Quando l’albero non è stagno…

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Quando l’albero non è stagno…

By Sailingsardinia   /     gen 18, 2017  /     Varie  /  

15977137_10207908619822030_1595895615875323616_nSono in tanti a pensare che la vita non sia abbastanza piena, senza un po’ di avventura, senza una sensazione di incertezza, di rischio, almeno per un po’.

Taluni cercano di appagare questa pulsione praticando sport estremi, altri pensano di rivolgersi ad agenzie turistiche specializzate in trekking e roba simile, dove a suon di migliaia di euro, si può comprare l’illusione di vivere un’avventura.

Noi, …no!

Noi abbiamo scelto di praticare uno sport, appena fuori dalle righe, l’Hobie Cat, …bello, …acrobatico, tutto sommato …a buon mercato, con una barca a vela che, anche lei, come tutte, ha i suoi difetti.

Si, lo so, abbiamo passato anni ad elogiarne i pregi, e forse qualcuno, noi compresi, si era convinto che non potesse avere difetti.

Invece, anche lei (quando tradisce, …è donna!), quando meno te lo aspetti, …pac, ti tradisce, ti molla, e quando c’è il mare di mezzo, l’avventura è assicurata!

Uno dei punti che può produrre il tradimento, è l’albero.

La facile raddrizzabilità della barca dopo una scuffia, è strettamente collegata all’albero, al fatto che sia stagno, quindi rimane pieno di aria, e, tendenzialmente galleggiante. Credo che la regola di stazza che impone che l’equipaggio debba avere il peso minimo pari a 139 chili, sia, in realtà, frutto del calcolo del perso necessario per poterla raddrizzare agevolmente. Chi pesa di meno, ha bisogno dell’aiuto del vento (sempre che sappia farsi aiutare, orientando il tendalino,a barca scuffiata dalla parte giusta).

Dopo, mediamente una dozzina di anni, come un orologio, l’albero perde la sua impermeabilità, …solo che lo fa senza preavviso. E siccome sono pochi, io non ne ho mai visto uno, a farsi prendere dallo sghiribizzo di ristagnare l’albero (una solenne rottura di ……scatole: togli rivetti, silicona, rimetti rivetti, 10 minuti sulla carta, 2 giorni di buona manualità nella pratica), allora, prima o poi, ci tocca.

Ed il giorno che scopriamo che il nostro albero non è più stagno, quasi mai è un giorno di vento leggero, costante, di mare, che la barca scuffiata, si avvicina a terra…

Noooo, ti capita un giorno che sembra che la sfiga abbia congiurato per settimane, praticando riti woodoo, sul suo piccolo hobie di pezza, infilzandolo con spilloni, con il tuo numero velico.

Questa settimana, ultima giornata dell’interminabile criterium dei due anni, la sorte si è accanita sull’equipaggio Bandino-Medda.

Vento di maestrale, apparentemente medio, ma a tratti, a sorpresa, decisamente fresco, che dopo 20 minuti di tentativi di raddrizzamento, la terra, ed il campo di regata, sono diventati piccoli piccoli; temperatura attorno ai 10 gradi centigradi, che annaspando tra le onde, appena ti fermi, rimani “siccato” (termine sardo, lascio intuire i vari significati) con l’acqua che ti è entrata nella muta, nei capelli, nelle orecchie, ed in ogni orifizio disponibile, ed ora ghiaccia! Che già il primo contatto con essa era da incazzatura e pelo irto da gatto in atteggiamento terrifico, ora si è raffreddata, e tu giaci inerme, nel mare, senza energie, polmoni sfondati,  avambracci e polpacci coi crampi, l’occhio, partito da siberian husky alla partenza di un viaggio, si è trasformato in occhio di coker, in età avanzata, e sindrome da abbandono acuta.

…Questa è avventura! Ma il gommone, ci avrà visto, scuffiati? Si ricorderanno di noi? E quando? Non intenderanno fare altre prove, e poi venirci a cercare in mezzo al mediterraneo buio. E poi, se noi, quasi non vediamo loro, loro, come faranno loro a trovare noi?

Ma si, meno male che  c’è il criterium, con tutto il suo apparato organizzativo, con un gommone, con del personale esperto (Fulvio Fiorelli e Marta Scanu), e l’esperienza diventa solo un pretesto per mettere alla prova la strabordante passione di Riccardo ed Elena, per questo 14 gennaio, ma prima o poi tocca a tutti, e molto presto tutto questo sarà un bellissimo ricordo, ed un monito per tutti: solidali con chi è in difficoltà, sempre, e ad ogno costo!

La giornata, anche a causa dell’episodio, si è conclusa con due prove disputate, una quindicina gli equipaggi in campo. La partenza è risultata vantaggiosa in boa, il maestrale di intensità e direzione decisamente variabili.

I migliori di giornata Piero-Gessa-Roberto Dessy e Domiziano Nenna-Giuseppe Pilota, con un primo ed un secondo posto ciascuno, seguiti da un Alessandro Balia, questo sabato con Luigi Maccioni, in continua crescita (4, 4).

La classifica finale del criterium dei due anni, sancisce la vittoria di Piero-Gessa-Roberto Dessy, secondo posto per Maurizio Nese-Alessandra Frongia, seguiti da Alberto Congiu-Giulia Clarkson, sostituita da Roberta Masala nei casi di indisponibilità.

Sabato prossimo, è atteso l’inizio di un nuovo criterium, intanto l’inverno si è fatto avanti…

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