La vena poetica di Gaetano Mura

La vela della Sardegna sul web
Sailingsardinia
Follow Me

La vena poetica di Gaetano Mura

By Sailingsardinia   /     lug 18, 2016  /     Varie  /  

13680783_1197017617017185_7795334724509473722_nLa lunga permanenza a Cagliari ha permesso a Gaetano Mura di conoscere a fondo il capoluogo sardo e, da questa permanenza, sono scaturite queste righe che il navigatore barbaricino ha messo su facebook in onore a Cagliari

13726820_1197017713683842_7099084193665351481_n

Cagliari è una città straordinaria. “Leggera” è il primo aggettivo che mi viene in mente e che spiega l’approccio alla vita degli abitanti della nostra capitale sarda

Leggerezza è anche la prima sensazione del mattino, appena fuori dal portone di casa, mentre muovo quei pochi passi che mi separano dalla barca, ormeggiata davanti ai palazzi liberty della via Roma; mi è sufficiente attraversare la strada per saltare a bordo di Black Sam.

Fa già un gran caldo, ma la brezza onnipresente ne alleggerisce il peso e increspa la superficie dell’acqua sin dentro il porto facendo oscillare le banderuole. Il paradiso della vela.
Nel quartiere della Marina, nell’angiporto dove dimoro, già dalle finestre e poi sull’ uscio di casa l’aria sa di mare ed è intrisa di multietnicità con il viavai mai interrotto che anima di vita i vicoli della Casbah.

Ancor prima di raggiungere il porto le palme ondeggiano in un’atmosfera in odor di Africa e di influenze lontane. Nelle sue vie, i liguri le chiamerebbero Carruggi, s’incontrano sardi di tutta l’isola, pakistani, senegalesi, turchi, cinesi, rumeni, marocchini,turisti e viandanti di ogni dove, a colorare la vita in un miscuglio di idiomi che prendono quota dalle viuzze per entrare con facilità nelle finestre delle case ravvicinate. Echi lontani che ricordano che questo mondo appartiene a tutti, dobbiamo farci spazio come quando si aggiunge un posto a tavola per un ospite a cena e si divide il pane da buoni fratelli.

Anche gli aromi, dalle cucine incastrate tra queste strette vie, si mescolano a tutte le ore. Un altro segno dell’unione nella diversità. Io ne apprezzo i profumi, ma ho i miei luoghi preferiti….
Sempre dalla via Roma si può prendere un autobus e raggiungere in pochi minuti, zaino in spalla, le falesie di Cala Fighera dove è facile scalare, pedalare in bici, fare corsa e percorrere, senza mai un’ auto intorno, chilometri e chilometri per raggiungere le Saline, il Parco di Molentargius. Qui si sfiorano i fenicotteri, con la testa perennemente sott’acqua nelle acque palustri alla ricerca del gamberetto rosa che dona il colore della livrea, o sollevando la testa si vedono transumare nel cielo in formazioni geometriche.13690825_1197017793683834_5117717628131130726_n

Una piccola deviazione è sufficiente per sbucare sulla spiaggia del Poetto ed avere la sensazione di essere stati catapultati a Copacabana, ma in una versione più bella. Chilometri di spiaggia viva, di gente, di mare azzurro, di vele, di sportivi, di venditori di ogni dove, di migliaia di giovani a godere di ciò che l’Altissimo ha messo a disposizione di tutti. E qui tutti, ma proprio tutti, possono permettersi “I Caraibi”, godere davvero dell’ isola dove sono nati o sbarcati…Sbarcati come me, che preferisco, visto che si può scegliere, una caletta isolata dal mare smeraldo e poca gente, anche questa raggiungibile in motorino, a pochi minuti dalla porta di casa.

Gaetano

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami