E al Mondiale Windsurfer siamo a 170 iscritti…

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E al Mondiale Windsurfer siamo a 170 iscritti…

By Sailingsardinia   /     lug 14, 2019  /     Varie  /  

51814852_2123773377935832_825736530994659328_nDa quando il windsurf è diventato categoria olimpica, per i Giochi non mai è stata scelta la classe più diffusa o quella più in voga del momento. È una tradizione (ahimè diffusa anche in altre classi) che dal 1984 è sempre stata rispettata.

e22e68cf76ad2208b5e124a93244f563Il primo windsurf olimpico è stato il Windglider, nel periodo in cui in tutto il mondo spadroneggiava il Ten Cate, il windsurf originale. In ogni spiaggia c’erano decine di Ten Cate e le regate di questa categoria erano super frequentate.

I Campionati Italiani erano degli eventi con numeri veramente importanti. Al tempo la scuola cagliaritana, guidata da Alberto Diaz, era il punto di riferimento in Italia. Robby Naish, giovanissimo, era già il numero uno. Ma il CIO scelse il Windglider  una scelta politica non troppo limpida.

LechnerA390Poi è arrivato il Lechner. Parliamo di Pusan 88, anni in cui la classe Funboard era al top, con Robby Naish, stella universalmente conosciuta, che impersonava l’eroe a cui tanti di noi si sono ispirati. Il Lechner era una tavola a volume, difficilissima da far navigare con il vento fresco ma perfetta con le ariette.

Al tempo il circus olimpico era ridotto alle sole squadre federali, con pochissimi praticanti, soprattutto dopo le Olimpiadi coreane, mentre il mondo del funboard era in piena espansione, con tanti sponsor e tanti atleti professionisti anche in Italia. La scelta del Lechner era stata giustificata dal fatto che garantiva lo svolgimento delle regate con tutti i venti, al contrario del funboard che necessitava di un vento minimo sopra i 12-14 nodi.

img266L’evoluzione ha poi fatto accedere ai Giochi il Mistral che non era altro che  la tavola funboard di serie della Mistral, azienda che al tempo era il punto di riferimento per tutto il panorama surfistico.

La Tavola relativamente di nuova concezione – planante con straps, deriva a scomparsa e posizione piede d’albero regolabile- si avvicinava tantissimo al concetto funboard,  tanto in voga in quel periodo. Unico problema era che, senza limite di vento minimo, le regate spesso assomigliavano più ad una gara di canottaggio che di vela.

5be65534340b9Poi il mondo del funboard scoprì la possibilità di bolinare anche senza la deriva (sempre con venti superiori ai 12 nodi) e il CIO si inventa l’RSX, una tavola, nata ad hoc per il mondo olimpico, che voleva coniugare il concetto dei “Formula” ( rigorosamente senza deriva) e la necessità di regatare in condizioni sotto i dieci nodi (con l’uso di una deriva) Largo, bruttino, pesante, con i problemi di qualità costruttiva, la tavola si è rivelata finora l’unica in grado di regatare “moderno” con venti sopra i 10 nodi, senza però compromettere le regate in condizioni non plananti.

Obbligatorio evidenziare che l’RSX approda alla status olimpico in un periodo in cui il mondo funboard passava un momento di transizione, di relativa crisi, che segnò poi il passaggio dal PBA (Professional Boardsailor Association) al PWA (Professional Windsurfing Association).

zzzzDSC03298E ora? Ora la situazione si è complicata perché è arrivato prepotentemente il foil, con tanti atleti di alto livello che spingono affinché diventi olimpico: ai piani alti di World Sailing sembrano un attimino disorientati. Fino a questa Primavera l’RSX pareva dovesse essere riconfermato anche per Parigi 2024 ma, all’ultimo meeting di World Sailing, si è aperto uno spiraglio per il foil. In realtà se si cerca una tavola che permetta di regatare dai 6 ai 30 nodi l’RSX sembra essere ancora l’unica possibilità,  anche se i sostenitori dei foil sostengono che dai sei nodi si riesce a volare. Di sicuro con il foil ci sarebbe un aumento dei costi, anche perché ci sarebbe bisogno di più riggs con vele di diversa metratura e anche le pinne dovrebbero avere caratteristiche diverse a seconda del vento.

. Il foil però eliminerebbe tutte quelle regate con vento leggerissimo in cui vince chi pompa di più.

Alcune voci dell’ultima ora dicono che l’RSX abbia le ore contate e che World Sailing stia organizzando dei trials per decidere il materiale da usare a Parigi. Ma di questo parleremo più dettagliatamente nei prossimi giorni con il contributo degli addetti ai lavori

66687224_3059491360728494_110886963136954368_nIn tutto questo casino, tra pochi giorni, parte a Torbole il Campionato Mondiale Windsurfer che vede la presenza di oltre 170 iscritti. “Stiamo riuscendo a far emergere lo spirito originale del Windsurf: una tavola, una vela uguale per tutti” racconta Vincenzo Baglione, segretario della neonata classe Windsurfer. “Poi il windsurf ha mille volti: il wave, lo Slalom, il foil…ma lo spirito originale è quello incarnato dal Windsurfer.”

Il Mondiale di Torbole di fine Luglio è diventato un appuntamento  a cui non si può mancare con tante vecchie glorie ma anche con la presenza di diversi giovani. Sarà presente anche il primo Campione Italiano Windsurfer Alberto Diaz ma anche l’olimpionico Riccardo Giordano e tanti nomi che hanno fatto la storia di questa sempreviva categoria.

a5636ab8-509c-4171-91d9-e5c0b9549883E non dimentichiamoci che il Windsurfer rimane sempre tra le attrezzature candidate per Le Olimpiadi 2024…

To be continued

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