Un inizio che ci ha fatto sognare…

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Un inizio che ci ha fatto sognare…

By Sailingsardinia   /     set 03, 2018  /     Varie  /  

Fraglia Vela Riva, ItalyEccoci qui a raccontare che evento straordinario sia stato per noi di Aria il mondiale J24 di Riva del Garda.

Siamo fisicamente partiti da Olbia il 24 agosto ma la nostra preparazione era iniziata da febbraio. L’acquisto delle vele, i biglietti del traghetto, la prenotazione dell’Hotel, l’accordo con il cantiere Tecnoresine per i lavori sull’imbarcazione erano stati programmati con largo anticipo affinchè non ci fossero sorprese.

Il nostro arrivo a Riva del Garda però non è stato dei migliori: mentre trasportiamo la barca si buca una gomma del carrello, il cric si rompe e noi ci mettiamo quasi un’ora a cambiarla. Arriviamo troppo puntuali all’appuntamento delle stazze e, visto che quando ci fanno il precontrollo la barca non è pronta, ci rimandano la stazza prima alle 18 e poi al giorno dopo. Un po siamo scocciati per il giorno perso ma non ci perdiamo d’animo e preparimo il J24 nei minimi dettagli. Il giorno dopo le stazze vanno alla perfezione, mettiamo la barca in acqua e iniziamo la regolazione dell’albero. Sembra che l’albero sia un po storto rispetto al bulbo e così cerchiamo di raddrizzarlo senza sconvolgere i punti di scotta. Finiamo che il vento sta già calando e così decidiamo di chiudere la giornata andando a fare un po di attività fisica sul cammino del Ponale. C’è chi corre e chi va in bicicletta, comunque è un piacere vederci tutti insieme faticare sulla salita che costeggia il lato ovest di quel tratto del lago di Garda. Da li riusciamo a vedere che con il vento di Ora (quello che viane da sud) nelle fasi calanti le raffiche si concentrano sopratutto sul lato ovest.

Fraglia Vela Riva, ItalyBuono a sapersi per la regata!

Il giorno dopo c’è la regata di prova alla quale pertecipano una sessantina di barche: partiamo bene e regatiamo molto bene. Finiamo decimi con una facilità sorprendente ci domandiamo se sia un caso o se gli altri abbiano regatatato sottotono.

Si arriva al primo giorno di regata: Tre prove in programma corse tutte con l’Ora. Nella prima prova è molto buono a sinistra ma la posizione della boa di bolina e quel poco che sappiamo del campo di regata ci fa presagire un salto a destra del vento e noi decidiamo di partire a destra. Purtroppo poco prima della partenza il vento salta ancora a sinistra e noi partiamo dal lato sbagliato ma liberi di andare a destra.

La barca è molto veloce e piano piano rsaliamo sul resto della flotta.

La bolina molto lunga (1,4 Miglia) e l’atteso salto del vento ci permettono di recuparate bene e passiamo in boa intorno alla ventesima posizione anche perchè, per paura di essere coperti sulla layline, saliamo troppo. I tre successivi lati servono unicamente per recuperare qualche altra posizione e finiamo diciasettesimi. Non male per il primo mondiale di questo equipaggio!

Fraglia Vela Riva, ItalyNella seconda prova ripetiamo quanto fatto la prima ma questa volta il lato destro della partenza è più affollato. Fatichiamo di più a trovare lo spazio ma partiamo lo stesso bene. Andiamo subito a destra e risaliamo sul gruppo. Passiamo in boa tra i primi dieci. In poppa guadagnamo ritornando nell stesso lato da cui siamo saliti e chiudiamo noni (caspiterina!). Ma il capolavoro lo facciamo nela terza prova.

Partenza sempre a destra. Quasta volta ci ritagliamo lo spazio alla grande. partiamo e viriamo subito per andare sul lato scelto. La barca è veloce e con il salto dal nostro lato, unito alla maggiore pressione che c’è quando il vento cala, saliamo proprio bene. In poppa siamo a fianco agli equipaggi che aspirano a vincere il mondiale e la nostra velocità non è da meno. Tutte le manovre ci riescono alla perfezione e, dopo aver controllato nei lati successivi chiudiamo sesti. Non stiamo più nella pelle! Arrivati a terra scoprimao di essere quinti in clasifica e tutti ci fanno i complimenti. Semplicemente meraviglioso. Certo ancora non c’è lo scarto e con quello sappiamo che molti equipaggi quotati risaliranno ma noi ci godiamo il momento. Un dubbio però non mi lascia in pace. Come mai Aria è così veloce? Non è una domanda da poco: ho paura che semplicemente abbiamo avuto fortuna nelle regolazioni in quella condizione (intorno ai 16 nodi con alternanza di fiocco e genoa) e che, al cambiare delle stesse, tutto possa starvolgersi.

Alla fine della regata ci viene offerto, come sarà poi tutti i giorni, un rinfresco a base di pizza e birra e andiamo in hotel felici con il telefono che squilla in continuazione.

Il secondo giorno ha condizioni simili al primo. Questa volta le partenze non ci riescono bene come il giorno precedente ma c’è un elemento confortente: con un paio di virate riusciamo sempre a liberarci e a navigare liberi. Finiamo ventesimi nella prima prova e dodicesimi nella seconda. Entra in gioco lo scarto e passiamo noni in classifica.

Siamo comunque soddisfatti della posizione ma un po delusi di come sono andate le partenze. Aria continua ad essere veloce.

E’ il giorno della cena della manifestazione che in realtà è un buffet con DJ che mette su musica. La serata finisce alle due del mattino.

Forse è un po tardi per degli atleti ma cosa ci vuoi fare: è il nosto primo mondiale e bisogna festeggiare!

Fraglia Vela Riva, ItalyL’indomani arriva la giornata che ci sega le gambe. Questa volta il lato destro è molto favorito. Il Comitato porta molto in alto il controstarter di sinistra per distribuire la flotta. IL risultato è che, dopo la partenza, tutti si mettono mure a sinistra per andare a destra.

Noi facciamo delle partenze non belle ma, a differenza del giorno precedente, non troviamo spazio per navigare liberi. E’ snervante navigare sotto i rifiuti di nuvanta barche. Sembra che la barca non cammini più e non faccia più prua. La mancanza di comunicazione tra noi, dettata dallo sconforto, aggrava le cose. Nella seconda bolina fatichiamo ad andare a destra e perdiamo ancora più posizioni. Ciudiamo 61mi e 54mi.  In classifica scendiamo al sedicesimo posto ma non è quello che ci da fastidio. E’ sopratutto il fatto che non abbiamo reagito alle difficoltà. Non abbiamo provato a recuperare e questo anima le nostre discussioni post regata.

Il quarto giorno non si porta a termine una prova. Danno solo una partenza prima che il Peler (vento da Nord) cali. Noi conosciamo molto bene quel vento visto che agli Italiami abbiamo fatto più della metà delle prove in quelle condizioni. Sappiamo che poco prima della boa di bolina ci sarà una rotazione a destra perciò, anche se il lato sinistro sembra avere più pressione ci teniamo al centro. Passiamo quarti alla boa di bolina con quasi tutti i migliori dietro, anche se poi, duratnte la poppa il vento cala del tutto e la regata viene annullata. Aria è ancora veloce e noi torniamo a terra soddisfati anche se, durante il calo del vento qualche discussione ha animato l’equipaggio.

Fraglia Vela Riva, ItalyL’ultimo giorno il Comitato, viste le pessime preisioni, decide di dare la partenza della prima prova alle 8:30. Stiamo in acqua due ore sotto la pioggia per poi essere mandati a terra. Nenche il tempo di arrivare (ci vogliono circa 50 minuti per rientrare in porto) che già ci chiedono di riuscire. Nel frattempo si alza un bel Peler di più di venti nodi. Ci prepariamo a partire quando, a 30 secondi dallo start, ci viene giù la randa. Si è sciolta la bocca di lupo della drizza e noi siamo costretti ad arrampicarci sino in testa d’albero per poterla recuperare (Gianvito ha avuto l’agilità paragonabile ad ul felino). Pazienza ci rifaremo nella prossima. La senda prova va decisamente bene. Riusciamo all’ultimo a ritagliarci uno spazio libero in partenza. Soffriamo un po nelle prime fasi (oggi Aria non ha la solita prua che tutti ci invidiano) ma poi riusciamo ad andare a destra. Forse troppo a destra rispetto a quanto serviva. Comunque passiamo bene in boa intorno alla quindicesima posizione. In poppa recuperiamo qualcosa e teniamo di bolina. Arriviamo quattordicesimi ma c’è qualcosa che non va nel passo di Aria. Non è come i prim giorni. Oggi i più forti camminano un po più di noi. L’ultima prova è un disastro. Lottiamo come mai per ritagliarci una buona posizione ma JUMPIN JACK FLASH si incastra da sottovento tra noi e un’altra barca. Ci spinge in avanti e non ci permette di avere la solita accelerazione. Troviamo comunque un buco per virare e andare a destra.

Ma la prua proprio non va. Scadiamo per due volte sulla nostra barca di sottovento e alla fine ci troviamo a navigare nei rifiuti. Forziamo un incrocio mure a sinistra e di nuovo JUMPIN JACK FLASH ci prende in pieno a 20 cm dallo specchio di poppa (ma perchè non ci ha evitato?). Ci autopenalizzaimo e proseguiamo. Passiamo la boa oltre il settantesimo posto. Questa volta però non ci demoralizziamo. Ci impegnamo a recuperare e risaliamo sino al 45mo posto. All’arrivo scopriamo però che la spinta alla partenza ci è costata una squalifica.

Fraglia Vela Riva, ItalyAlla fine chiudiamo ventinovesimi, un risultato per il quale avremmo firmato alla partenza da Olbia. Ma rimane il rammarico di non avere regatato sempre al meglio.

In tutto questo c’è una nota positiva. Abbiamo ricevuto una marea di messaggi e telefonate da tutti i velisti Sardi. Tutti ci hanno sostenuto e incoraggiato. Abbiamo veramete sentito l’affetto di chi ci seguiva.

Forse è anche per qusto che sentiamo di aver deluso le aspettative create nella prima giornata.

Una parola all’Organizzazione: Fraglia Vela Riva è stata all’altezza dell’evento. Erano anni che il mondiale J24 non aveva questa partecipazione e loro hanno gestito i cinquecento velisti e le 90 barche con vera professionalità. Nulla era lasciato al caso compresi i sacchetti con il cibo che ci hanno dato ad ogni giornata.

Chiudo Un ringrazamente alla LNI Olbia, proprietaria della barca, che ha permesso di ereguire i lavori sullo scafo e un ringraziamento alla e-cos costruzioni che ci ha permesso di avere le vele all’altezza dell’evento.

Ma il grazie più grande và all’equipaggio di Aria: è stato stupendo passare 8 giorni insieme a Mattia, Fabrizio, Grazia e Gianvito. Sono stati meravigliosi i compagni di questa avventura che difficlmente potrò dimenticare.

 

Un saluto a tutti, Marco Frulio

 

http://www.fragliavelariva.it/node/2585

 

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