Gran Premio Mini 650 a bordo di Paris Texas

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Gran Premio Mini 650 a bordo di Paris Texas

By Sailingsardinia   /     apr 16, 2017  /     Varie  /  

17971998_1769704726691736_2513784912042741259_oCome promesso Enrico Paliaga ci invia resoconto della sua avventura al Gran Premio Mini 650

download (1)Prologo:

L’avventura inizia, come sempre per noi Sardi, con quella che io chiamo la “qualificazione”, ovvero  il trasferimento della barca da Oristano a Genova che ho fatto in solitario il weekend prima della regata, tutto bene, ariette e mare calmo fino a Capo Corso dove poi la notte ho preso una burrasca 7-8 da Est che ha messa a dura prova skipper e barca, ovvero mi sono veramente spaventato (cagato sotto, ti dico solo che mi sono sigillato sotto coperta e ho fatto inventario delle dotazioni da portare sulla zattera mentre fuori fischiava oltre i 45kn e nebulizzava mare e pioggia . . .). Ad ogni modo ammainata la randa e issata la tormentina la barca faceva più di 10 nodi ma non orzava un granché, quindi sono atterrato 50 miglia sottovento Genova, a marina degli Aregai, una notte in porto per riprendermi e il giorno dopo ho proseguito per Genova. Il pensiero una volta a terra è quello che ho fatto bene a mettere la barca in vendita, se mai ne prenderò un’altra dovrà poter viaggiare su un carrello . . .

 

download (3)La Regata:

Io e Simone arriviamo il venerdì prima della regata a Genova, superiamo brillantemente i controlli di sicurezza imposti dalla classe, un pò meno brillantemente la temutissima prova con il Rosmetro, ovvero la verifica dell’apparato radio, comunque con valori sufficienti quindi partiamo tranquilli.
Al briefing meteo la parola d’ordine è ALTA PRESSIONE STABILE ED ESTESA, bene per noi, Paris Texas è a suo agio tra le ariette dove si va per vmg.

download (4)Mezz’ora dopo la partenza la flotta si divide, una parte issa code 0, e scende velocemente verso il ponente ligure, l’altra tira la bolina nelle ariette , noi siamo qui e mettiamo un poco di sud nella nostra rotta, al tramonto, nonostante abbiamo sempre camminato bene siamo convinti di aver compromesso la regata nelle prime 30 miglia, mica buono per il morale . . .

La discesa della Corsica procede sempre nelle ariette, solo la notte arriviamo poco oltre i 10 nodi, finché finalmente da Ajaccio agganciamo il ponente, issiamo prima Code 0 poi Spi Grande e poggiando per VMG entriamo nelle bocche, il vento rinforza mano mano che Venturi fà il suo effetto, alla meda di Lavezzi abbiamo ridotto, 2 mani alla randa e spi medio, una volta fuori il vento sfiora i 30 nodi sotto raffica e noi planiamo costantemente sopra i 10 nodi con punte a 13 14, anche se l’onda è corta e ogni tanto si rischia di mettere la prua sott’acqua.

20 /30 miglia  fuori dalle bocche il vento è ormai un ricordo, impiegheremo più di 24 ore per raggiungere Giannutri, prossimo waypoint del percorso, per decenza ometto frastimmi, tentavi di ammutinamento, allucinazioni e quant’altro . . .

All’alba del quarto giorno di regata Giannutri è sulla prua, il gruppo si ricompatta, e appena doppiata l’isola sbagliamo un bordo in maniera clamorosa e perdiamo 5 6 miglia di vantaggio che avevamo guadagnato sugli inseguitori ma ormai il danno è fatto e si prosegue verso montecristo e poi su verso Nord, l’alba del giorno successivo la flotta è TUTTA ferma e compatta in 5 miglia tra Pianosa e Capraia, chi era dietro arriva e “parcheggia” in coda al gruppo, arriva un refolo da sinistra e ripartiamo sotto spi grande verso Capo Corso, dove, una volta messo il naso fuori troviamo un grosso mare residuo di un SW che non abbiamo neanche mai sfruttato, procediamo per N330° con onda al traverso e 5 nodi di vento da est , una sofferenza, e sarà così sino all’arrivo. Non so spiegare cosa abbiamo fatto nelle ultime 12/18 ore di regata, diciamo che abbiamo pensato a far camminare la barca e la strategia è venuta meno, sicuramente con più lucidità ed esperienza avremmo potuto fare di meglio ma le condizioni ci hanno messo veramente a dura prova lo spirito e capire dove e come si poteva camminare non era affatto facile.

17880536_1769522080043334_6605109441398900127_oTagliamo l’arrivo in 2° posizione tra i prototipi e 5° in assoluto, nessun rimpianto e tanta soddisfazione, siamo felici!

 

17917613_1769522186709990_1669843947032765508_oCONSIDERAZIONI FINALI

Ora la barca è in vendita, le regate in mini sono onerose sia in termini economici che soprattutto di tempo, non so se avrò mai un altro mini ma sicuramente questi 2 anni su Paris Texas mi hanno reso un marinaio migliore, non avere motore, nessuno o pochi contatti con la terra ferma, non avere GPS cartografico e dover sempre e solo fare affidamento sui propri mezzi fa crescere, fa crescere proprio tanto.

Oltre il lato tecnico agonistico della regata queste barche ti portano MOLTO al di fuori della tua zona di comfort e lo stress psicologico è notevole, da zingarello del mare, dovendo fare i trasferimenti da solo e via mare ( a ottobre ero a Barcellona, 600 miglia A/R di trasferimento per fare una regata da 300, sempre in solitario, ora la barca è a Genova e qualcuno dovrà pur riportarla a casa . . .) più volte mi son trovato in stati d’animo che mai ho provato a terra, il timore del meteo avverso e la necessità di riportare a casa pelle e barca, la consapevolezza che un ingresso in porto può costarti la barca e quindi è meglio stare al largo, gli enormi sacrifici che tutto questo comporta per me e per chiunque mi stia vicino.

Con molta umiltà ho imparato a chiedere, perché in mare sarò pure solo, ma a terra c’è bisogno di quante più mani possibili.

In due anni le persone da ringraziare sono tante, ma veramente tante, chi con un consiglio, chi con un passaggio o una riparazione, in una parola GRAZIE.

Devo ringraziare chi mi ha aiutato come il Porto Turistico Marine Oristanesi e il Cantiere Sa Mardini, la carrozzeria Incani & Incani e il BellaVista Bio Café.

Ma soprattutto Elisa, la mia compagna, che sopporta queste mie avventure e capricci e Simone Balzano, mio co-skipper che oltre al supporto tecnico/logistico/commerciale/ect. etc. a terra ha l’onere ed il coraggio di sopportarmi in mare.

Ciao Sailing Sardinia, e ciao amici Velisti chissà se tornerò a raccontare di Mini 650, spero di si, ma senza fretta.

 

Enrico Paliaga – Paris Texas ITA 5

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