa lunga carrellata, vorrei precisare che senza la collaborazione di un Direttivo agguerrito, ne  il Club e tantomeno io non saremmo arrivati al traguardo per spegnere le 50 candeline.download (2)

Mi corre l’obbligo citare in primis Tonino Chessa, vice Presidente  e con alle spalle tre mandati nella segreteria della III zona,  braccio destro dei presidenti che dal 2008 al 2021 si sono avvicendati alla guida della vela sarda.

Ancora: sono l’anima di questo club  Salvatore Orecchioni,  Franceschi Orecchioni, Rinaldo Vecchi, Gianni Pirino, Marco  Faverio, Angelo Filigheddu e Roberto Columbano.ImageServer

Infine , perché  non applaudire il ns equipaggio di Vigne Surrau che nella classe J 24  ci da grandi soddisfazioni?

 

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