Ma una barca a chiglia all’Olimpiade è una cosa così assurda?

La vela della Sardegna sul web
Sailingsardinia
Follow Me

Ma una barca a chiglia all’Olimpiade è una cosa così assurda?

By Sailingsardinia   /     nov 23, 2018  /     Varie  /  

KYIV, UKRAINE - APRIL 26 2016: Traning on the new model of yacht OceanTECH L30Dopo la riunione di World Sailing di Sarasota, il mondo della vela è rimasto sconvolto per le decisioni prese in merito alle classi olimpiche scelte per Marsiglia 2024. Sicuramente tutte scelte discutibili, molto discutibili, fatte a secco, da chi forse non ha troppa dimestichezza con il mondo delle regate (ahimè, problema troppo frequente nello sport  della vela); scelte che non tengono minimamente conto di ciò che si vede in tutti i campi di regata del mondo. Attualmente, se escludiamo Laser, Finn e 470, abbiamo classi che stanno in piedi solo ed esclusivamente per le Olimpiadi e non hanno nessun tipo di diffusione nei circoli, tra i velisti normali, tra quelli che dovrebbero formare la base da cui nascono poi i campioni olimpici.

Abbiamo ormai classi frequentate solo da atleti che hanno ambizioni olimpiche  perchè, oltre a loro, non c’è proprio nessuno. Questo perchè oggi le barche olimpiche sono barche olimpiche e basta e non hanno quella storia e diffusione che, in passato, era fondamentale per raggiungere lo stato olimpico. Tutto questo in nome di quello spettacolo, tanto ricercato da World Sailing, che non prende in considerazione tutto il movimento velico del pianeta.

SOLITAIRE DU FIGARO ERIC BOMPARD Cachemire 2014Tra le varie decisioni c’è quella che vuole una medaglia per barca a chiglia, con un equipaggio misto, su un percorso d’altura della durata di 24/48 ore. Un regalo ai francesi si è detto, a quei francesi campioni di vela oceanica.  La scelta è stata tanto criticata, soprattutto perchè a pagare il conto è stato il Finn, classe con una storia e un peso nel mondo della vela da far paura.57e668e9-61b8-4dd7-8ea6-ed6cce3a0ab4-1024x683-1-681x454 I campioni sfornati dal Finn sono tutti diventati delle leggende della vela, ad iniziare da Paul Elvstrom. Quindi è ovvio che la new entry, la keelboat, sia oggetto di grandi critiche. Ma se le merita proprio tutte queste critiche? Proviamo a ragionarci

27262955020_154ecf3370_b-Sarà una classe per ricchi armatori con la pancia. Sì, i costi sono decisamente superiori ad un Laser, ad un 470 ed anche ad un già carissimo Nacra17. Ma forse proprio la presenza di armatori ricchi permetterà a talentuosi velisti/e senza portafoglio di essere presenti assieme a qualche ricca/o armatrice/tore. Di certo nel Laser è difficilissimo trovare un armatore che ti sovvenzioni una campagna olimpica. Con la barca a chiglia, portandoti lo sponsor a bordo, è più facile.

D’altronde nella vela dei monotipi abbiamo l’esempio del mondo sovvenzionato dagli owner-driver, realta  che, per quanto svilente nei confronti dei velisti di alto livello, funziona benissimo e dà da mangiare a tanti velisti professionisti. Perchè non riproporre il modello anche nelle classi olimpiche? Magari facendo stare al timone tutti… E non è neanche da escludere che la classe possa essere appetibile, come capita in Francia, per gli sponsor, quelli veri.

Hot-Rum-Race-Jan-1-2013-Almost-no-wind-La regata lunga è ricca di variabili e la medaglia potrebbe essere assegnata da una fortunata raffichetta presa nella bonaccia notturna. Ma questo non è perfettamente allineato con lo spirito dell’evento olimpico? Le Medal Race a punteggio doppio non sono un’esaltazione della prestazione momentanea, dell’intuizione dell’ultimo minuto? La variabile che ti fa vincere una medaglia d’oro o ti fa scendere dal podio è sempre stata ricercata nel format delle regate olimpiche: spesso non vince il più forte ma il più scaltro o il più fortunato. Quante volte abbiamo visto pluricampioni del mondo non riuscire a fare neanche podio proprio all’Olimpiade? Il fattore fortuna, tipico delle regate costiere, potrebbe quindi essere il valore aggiunto per aggiungere dell’appeal a questo nuovo format di regate olimpico. D’altronde si è sempre detto che l’Olimpiade è una regata completamente diversa dalle altre!

2015-03-27_15-04-47- Seguire delle regate così lunghe potrebbe essere un problema. Nei tempi di internet, in cui tracking e posizionamento sono ormai l’abc della comunicazione nella vela oceanica, questo dovrebbe essere un problema? Forse la tv ufficiale, la Rai, non seguirà per intero l’evento ma, online, si potrebbe raggiungere un’audience niente male, in una diretta di 48 ore, magari con largo uso di webcam a bordo. Ricordiamoci che siamo nell’era in cui “Il Grande Fratello” fa un’audience incredibile!

-Con una Regata così lunga non si può garantire la sicurezza di un evento olimpico. Probabilmente questo è un elemento da non trascurare visto che le Olimpiadi sono sempre un boccone ghiotto per terroristi e squilibrati di turno. La regata d’altura non la si può correre sicuramente dentro un ristretto campo di regata ma, possibile che con tutta la tecnologia oggi a disposizione non si riesca a prevenire situazioni a rischio?

PhRM-3213Infine una considerazione non da poco. Con una regata d’altura si premierebbe finalmente, oltre le doti puramente agonistiche da regata tra boe, anche quel fattore marinaresco che dovrebbe essere alla base di chi va a vela. Nelle regate odierne, tra foils, vela acrobatica, kite e windsurf ecc. sembra completamente sparita la marineria e la mixed keelboat potrebbe essere la chiave per riportare in auge la cultura della marineria, spesso completamente dimenticata dai velisti di oggi, quelli della generazione dei foils e di facebook.

La Keelboat è una novità che ci riporta al passato ma sarebbe meglio non trarre le conclusioni troppo velocemente. Aspettiamo e vediamo come si presenterà la novità olimpica e dopo. Insomma tutte belle riflessioni che però non prendono in considerazione l’aspetto politico della vicenda. Ma questa è tutta un’altra storia…

 

 

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami