Matteo Paulon e Cesare Barabino: pochi cinghiano come loro

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Matteo Paulon e Cesare Barabino: pochi cinghiano come loro

By Sailingsardinia   /     nov 12, 2021  /     Varie  /  

ImmagineMatteo e Cesare, Cesare e Matteo. Una volta uno, una volta l’altro…Gli ultimi anni dell’attività giovanile Laser ha avuto questi due nomi sempre tra i protagonisti delle classifiche nazionali ed internazionali.

Puntualmente abbiamo avuto su Sailing Sardinia i loro commenti post regata attraverso i quali abbiamo provato a conoscerli meglio. Loro però sono sempre stati super tecnici, molto professionali e quindi abbiamo voluto provare a conoscerli meglio con una intervista doppia.

 

Raccontaci i tuoi primi anni in barca…

10350335_780753215353556_3764116972625734078_nCesare Barabino. Nella fase iniziale sicuramente i genitori sono stati determinanti: nella mia famiglia è obbligatorio saper andare in barca saper navigare ed essere marinai. Dopo che ho imparato a tenere il timone ho potuto scegliere se continuare con l’attività agonistica oppure no. La mia carriera in optimist è iniziata subito al meglio con la vittoria di due titoli nazionali consecutivi nella categoria cadetti, risultati ottenuti grazie a mio padre che è rientrato nel mondo delle derive fondando lo Yacht Club Olbia per allenare me, mia sorella e la squadra agonistica. La mia carriera optimist è stata abbastanza breve con soli due anni nella categoria juniores ed è terminata con il terzo posto al campionato europeo in Galles. Faccio tutt’ora parte del club come atleta della squadra laser e ciò che preferisco è che si concentri tutta l’attenzione sulla squadra, sugli allenamenti e sui risultati, senza che ci siano distrazioni.

ciabattiFHD0168Matteo Paulon. Ho iniziato ad andare in barca quando avevo 5 anni, Papà mi aveva fatto provare perché è sempre stato nel mondo della vela e tuttora è il suo lavoro, è grazie a lui se mi sono appassionato. Iniziai al Club Nautico arzachena il mio primo corso di vela estivo con Sandro Piredda, che l’anno dopo decise di farmi lavorare un pochino con i più grandi. Entrato in agonistica non feci mai niente di molto importante, vinto qualche zonale qua e là, ma niente di che. Quando avevo 13 anni ci staccammo dal CNA e i miei insieme a tanti altri genitori crearono lo Yacht Club Cannigione. Da lì feci qualche regata un pochino più importante come interzonali e poi nazionali, tutte queste trasferte con un gruppo bellissimo di tutti sardi. L’ultimo anno di optimist rimasi da solo con Lorenzo Bassu e feci la regata migliore che avessi mai fatto in optimist, la seconda selezione per Mondiali ed Europei a Crotone del 2015, avevo quasi sperato di riuscire ad andare agli europei ma non ce la feci. Non ho mai brillato seriamente nell’optimist ma riconosco la base che mi ha dato per andare molto meglio nel Laser. La cosa più bella dello Yacht Club Cannigione era sicuramente l’atmosfera è a renderla così bella è stato sicuramente il mio ex coach Nicola Capriglione, avendo anche vissuto per un po’ in casa mia lo reputo un fratello più grande, mi ha dato tanto e lo riconosco. La squadra era fantastica eravamo molto legati uno all’altro. Del Circolo Vela Torbole la cosa migliore è sicuramente la gente che ci gira attorno e i vari personaggi del mondo della vela che si vengono ad allenare durante l’anno. Diciamo che a livello agonistico il Lago ha sicuramente qualcosa in più.

Vela agonistica in Sardegna o al Garda. Pregi e difetti delle due location

Cesare. Adesso in Laser capita spesso di doversi spostare per gli allenamenti, sia la Sardegna che il Lago di Garda sono ottimi posti per allenarsi che sicuramente portano a tipi di allenamento differenti, io personalmente preferisco la Sardegna però rimane sicuro il fatto che al lago ci siano gruppi di allenamento più numerosi.

Matteo. Penso che il Laser abbia così successo perché è la classe olimpica più diffusa nella vela e molta gente, penso come me, preferisca stare da sola in barca. Per il fatto del cinghiare… siamo sicuramente masochisti… No scherzi a parte, a me quello che mi fa venire la voglia di cinghiare è la competizione.

Laser, perchè ha tanto successo? Qual’è il piacere di cinghiare tanto?

Cesare Il laser è una delle barche con più successo sicuramente grazie al costo relativamente basso in confronto alle altre classi e anche perché essendo singolo rende tutto più facile dal punto di vista di organizzazione. Il piacere di cinghiare tanto viene dal fatto che bisogna unire la fatica di un atleta che corre la maratona alla mente e alla concentrazione strategica di un giocatore di scacchi.

255390648_4427102273991478_4803181606673744576_nMatteo. Penso che il Laser abbia così successo perché è la classe olimpica più diffusa nella vela e molta gente, penso come me, preferisca stare da sola in barca. Per il fatto del cinghiare… siamo sicuramente masochisti… No scherzi a parte, a me quello che mi fa venire la voglia di cinghiare è la competizione.

Quanto ti alleni in mare e quanto in palestra? E lo studio?

Cesare. Gli allenamenti sono mediamente quattro in palestra a settimana e dalle 4 alle 6 uscite in barca in base al periodo, quindi diciamo che lo studio risulta al momento abbastanza difficile da abbinare.

Matteo. In mare e in palestra mi alleno tanto ma dipende dal periodo, adesso per esempio cercherò di darci dentro soprattutto con la palestra e in acqua cercherò di allenarmi qua e là anche un po’ all’estero, però di solito tendo a lavorare quasi tutti i giorni della settimana (5-6).Adesso che studio Scienze Motorie a Verona è un pelo più difficile conciliare tutto ma si può fare sicuramente, gli orari infatti non sono il massimo in Università ma quando non ci vado cerco sicuramente di lavorare o in palestra o in barca.

Con le ragazze come va?

Matteo. Con le ragazze va abbastanza bene dai ahahaha… non mi aspettavo un domanda del genere.

Paul Elvstrom diceva: se vinci una regata perdendo il rispetto dei tuoi avversari non hai vinto un bel niente. Paul Cayard dice: sfruttare bene il regolamento, è come avere la tua barca che va mezzo nodo più delle altre. Ti senti più vicino ad Elvstrom o a Cayard?

Cesare. Io ho sicuramente un approccio più vicino al pensiero di Paul Elvstrom, non ho ancora mai fatto ne subito una protesta quindi diciamo che non mi affido molto al regolamento per superare un avversario.

Matteo. Io penso che i due Paul avessero ragione entrambi, infatti ritengo che mentre sei in competizione passi in un altra vita: tutti sono avversari, anche i tuoi migliori amici, è le regole sono lì per essere rispettate e molte volte ti possono far vincere una regata. In poche parole non penso che usando tutte le tutte le carte che hai in mano per poter vincere una regata ti faccia perdere rispetto in una persona. Io al mondiale Isaf del 2019 a Gdynia venni protestato da un Turco, che poi vinse… certo mi rode ancora ma sicuramente avevo sbagliato e lui ne ha approfittato, ma io lo rispetto e soprattutto siamo amici. Penso che il rispetto degli altri regatanti lo perdi in altri modi…

Come si fa a pompare senza farsi vedere dai giudici?

119979289_3327415557353963_4034726562132573448_nCesare. In laser la regola 42 svolge un ruolo molto importante poiché la conduzione che consente alla barca di avere una buona velocità risulta sempre molto al limite del regolamento, se non rischi la gialla vuol dire che non stai lavorando abbastanza e che quindi stai andando troppo piano, bisogna quindi sempre sapere dov’è il giudice e rischiarla un po’ meno quando guarda.

Matteo. Non ti so dire come non farsi beccare pompare dai giudici ahahah. Ultimamente sto prendendo un po’ di gialle a regate in cui pensavo di non prenderle per nessun motivo, non entro però in argomento sennò non finisce più…

In che condizioni sei più veloce tu e quando lui?

Cesare. Con Matteo è da qualche anno che progrediamo insieme, al momento forse lui ha un po’ più di sprint con vento forte di bolina mentre io forse sono un pochino più veloce con vento leggero, abbiamo entrambi un ottima velocità e gestione delle andature portanti.

Matteo. Con Cesare ci siamo allenati praticamente quasi sempre assieme da quando sono salito in laser e lo reputo sicuramente uno dei motivi della mia crescita; penso che lui con poco vento abbia sicuramente una marcia in più di me, con tanto vento ci divertiamo entrambi ma di bolina forse in questo momento io sono un più a mio agio, soprattutto grazie alla mia statura; di poppa siamo molto forti entrambi però penso che lui sia più costante, io ogni tanto alterno dei brutti momenti.

Qual’è stato, finora, il momento più bello e quello più brutto della tua carriera

Cesare. Nella mia carriera per ora ci sono stati tanti momenti belli, forse identifico come momento di maggior soddisfazione la vittoria del mondiale under 17 Radial in Germania a Kiel con il sesto posto assoluto in una classe nella quale avevo iniziato ad andare da poco, probabilmente il momento più bello poiché era qualche mese dopo invece un amara sconfitta in Polonia a Gdynia al mondiale 4.7 nel quale da favorito avevo chiuso in sedicesima posizione.

52146503_2111181932282512_5398405464482381824_nMatteo. Penso che il momento più brutto della mia vita in barca fin ora è stato l’europeo ad Atene del 2019, in questa regata speravo di andare molto meglio e ho sofferto tanto le condizioni nonostante il mio passo fosse molto buono, emotivamente è stata un po’ dura, la presenza di mio padre mi aveva aiutato tantissimo.
Il momento più bello è stato sicuramente al mondiale U21 a Gdynia di quest’anno. È stata la mia prima medaglia a un campionato internazionale e sicuramente la ricorderò per sempre, momento unico…

Programmi per il futuro?

Cesare. Per il futuro ho in programma tanto allenamento sia fisico che in barca che mi permetta di poter iniziare a regatare un pochino più avanti nelle regate assolute, sempre tenendo gli obiettivi sull’under 21.

Matteo. Per il futuro si sa, l’obbiettivo è sempre solo uno tra di noi, so che è molto difficile e sono ancora molto lontano, ci sarà molto lavoro da fare.

 

 

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