J70, perché questo grande successo?

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J70, perché questo grande successo?

By Sailingsardinia   /     ott 05, 2017  /     Varie  /  

J70 WORLD CHAMPIONSHIP 2017Vasco Vascotto “Semplice e con un prezzo ragionevole , il timing di quando la hanno messa in produzione e’ stato perfetto, trovandosi il mondo in un momento di crisi economica”

imageUna cosa è innegabile: è la barca del momento! Il Mondiale di Porto Cervo, aldilà delle polemiche per le barche “truccate”, è stato il Mondiale dei Mondiali, con una partecipazione mai vista in un monotipo. La barca, dal punto di vista delle prestazioni, non è il massimo, soprattutto se paragonata ai suoi competitors. Il prezzo poi  non è bassissimo, quindi stupisce il grande successo avuto in poco tempo di questo monotipo. Abbiamo chiesto ad un pò di personaggi del settore, se potevano spiegare il perchè di tal successo, ed ecco cosa ci hanno risposto. 18952842_1070411293091509_5953196109664250118_nIl primo a risponderci è stato Vasco (vedi sopra) e gli altri sono in ordine di ricezione

 

18739960_222816294891571_7243945435575319946_nAurelio Bini Regatante J24. il marchio J è una garanzia. In America molte barche classe J 24,j110 , j120 ,j80 .hanno quasi sempre avuto un gran successo. Come spesso accade , in Italia ci appassioniamo a classi che per noi sono novità, ma poi scopriamo che in altre parti del mondo, hanno già avuto un gran successo. Ora finalmente parecchi armatori italiani iniziano a partecipare ad armi pari con una classe nata da poco.
Regatando su una barca ancora da sperimentare. Una barca che non ha dei team con anni di esperienza. Influisce la qualità prezzo.
Una barca semplice in tutto. Dal trasporto e dalla robustezza . A differenza del Sb20 , sul j le velerie possono esperimentare tagli di vele innovative ( e anche questo è bussines) E poi parliamoci chiaro: regatare in monotipo piace a tutti i veri velisti . E questo è vero monotipo TOP

 

487845_622515701095444_1764095726_nAlessandro Zampori Armatore. Il successo J70 è dovuto ad un mix di fattori vincenti tra i quali:

1- J Boats è una garanzia in termini di forza commerciale a livello mondiale , il J70 è l’erede predestinato del J24, in pochi anni già 1400 barche prodotte.
2- il J70 ha un rapporto tra costi di acquisto , gestione e prestazioni in acqua imbattibile rispetto agli altri monotipi , caratteristica particolarmente vincente in tempi di crisi economica.
3- Il J70 ha un mercato più ampio ( anche in termini di fasce d’età) di altre sportboats performanti ( vedi Melges 24 ) ; oggi un cinquantenne suonato come me non avrebbe voglia di appendersi alle draglie per tutta la giornata
4- Per quel che riguarda il ns Paese , la Classe Italiana credo abbia lavorato molto bene creando un Circuito molto attrattivo ( anche grazie al traino del Mondiale di Porto cervo) , ben sponsorizzato , con regate organizzate in location suggestive , con PRO ed Umpires se mpre presenti che garantiscano uniformità tra i vari eventi e non ultimo attività e serate collaterali a creare un ambiente Gianfranco Noègradevole ( non solo di puro agonismo).

 

14079578_284583021914293_2946991864763560180_nPaolo Montefusco One Sails. La filosofia J class ha il suo fascino e rientra fra le nuove barche monotipo ” economiche ” robuste e conduzione facile . Associazione di classe e cantiere attivi nella promozione e gestione . Ciao Poncho

 

19225050_10213979974801866_6189433547277544362_nGianfranco Noè Armatore. come prima cosa bisogna avare la fortuna di cadere in un momento di mercato in cui il prodotto sia richiesto. direi innanzitutto la potenza della j boats  e la promessa di una sportboat di prezzo abbordabile, di facile gestione, e di facile manovrabilità, con prestazioni buone. queste promesse sono state mantenute, perchè la barca è divertente, facile da condurre, e con un buon albero: non è un melges 24, ma è quel poco più grande del melges 20 ed anche un po’ meno sportiva( che è un pregio sotto un certo punto di vista). in altri paesi ( germania, ma anche USA) la utilizzano veramente come barca da regate di circolo, ed è molto apprezzata

 

18119504_1697173363634032_4353681347303346707_nBeppe Zavanone Armatore. Che dire di nuovo di questo monotipo che non sia già stato scritto e detto, se non che i numeri di vendita e di questo mondiale parlano chiarissimo, è la barca giusta per molti usi e molti utenti. La grande partecipazione a questo mondiale, che a detta di Recchi avrebbe toccato le 200 unità se non si fossero chiuse inderogabilmente le iscrizioni mesi prima, ci ha anche dato una visuale di cosa sia “il popolo dei J/70”: famiglie, gruppi di amici anche attempati, giovani in vacanza, scuole vele, armatori appassionati proveniente da cabinati o da derive. Una barca facile da armare e navigare, e tutto sommato da regatare. Solida e marina. Tutte quelle barche hanno navigato incrociandosi con 25-30 senza che siano stati riportati danni importanti o rotture. Chi cerca una barca ad altissime prestazioni, moderna, riservata a professionisti e velisti esperti ha sbagliato bordo, come in fondo chi viene con budget faraonici a sfidare chi ha il budget di una vacanza in famiglia – VINCENTE. Date retta a me che di M24 ne ho avuti quattro e ci ho fatto 11 stagioni.
Il J/70 stravince nei numeri per semplicità comodità e costi. Molti degli equipaggi presenti a Porto Cervo con un M24 non avrebbero concluso indenni le regate con 25 e più nodi dell’ultimo giorno. Con il Melges 20 manco riuscivano ad armare l’albero.
Chiaro che una simile marinità si paga, scava l’acqua che in poppa fa pena, però bolina divinamente, scarroccio zero.
A livello prestazioni assolute il Melges 24 è il monotipo perfetto, adrenalinico e potente… affossato dai costi (lo scrissi e fui contestato che mettergli le vele in kevlar era una cazzata) e dall’hiking selvaggio (ci han provato ad abbassare i candelieri ma inutilmente) ma in monotipia conta relativamente la velocità.
Due prove ventose col Melges e torni a terra con i lividi e le mani a pezzi, col J/70 puoi farne altre due.
Poi c’è il fattore affezione e la coppetta vincofacile quando le classi si svuotano.
C’è chi va ancora sul Platu, sul J/24, sull’Este 24, Fun, First Classe 8 e compagnia bella…
Quando i team dei 100.000 euro di budget se ne saranno andati (o li avranno cacciati) resteranno le 1500 barche (che magari diventeranno 4000 come i J/24) e li utilizzeranno tutti ovunque.

 

19399466_1839452612938667_3062455947606656928_nPeppu Marinelli Neo Campione Mondiale Master Radial. Io sono l’unico che si è comprato un J70, l’ha tenuto otto mesi e poi l’ha rivenduto perchè la reputo un cesso de barca. Dopo aver navigato con Melges 24, Melges 32, Melges 20 e SB20, quando vai con il J70 è un ritorno al passato, una sorta di barca da portare con la famiglia e con gli amici senza troppe velleità. Sarà questo il successo: non è troppo complicato,  un costo di gestione abbastanza limitato. La barca è costruita veramente “de merda”, bisogna metterci le mani e a volte si eccede (come successo per alcuni). Il successo c’è perchè ci puoi andare con papà, perchè non lo devi buttare fuori alle cinghie, con la moglie che basta che tira fuori il bompresso…

 

Sandro_Montefusco3Sandro Montefusco One Sails. Secondo me parte al fatto che è un J e parte alla sua semplicità d’uso per cui si adatta a velisti di qualsiasi livello.

 

21231597_683276008532914_1833061000260044203_nFederico Colaninno Neo campione Mondiale Finn U19. Penso sia dovuto al fatto che è una barca molto semplice…con poche manovre ma essenziali. Poi essendo monotipo non devi fare calcoli con tempi e rating ma basta contare quante barche hai davanti all’arrivo. Purtroppo, anche se è nata come “classe economica”, con obbligo di poter usare un solo gioco di vele (tra l’altro in dacron) per barca, gli armatori più ricchi hanno fatto la differenza, avendo a disposizione un budget maggiore e molto più tempo per fare allenamenti e regate sempre in posti diversi, ingaggiando nell’equipaggio campioni di altissimo livello.

 

20882257_10212522703334232_6552537974176756059_nCamillo Zucconi velista professionista. Devo fare i complimenti alla classe in quanto il lavoro svolto rende merito alla barca per quanto non mi è piaciuta dal punto di vista emozionale e tecnico ritengo che la formula della categoria Corintian, sia azzeccata soprattutto in Italia i numeri sono da parte loro. Non entro nel merito del Mondiale. Ci sono dei monotipi sicuramente più divertente più veloci però al momento in Italia bisogna riconoscere che questa è la classe più numerosa

 

27u-Flavio-FaviniFlavio Favini velista professionista. Senz’altro la J boats è una potenza e nella promozione hanno fatto tutto giusto. La barca è semplice da portare ed è alla portata di più velisti rispetto ad altre classi di barche più brillanti. La classe ora mi sembra indiscutibilmente quella più interessante sia per gli owner drivers che per gli equipaggi buoni. Speriamo che non ricapitino più gli incidenti che ci sono stati prima del mondiale che non aiutano certo il nostro sport

 

maxresdefaultAndrea Casale, North Sails.  La mia opinione è che il J70 è una barca semplice , user friendly , che non richiede “fisicità” come ad esempio il Melges24…. dunque chiunque esce dall’ufficio, sale a bordo e riesce a competere .

 

18839367_10212959598214545_3473987985082191582_nGianni Sommariva tattico. Posso dire che per noi vecchietti la cosa più bella è il non dover stare appeso alle draglie come i panni stesi"</p

 

zzzz366720309340498636_nEnrico Zennaro Velista Professionista. Secondo me il successo dei J70 e’ dovuto al costo relativamente basso per l’acquisto barca, ad una gestione facile perche’ per solo 4-5 persone e dal fatto di non essere fisicamente impegnativa perche’ non si può per regolamento stare alle draglie.

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