Mariolino Di Fraia: l’anima della classe J24

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Mariolino Di Fraia: l’anima della classe J24

By Sailingsardinia   /     feb 04, 2022  /     Varie  /  

9c946044-d002-4ca5-b744-0d95d71287eaMariolino Di Fraia è la classe J24 in Sardegna e forse anche in Italia. Nessuno più di lui è stato ed è devoto sostenitore del diffuso monotipo. Raramente il suo Botta Dritta ha mancato qualche appuntamento nazionale ed internazionale, raccogliendo tanti grandissimi risultati. Scaltro regatante, raramente ha lasciato qualche punto agli avversari e meriterebbe un premio alla carriera agonistica. E’ sicuramente uno dei velisti più quotati in Sardegna e ora è anche un personaggio leggendario tra gli skipper dell’arcipelago di La Maddalena

Raccontaci come hai iniziato ad andare in barca

Da ragazzo amavo i motori, le moto erano la mia grande passione. Dedicavo lunghi pomeriggi ad elaborare il motore della mia moto da cross, ricordo che spesso mi capitava di andare a scuola con pezzi del motore nello zaino. Poi, appena patentato, l’altra mia grande passione il rally, dico sempre che sono un miracolato per le pazzie che ho fatto con la mia auto. Fino ad allora, il mare mi interessava poco ma, ero incuriosito delle barche a vela che per me  inspiegabilmente riuscivano a risalire il vento. Fu subito dopo essermi congedato dal servizio militare che mio nonno mi regalo un vecchio 420 recuperato dal club med. Senza capici niente, lo restaurai completamente e una volta finito, insieme al mio amico Luigi, mi appassionai alla vela. Le prime uscite, le prime regate, le scuffie, tutto era entusiasmante. Fu cosi che abbandonai i motori e mi dedicai completamente alla vela.j24Ciccolo (sn) e Di Fraia (dx)

Il mare è sempre stato la tua vita, sia per professione, sia per diletto…

Come scritto nel precedente messaggio, il mare non era la mia grande passione. Studiavo all’istituto tecnico nautico con un certo distacco. Nel 1977 mi imbarcai sui traghetti da mozzo e complice la mia nuova passione per la vela mi sono sempre distinto per impegno e dedizione sul lavoro. La vela mi ha aiutato moltissimo a vivere il mondo del lavoro con passione. Ricordo di una traversata con il traghetto Bonifacio, di cui ero il timoniere, il mare era in burrasca e le onde erano veramente molto alte, il comandante evidentemente preoccupato, dall’aletta mi avvertiva dell’arrivo delle onde più alte. Con voce ferma le dissi che non era necessario, le sentivo al timone. Ero un tutt’uno con la nave e con soddisfazione portavo la nave in porto serfando le onde. Quindi per lavoro e per diletto il mare è diventato il mio elemento naturale dove mi sento maggiormente a mio agio.

 

Tanti anni da leader nella classe J24. Parlaci dei tuoi avversari, quelli dei vecchi tempi e quelli attuali

Il j24 arriva nel 1989. Il mitico Botta Dritta mi fu affidato dall’Ing. Luigi Carpaneda e da li inizio la lunga frequentazione in numerosi campionati Nazionali e Internazionali. 4295_1126136043582_473079_nFormai un equipaggio che fino a pochi anni fà era granitico, sempre gli stessi, affiatatissimi. Maturammo tutti insieme incontrando i migliori timonieri mondiali. In tanti anni ci siamo confrontati su moltissimi campi da regata. Ricordo, solo per citarne alcuni, Vascotto, Larson, Chieffi, Casale e tanti altri. Sinceramente negli anni d’oro, quando la classe era il punto di riferimento dei monotipi, quando scendevano in acqua un centinaio di J24, il mio equipaggio ha sempre fatto la sua bella figura. Il miglior risultato lo raggiungemmo in Germania quando arrivammo secondi al Campionato Europeo. Ci furono anche altri importanti risultati, non ricordo quante volte siamo arrivati secondi nei campionati Nazionali, purtroppo non siamo mai riusciti ad arrivare primi. A livello regionale, per molti anni abbiamo dominato su tutti campi. A quei tempi la classe era molto partecipata con timonieri di altissimo livello, Pardini, Mura, Murgia solo per citarne alcuni. Negli ultimi tempi non c’è dubbio che l’equipaggio di Vigne Surrau con Aurelio ed Evero sono i più forti, un equipaggio formidabile, punto di riferimento ma, qualche volta, una zampata riusciamo a darla anche noi.

1480495484Tutto vola sui foil. Perchè continuare a fare regate in J24?

I foil li vedo come una vela per giovani atleti dove la velocità e tutto. A mio modesto parere la vela è altro. E’ sopratutto intuizione, la velocità non è importante basta arrivare un centimetro prima dell’avversario.

Perchè ora i giovani abbandonano così presto?

Dalla scuola di vela sulle derive al passaggio alle barche a chiglia fissa c’è un vuoto dovuto principalmente alla poca attività dedicata a questo tipo di barche. E’ necessario che i circoli incentivino la formazione di nuovi equipaggi partecipando a regate sui monotipi. Sono convinto che se ogni circolo avesse un J24 a disposizione per i ragazzi della scuola di vela ci sarebbero molti ragazzi che parteciperebbero alle nostre regate. Certamente le difficolta ci sono ma è l’unica soluzione che vedo.Mariolino Di Fraia Foto YCPR Nanni Ono_ copia

Vivi in un isola di un’isola. Pregi e difetti per l’attività sportiva

La Maddalena è un posto favoloso. Fare vela qui è quanto di meglio si possa aspirare, il vento non manca mai e ci sono tutte le variabili che caratterizzano il nostro sport. Purtroppo i Circoli presenti all’isola sono mal gestiti, a parte un periodo favorevole alla guida di Marina Perrot poi c’è il nulla.

507afab8-eb29-487a-9d8c-2a71149ea18aSi dice che tu  sia il miglior skipper che un turista possa trovare per veleggiare nell’arcipelago

Mi sa tanto di presa in giro. Sicuramente come Skipper di barche a vela a noleggio cerco di dare il massimo, lo faccio con naturalezza, trasmettendo ai miei clienti l’amore per il mare e la vela. Molto spesso ci riesco.

Hai mai pensato di fare il giudice di regata?

Penso che sia un ruolo molto importante, a volte devono prendere delle decisioni importanti, possono salvare una manifestazione con le loro decisioni. Mi è capitato spesso di essere critico nei loro confronti. No, non è per me.38be14ae-6cf6-4517-ae2f-6611488b05ef

Cosa manca allo sport della vela ora. Se potessi, cosa faresti subito?

Penso di aver già risposto a proposito dei giovani. Cosa farei subito? Ho più volte chiesto ai vari presidenti di Zona e Nazionali una convenzione con i traghetti per il continente veramente vantaggiosa. Purtroppo i costi delle trasferte per noi sardi sono proibitivi. La FIV, il CONI e la Regione dovrebbero interessarsi a questo problema ma si sa noi velisti non contiamo nulla.

Viva la vela, viva le regate

 

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