Gli eroi di Rio 2016

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Gli eroi di Rio 2016

By Sailingsardinia   /     ago 17, 2016  /     Varie  /  

14064003_10154581747840757_3093585561555040852_nUn’olimpiade dal sapore amarissimo per la vela italiana. Ci siamo presentati con la possibilità di portare a casa 2/3 medaglieed invece torniamo ad orecchie basse, esattamente come successo a Londra 2012. Si è cambiato il management, si sono cambiati molti atleti, con un ringiovanimento generale, ma il risultato è sempre lo stesso: zero medaglie. Ovviamente ora partiranno tutte le polemiche e le discussioni del caso e probabilmente anche con Sailing Sardinia diremo la nostra, ma più avanti. Come detto prima abbiamo quattro nuovi anni da affrontare…teeam2562955773213_n

Cosa ci rimane di questa olimpiade? Cosa ha colpito noi appassionati della Domenica che abbiamo seguito le regate seduti sul divano davanti alla tv, con tablet sul lato sinistro e pc sul lato destro? Cosa ci rimarrà impresso?

Gli eroi di questa Olimpiade brasiliana

Santiago Lange. E’ sicuramente il più grande eroe di Rio 2016 e forse non solo per la vela. Regatare a 55 anni contro atleti di 25/30 anni in una delle classi più spettacolari, il Nacra, in cui si sono cimentati i più grandi campioni della vela internazionale, è una grandissima impresa. Regatare ad alti livelli è un’impresa ancora più grande. Vincere la medaglia d’oro è un’impresa ciclopica, da leggenda! Ma fare tutto questo, dopo aver vinto lo scorso anno una battaglia contro il cancro (gli è stato asportato parte di un polmone) è da supereroi!!! Tutti parlano di questo grande campione, tutta la stampa di tutto il mondo e la sua vittoria è stata un grandissimo regalo per tutta la vela. Per chi ha visto la Medal Race non può essere sfuggito il suo ritardo alla prima boa (è passato ultimo dopo aver scontato una penalità); poi c’è stata la penalità alla seconda bolina per un errore da sprovveduto, nato dalla concitazione di recuperare quei pochi punti necessari per agguantare  questo benedetto oro, che sembrava sfuggirgli ogni volta. Poi l’arrivo glorioso, un sesto posto che, per un punto, gli ha permesso di salire su quel tanto inseguito (nelle precedenti olimpiadi aveva già conquistato due bronzi) gradino più alto.

13935113_10154581045425757_8196416439598602942_nParliamoci chiaro: trabocchiamo di invidia per questo personaggio che fa parte di quella generazione di ex velisti che ora salgono in barca solo per gli invernali d’altura o al massimo per qualche regata owner/driver. Lui invece, non solo continua a regatare su una classe acrobatica, ma vince, anche dopo una dura battaglia contro la peggiore delle malattie! Grazie, grazie grazie!!!

 

IMG_1241Billy Besson. Si è presentato a Rio come superfavoritissimo, vincitore degli ultimi tre mondiali Nacra e sempre in zona medaglia in tutti gli eventi internazionali. Talento innato, poco perfezionista ma molto istintivo, avrebbe dovuto vincere questa olimpiade a mani basse. In occasione degli allenamenti invernali di Cagliari, in una giornata, aveva scambiato la barca con quella di Vittorio e quest’ultimo era rimasto colpito da quanto poco era curata la barca dell amico francese. Invece, una caduta prima delle regate gli ha creato una brutta sciatalgia rendendolo praticamente invalido. Si presentava ogni giorno alla base olimpica in sedia a rotelle, tormentato da atroci dolori,  non poteva usare nessun tipo di antiinfiammatori o anti dolorifici perchè sarebbe risultato positivo ai test antidoping. Un altro avrebbe mollato tutto e tutti, mentre lui ha tenuto duro e, dopo che ogni mattina veniva materialmente caricato in barca, ha concluso tutte le regate. Anzi, sembrava che nella penultima giornata di regate di flotta fosse pronto a dare la zampata! Un grande!

 

dorianDorian Van Rjssellberghe. Vincere due olimpiadi di seguito, ancor prima di disputare la Medal Race è appunto da eroi. Questo bambinone olandese (vi sfido a trovare una foto in cui non stia ridendo) al momento  proprio non ha  avversari e sembra che il suo segreto sia nel riuscire a far planare la tavola senza deriva, nonostante non sia un peso piuma, in condizioni di vento molto leggero. Basta guardare la sua Medal: tutti erano con la deriva giù e il piede dell’albero avanti, mentre lui, scarrellato e senza deriva, volava più poggiato, con un migliore vmg. Eroe nazionale, Dorian è il surfista a cui tutti i più giovani, dovranno fare riferimento

burlingPeter Burling. Una vera infallibile macchina da guerra. Vince tutte le regate a cui partecipa e non ha mostrato nessun segno di cedimento neanche in occasione della stressantissima olimpiade. Subito in testa dal primo giorno tra i 49er, anche per lui vittoria prima ancora di disputare la Medal. Attualmente è timoniere ufficiale del team di Coppa America New Zealand. La sua freddezza incute timore e per lui non c’è definizione migliore che Supereroe.

gilesGiles Scott Altro supereroe. Vincitore di quattro titoli mondiali Finn non poteva fallire nella gara più importante, quella olimpica. Altra vittoria prima della Medal e altro velista requisito dai giganti della Coppa: regata nel team di Ben Ainsle, suo ex nemico sul Finn.

 

IMG_1216Flavia Tartaglini. Non c’era nella Medal,  ma ci ha fatto emozionare in tutto il campionato. Quando vinceva, sembrava farlo con facilità, come se fosse naturalissimo vincere prove ad una olimpiade. È sempre stata ai vertici della classe, anche se prima delle olimpiadi, pochi avrebbero scommesso su un suo ingresso in Medal da prima in classifica. Forse neanche la federazione ci credeva: come quando era stata retrocessa di gruppo tra gli atleti olimpici. Ma lei è sempre andata avanti, concentrata sull’obbiettivo finale. Dopo Alessandra, continua a mettere sotto gli occhi della FIV un windsurf italiano ad altissimi livelli e per gli appassionati è una vera portabandiera, un vero punto di riferimento. E poi quel suo sorriso…da prima a sesta in una sola regata…chi sarebbe riuscito a sorridere ancora? Solo i grandi campioni ci riescono, quelli che vivono lo sport con una serenità interiore non indifferente. Mitica!

mattiaMattia Camboni. Forse è l’unico vincitore della squadra italiana. Era a Rio con l’obbiettivo di entrare in Medal e ci è riuscito. Si diverte sempre, sprizza simpatia da tutti i pori ma ha le idee ben chiare in fatto di agonismo. È giovanissimo, ma ha affrontato un quadriennio ricco di sacrifici ed impegni che ha saputo ben conciliare con la classica esuberanza dell’adolescente. Impossibile non ricordare quel Paco Wirz ancora quindicenne che a Los Angeles 1984 era la riserva di Klaus Maran. A Rio ha mostrato quella tenacia vista in tutto il suo quadriennio che non lo ha fatto mai arrendere, neanche dopo le giornate più negative. E’ il futuro!

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