La portualità in Sardegna: una risorsa da sviluppare

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La portualità in Sardegna: una risorsa da sviluppare

By Sailingsardinia   /     lug 01, 2015  /     Varie  /  

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La Sardegna è una delle regioni italiane con maggiore sviluppo costiero, il cui utilizzo per la nautica da diporto, prezioso particolarmente per finalità turistiche, risulta a oggi ancora modesto.

 

Si registra un ritardo complessivo nell’evoluzione delle strutture e nell’offerta dei servizi, che si rivelano deficitari sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo rispetto ad altre realtà maggiormente competitive, fatte salve rarissime eccezioni peraltro concentrate nel nord est dell’Isola.

Nella nautica sarda, dunque, c’è bisogno di innovazione e rinnovamento. Le coste della Sardegna presentano una distribuzione irregolare degli ormeggi e un numero di posti barca per chilometro di costa notevolmente inferiore alla media nazionale: penultima regione in Italia con in media un’infrastruttura ogni 21,7 km e terzultima per numero di posti barca per km con una media di 11,6. Inoltre, nei porti esistenti, spesso mancano attrezzature per l’assistenza tecnica, infrastrutture e servizi di qualità oltre che attività ricettive.

Nonostante queste criticità, il mare e le coste incontaminate dell’isola dei nuraghi attraggono ogni anno numerosi diportisti in transito nelle 80 infrastrutture presenti suddivise tra marina, porti polifunzionali e punti di ormeggio. I prezzi variano in base alla stagione, alla zona e alla struttura. In Costa Smeralda, prendendo ad esempio il Marina di Porto Rotondo, ormeggiare al transito nel mese di agosto con un 36’ costa circa 180 euro al giorno mentre nella costa ovest, più precisamente ad Alghero, si può stazionare spendendo la metà. A Villasimius, nel sud est dell’isola all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, un tratto di costa incantevole per gli anfratti naturali e le acque cristalline, è possibile ormeggiare nel porto turistico per 70 euro al giorno, praticamente la stessa cifra per una notte in porto a Carloforte, nell’Isola di San Pietro. In linea anche il costo dell’ormeggio nello splendido scenario del porto turistico comunale di Cala Gavetta a La Maddalena, che viene misurato in metri quadrati.

Insomma, pur essendo impossibile stabilire un prezzo medio viste le notevoli differenze, i porti turistici sardi riescono comunque a soddisfare le varie esigenze del turista nautico richiamato, inoltre, dalle numerose attrazioni presenti una volta scesi in banchina.

Per quanto riguarda il diportista stanziale, colui che ha scelto la Sardegna come home port e che tiene ormeggiata la propria barca per l’intero anno, il costo varia, sempre prendendo ad esempio un’imbarcazione di 11 metri, dai circa 5000 euro di Villasimius sino ai 7300 euro per Porto Rotondo. Diversa la situazione di Alghero, Carloforte e La Maddalena in quanto, vista la presenza nella stessa area portuale di diversi concessionari, tra cui alcune associazioni no profit, è difficile stabilire un prezzo medio certo.

Grazie al clima mite, in Sardegna la portualità è viva anche nella stagione più debole. Il diportista, nelle sue differenti caratterizzazioni, sia esso appassionato di pesca o vela, può godere della propria imbarcazione anche nei mesi più freddi sino al momento, necessario, del ricovero.

A.B.

 

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