Le barche Shardana

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Le barche Shardana

By robertomarci   /     lug 20, 2016  /     Varie  /  

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Si è tenuto giovedì 14 luglio, presso l’Auditorium Tiscali a “Sa Illetta”, il convegno dal titolo:
“Le barche Shardana: tecniche costruttive e rotte di navigazione”,

organizzato dall’Associazione Velica e Culturale “Vento di Shardana”.

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Evento culturale di pregio, in quanto caratterizzato dalla contemporanea presenza di ben autori di noti libri sull’argomento (Mario Marongiu, Pierluigi Montalbano e Marcello Cabriolu), che sarebbero stati addirittura quattro, qualora uno di questi, Giangiacomo Pisu, non avesse dovuto disertare per un impedimento personale.

ph©robertomarci.comAlberto Putzolu – Presidente Associazione “Vento di Shardana”

Ha dato avvio ai lavori, alla presenza di un folto pubblico, il presidente dell’Associazione organizzatrice, Alberto Putzolu, il quale ne ha illustrato il fondamentale scopo di promuovere la Sardegna a 360°, tramite la vela, definita come irrinunciabile volano economico, viste le ideali condizioni meteo-marine che la nostra Terra offre. E’ stata tuttavia sottolineata l’esigenza, per renderla efficace via promozionale, che la vela divenga popolare tra i sardi, ancora restii ad andar per mare, probabilmente per il diffuso convincimento che essa sia un’attività necessariamente costosa, appannaggio dei soli facoltosi. Pregiudizio smentito in particolar modo dalle realtà associative che consentono un forte abbattimento delle spese, che possono addirittura essere inferiori a quelle richieste per la pratica delle più comuni attività sportive.  Per “Vento di Shardana”, lo sforzo di promozione della vela appare comunque giustificato dalla possibilità che la Sardegna vanta, di poter fondare il suo sviluppo interamente sulla propria Cultura ed il suo territorio.

ph©robertomarci.comL’Auditorium Tiscali

Nel passaggio conclusivo del suo intervento il Presidente di “Vento di Shardana” ha preannunciato un imminente evento divulgativo, di presentazione del progetto di promozione internazionale della Sardegna, denominato “Sardegna isola della vela”. Ovvero, come egli stesso lo ha definito, un programma di promozione “fisica” della nostra isola nel mondo, possibile grazie ai viaggi di due soci (il socio onorario Gian Biagio Mulas e il socio fondatore Renzo Trenta) che, in date diverse e con distinte imbarcazioni, effettueranno ciascuno il giro del mondo in barca a vela. Progetto che prevede, nelle città portuali che verranno raggiunte, l’organizzazione di eventi culturali ed economici di promozione della Sardegna, col coinvolgimento delle istituzioni locali e sarde, di una rappresentanza di imprenditori isolani, delle comunità dei sardi emigrati all’estero, ecc.

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Gian Biagio Mulas

Ha quindi preso la parola il socio onorario di “Vento di Shardana” Gian Biagio Mulas, che ha svolto anche il ruolo di moderatore del dibattito, il quale ha celermente illustrato alcune caratteristiche del suo imminente viaggio, in solitario, la cui partenza è prevista per fine settembre 2016 e che prevede la partenza dalla Sardegna con direzione la Polinesia e Capo Horn.

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Mario Marongiu

Il moderatore ha quindi dato la parola a Mario Marongiu, il quale ha avviato il suo intervento sull’armo velico con vele volanti, documentando con video e immagini gli studi e le sperimentazioni svolte. Il relatore ha altresì illustrato le sue ipotesi sulle possibili rotte antiche oltre il Mediterraneo, documentando con precise misurazioni sui locali venti e correnti, come fosse tecnicamente possibile la navigazione costiera dell’Africa occidentale.

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Pierluigi Montalbano

Al termine del primo intervento il moderatore ha dato la parola a Pierluigi Montalbano, che ha illustrato la sua relazione inerente la navigazione nella Preistoria, di cui state spiegate le modalità ed il relativo sviluppo tecnico: dall’utilizzo di grossi tronchi d’albero svuotati dello spazio utile agli individui per remare, alle prime zattere, alla cantieristica navale della metà del III Millennio a.C., in grado di realizzare navi attrezzate per lunghe traversate, per giungere, nell’età del bronzo, al sistema a tenoni e mortase, un assemblaggio facilitato da perni incastrati in grosse travi di legno opportunamente lavorate, e così via fino alle moderne e attuali tecniche costruttive. Montalbano ha altresì illustrato l’evoluzione delle vele adoperate nelle varie epoche e le rotte di navigazione.

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Marcello Cabriolu

E’ stata quindi la volta di Marcello Cabriolu, il quale ha illustrato il tema dei porti e approdi della preistoria, con particolareriguardo a modo quello di S. Antioco di “coe cuaddus”. Cabriolu ha individuato dei punti di riferimento di origine preistorica che verosimilmente disegnavano il profilo della costa e fornivano, a chi navigava, dei punti di riferimento, divisi in: “segnalatore” (strutture circolari con una Muratura a sacco che conteneva grossi falo’);  torri costiere (a picco sul mare, in cui veniva acceso un piccolo falò come indicatore) e i sistemi delle fornaci, che garantivano un approdo sicuro essendo il punto certo di lavorazione e poi di imbarco del materiale lavorato. Il relatore ha quindi presentato un suo personale studio, in cui ha simulato uno sbarco in una spiaggia, posizionando i segnalatori e le torri costiere esattamente dove si trovano attualmente, tramite i quali i navigatori riuscivano a trovare un allineamento che gli consentiva di indirizzare la prua verso i passaggi non pericolosi.

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L’evento, patrocinato dalla Sez. di Cagliari della Lega Navale Italiana, con la partecipazione in qualità di media patner dell’Ichnusa Sailing Kermesse, è stato sponsorizzato dal ristorante “La pergola Bianca” di Patrizia Cani e dalla società UCNET.

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