La pazza idea di voler surfare la Pororoca

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La pazza idea di voler surfare la Pororoca

By Sailingsardinia   /     gen 16, 2020  /     Varie  /  

5f54fdc2-abec-4f0e-8d40-f789bffa1f95Maurizio Farigu è forse il primo italiano ad essere andato a surfare in Brasile l’incredibile onda della Proroca, un’onda di marea che risale il Rio Mearim e che si può surfare “all’infinito”: nel senso che risale il fiume e rimane sempre aperta per una surfata veramente interminabile .

Immagine anteprima YouTubeIl video spiega meglio di cosa si tratta…

L’appassionante racconto di Maurizio ci fa capire cosa significa andare a surfare questa incredibile onda, cosa bisogna fare e…

Approfittando di quasi due mesi di libertà lavorative, mi metto alla ricerca di biglietti per partire  da qualche parte nell’ emisfero Sud così da “svernare”. La destinazione è Brasile! Il giro mi porta prima a Salvador de Bahia, poi Rio de Janeiro, foz de iguacu e successivamente a trovare un pizzico di Sardegna in Brasile, a nord di Fortaleza infatti a Praia do maceiò vicino a Camocim si trova infatti la scuola di kite/windsurf/surf degli amici di sa barra Sant’Antioco: Gigi Madeddu e Rossel Bertoldo che passano la stagione invernale qua, ottimo posto vento forte (aliseo) e onde tutti i giorni! f28bef6c-bc7b-492b-a349-e75ee4d1b29e

Fino a qua non avevo ancora idea che sarei andato a surfare la Pororoca, l’idea viene durante la tappa successiva, un interminabile traghetto di 5 giorni attraverso il rio delle Amazzoni dormendo ammassati in amache in condizioni igieniche precarie, e qui che comincio a contattare più persone possibili in cerca di informazioni sull’onda, se fosse fattibile come periodo e se si poteva organizzare il tutto!

Si trattava dunque di trovare un contatto, non era facile perché nel rio non c’è internet, solo vicino ai paesi (uno ogni 6/8 ore). Dopo innumerevoli tentativi trovo il contatto di tale Noelio che dice essere presidente dell’associazione surfisti della Pororoca, uno dei pionieri del surf su quell’onda. E’ fatta, sì va alla ricerca di questa onda così leggendaria!

PROROCAL’onda è il complesso risultato di vari fattori tra cui la fase lunare, il livello del fiume (e quindi delle piogge), del vento a largo, dell’orografia del fiume… Nelle condizioni ideali e da quello che ho capito il periodo migliore sono gli equinozi si arriva ad avere onde di 3/4 metri che risalgono il fiume per centinaia di km portando distruzione. Per questo quest’onda è storicamente sempre stata tenuta dai locali che l’hanno chiamata Pororoca  “il grande rumore che distrugge”. Il record di surfata appartiene a un brasiliano ed è di ben 33 minuti e 10 km!

ee1a195a-a6c1-456d-b03c-aeef90a89eb3 Arrivato a Belem incontro il guru, in realtà sono in ritardo di due ore, perché il traghetto ha fatto ritardo ed ha avuto difficoltà ad ormeggiare con la forte corrente del Rio. Un ormeggio da arresto, sbattendo prepotentemente sul traghetto affianco per provare a raddrizzarsi. Superato questo inconveniente e arrivando con due ore di ritardo all’appuntamento mi si presenta davanti a me un uomo di 50 anni all’ apparenza innocuo (che non è scontato qua in Brasile) che, mentre mangiamo un gelato, comincia a raccontare tutta la storia della sua vita, il mio portoghese non è granché quindi non capisco molto, ma va bene sì parte!f80c4e6e-61a1-4919-a751-870e1cb3283d

Capisco subito il perché la chiami spedizione. 14 ore per fare 700 km di strade a tratti infernali, con buchi, dossi, animali selvatici, persone, pozze e continui acquazzoni (siamo nella stagione delle piogge!). Tutto nel bel mezzo del nulla, in una delle regioni più povere del Brasile… Arriviamo a tarda notte, la mattina ci svegliamo e capisco che l’organizzazione brasiliana fa rimpiangere la nostra.

Non abbiamo la barca e non si trova il driver, impossibile dunque surfare (bisogna infatti risalire il fiume per molti km nel nel mezzo del niente e ovviamente serve assistenza). Noelio riesce a uscire dal suo stesso pasticcio, trovando una barca di fortuna con un piccolo motore da 15 cavalli, non sufficiente a fare planare bene 5 persone. La messa in acqua è  peggio: non ci sono moli, e la barca va spinta, con il fango alle ginocchia, fino all’ acqua; i brasiliani parlano e urlano tanto fra di loro e non capisco na mazza. Capisco solo di stare attento ai Cobra. 14642560-a8b4-44fb-ba0e-170d38bf82cbStando dunque attento ai Cobra, riusciamo ad arrivare a stento all’acqua, dove ovviamente il motore non parte per 10 minuti… Una volta testato si va tutti più a cuore leggero a dormire, aspettando l’indomani. Sveglia alle 4 del mattino, l’ onda è presto e non aspetta, il tempo di fare colazione e siamo alle 5 alla barca che ovviamente non parte, un altro 10 minuti di preghiere e finalmente parte, sì va! L’ansia è palpabile, tra le mille raccomandazioni capisco solo di non andare verso l’argine alto per non rischiare di finire impalato sui rami e che l’ onda surfabile sarà solo una! Una chance! Tutto questo viaggio poteva risolversi in una banale scivolata alzandosi o in qualsiasi piccolo errore che quando si è in mare ti fa dire “vabbè prendo la prossima.” Qua non c’è una prossima. Assieme a me, oltre il guru Noelio e Ruan e un altro ragazzo local, c’è pure Paulo un altro  brasiliano, nuovo alla Pororoca, che si fa il segno della croce. Risaliamo il fiume per una mezz’oretta, e ci fermiamo ad  aspettare. Chissà cosa arriverà, come sarà l’onda, quanto alta potente e differente da una classica onda. 25f04b3b-227d-46a2-8937-7530b8dfd205

All’improvviso una barra che arriva verso di noi! È lei! La Pororoca, puntuale come la marea e la luna. Ci si prepara di fretta, si prende la tavola e ci si mette il leash, compreso il driver che si mette il leash per non perdere la barca nel caso che il barchitto venga travolto dall’onda. Adrenalina a mille che viene però smorzata dall’approcciarsi dell’ onda, è piccola!  a831c239-bd68-4a4f-8c88-968c735fada5

Il guru prova a tranquillizzare tutti: Siamo nel punto sbagliato, d’altronde come puoi sapere dove è la line up di un unica onda che arriva all’improvviso, in un fiume il cui fondale e sponde cambiano in continuazione? Risaliamo il fiume finché l’ onda non si irripidisce, ci siamo! È lei un mezzometro/metrino di onda avanza simile a uno tsunami! Arriva il segnale! Ci si lancia con la tavola al volo dalla barca planante che scappa dall’onda! L eccitazione è massima…. E invece, disastro! Nessuno è riuscito a prendere l’onda, eravamo troppo larghi. La rabbia e la delusione fanno quasi dimenticare di essere in mezzo al fiume in balia della corrente e in mezzo ai vari animali. Il driver viene a recuperarci uno a uno, la delusione e palpabile, ma non molliamo, proviamo a tirare il 15 cavalli per risuperare l’onda e risurfarla, dopo tante difficoltà riusciamo a superarla, evvai! Un altro tentativo! Questa volta ci lanciamo dritti nella parte schiumante dell’onda!, Riusciamo a prenderla sì! Ma non c’è il tanto per alzarsi nella schiuma! E gli altri ragazzi che provano ad alzarsi perdono uno ad uno l’onda, rimango solo! Continuo a bodyboard fino a che non vengo buttato fuori dal fiume! Eh sì… Non è facile seguire le curve del fiume perché bisogna stare nella parte bassa vicino alla riva per avere l’onda ripida! Rimango 5/10 minuti da solo in mezzo alla riva ormai inondata dal fiume con l acqua Alle ginocchia e faticando per rimanere in piedi in un ambiente totalmente sconosciuto e ostile fino a che la dolce vista del barchitto che viene e soccorrere, fiu! Piranha a digiuno :) sul barchitto la delusione è visibile, però la promessa è che il giorno dopo sarà più grande.

7520edb7-ad33-416f-9ae5-0634f694dbffLa sera il guru riesce a trovare un 40 cavalli vecchio e una barca più grande e adatta all’avventura.

La liturgia dello sbarco nel fango si ripete la mattina dopo,speriamo sia il giorno giusto. Come al solito risaliamo il fiume e ci fermiamo in attesa dell’onda, fino a che arriva la barra! Frange già, è più grande! L entusiasmo sale, classica partenza in volo e si prende! La prendiamo tutti ma siamo nella schiuma, proviamo a fare bodyboard per arrivare all’ onda aperta ma prima di arrivarci veniamo buttati fuori dal fiume alla curva… Grrr di nuovo! Saliamo in fretta sul barchitto e questa volta provando a risuperare l’onda ingavoniamo in un onda secondaria e la barca è mezzo piena di acqua!  corriamo nella sponda, riusciamo in qualche modo a inclinare la barca e a tirare fuori l acqua! E corri subito a rincorrere questa benedetta onda che stava scappando, di nuovo! E finalmente è la volta buona! 5/6 minuti di surfata a “drittone” ma la concentrazione è per evitare tronchi alberi e  vegetazione! È fatta mi godo il panorama fino a che non vengo di nuovo buttato fuori dal fiume! Non era certo la surfata della vita e le aspettative erano ben altre ma ce l’avevamo fatta!

35944b35-323e-4abf-a475-894a2cf786d9Avevamo surfato la leggendaria Pororoca!

Chi mi conosce lo sa che non sono certo un campione del surf (oltre ad un banale su e giù nell’onda rigido come un tronco di legno non vado) ma avendo surfato diverse onde oceaniche (Brasile, Hawaii, Indonesia, francia, spagna, Canarie, Inghilterra, Scozia..) posso dire che questa esperienza, tolte tutte le disorganizzazioni brasiliane, è stata incedibile. Qua purtroppo bisogna affidarsi totalmente ai vari locals e, anche senza una foto della surfata, e pur non essendo stata l’onda più bella della mia vita, questa spedizione ha incarnato più di tutte il vero spirito surfistico di avventura, esplorazione, rispetto per la natura, adrenalina, ignoto e ricerca dell’onda perfetta (che puntualmente non è arrivata ahah) ma che sarà sicuramente una delle esperienze più belle da condividere e ricordare

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