Una sola maledetta regata

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Una sola maledetta regata

By Sailingsardinia   /     ago 15, 2016  /     Varie  /  

IMG_1216Non sappiamo con chi prendercela! Irrazionalmente, primi a passarci sono il duo Giulio-Mauro (Guazzini-Pelaschier) in questa occasione, totalmente impreparati, nonchè parecchio distratti,  nel commentare una regata di windsurf. Poi ce la prendiamo con le condizioni meteo e poi con questa maledetta formula che vuole la Medal Race così determinante. Tutti ragionamenti validi solo perchè Flavia non ha avuto il passo dei giorni scorsi, nel caso contrario ora saremmo qui a festeggiare.

Se i commentatori fossero stati bravi, attenti, preparati e meno “soporiferi”, il risultato non sarebbe cambiato.

Se invece il vento fosse stato un pò più robusto, probabilmente avremmo assistito ad un’altra regata e a dei risultati diversi. Una regata di windsurf corsa sotto gli otto nodi di vento, si avvicina più allo sport della canoa che allo sport della vela. La regata con le ariette è una competizione di forza, che premia chi pompa di più e chi resiste di più. Quando non si plana, la vela viene usata per “remare nell’aria”, dando un colpo a destra e uno a sinistra, esattamente come in canoa. Non appena il vento permette alle tavole di planare, allora si smette di pompare e si viaggia veloci senza deriva, scaricando tutta la forza solo sulla pinna. In windsurf, andare con vento leggero e andare con vento planante è come fare due sport diversi. Calza bene l’esempio preso dagli sport invernali: il windsurf con vento leggero sta al windsurf planante come lo sci di fondo sta allo sci di discesa. Conoscete qualche fondista che sia di alto livello anche in discesa? Flavia è una buona, un’ottima, discesista, ma nel fondo soffre un pò. Oggi ha avuto la sfortuna di doversi confrontare, nella regata più importante della sua vita, in una gara di fondo, disciplina che non è la sua. Se la gara finale fosse stata di discesa, la nostra avrebbe sicuramente detto la sua!

13906739_10154574514315757_5935620927603538782_nLa Medal Race è una regata che conta il doppio rispetto alle altre prove, nata per dare spettacolarità allo sport della vela. Conti alla mano, se questa regata avesse avuto lo stesso valore delle altre regate, Flavia avrebbe avuto la medaglia di bronzo al collo, nonostante la sua mediocre prestazione, invece, con il punteggio doppio della Medal, la nostra è finita sesta, lontano dal podio. Ovviamente, ora tra gli italiani, è partita la discussione su quanto sia giusto che la Medal possa condizionare cosí pesantemente un intero campionato fatto di dodici prove…c’è poco da discutere, la formula è questa e ci si deve adattare e i campioni sono quelli che vincono sulla tensione agonistica creata da una finalissima. D’altronde la medaglia nei 100 mt di atletica viene assegnata nella finale, non calcolando le batterie di qualificazione.

13912353_493055924237978_4257510518798303681_nFlavia. Comunque si può discutere per ore su questa mancata medaglia, sui perchè, e per come, ma di base Flavia oggi non c’era. Partenza buona, prudente il tanto giusto per essere una che, dall’alto della sua leadership in classifica, si sta giocando la vittoria finale,ma poi è mancato il passo. Senza passo la regata è diventata incolore. È sembrato che si sia arresa alle brutte condizioni dl vento, come se sapesse che “tanto in queste condizioni io non cammino”. La cosa positiva è che sembra (visto da foto e tv)  l’abbia presa bene, senza perdere quel suo magnifico sorriso che l’ha resa una delle surfiste più simpatiche e carine di tutto il circus. E se dopo una sconfitta cosí, riesci a non perdere il sorriso sei una grandissima!

13895405_10206828231759785_2553652668918853784_nPer Mattia Camboni, invece, il compito era mooolto meno stressante: il suo obbiettivo era entrare in Medal, ci è entrato da ottavo avendo pochi margini di perdita e di crescita. Ha impostato  una regata aggressiva, con delle scelte “creative” che gli sono andate male, ma il bottino, per lui, non era cosí ricco. Finire decimo o finire ottavo o settimo, cambia poco, la differenza è stata entrare o no in Medal e In questo caso Mattia aveva già vinto. Con questa olimpiade Mattia lascia l’indelebile segno della sua fresca simpatia, della sua spontanea giovinezza ma anche della sua genuina comunicazione (nella vela c’è tanta falsa comunicazione) che lo hanno reso uno dei personaggi più sani della spedizione azzurra.

13920766_1072988719403688_4562439225064336322_nPoi abbiamo avuto Vittorio e Silvia. Tutto l’ambaradan sulle Medal dei surf non ci ha fatto perdere di vista le prestazioni dei nostri sul Nacra. Si presenteranno alla Medal da secondi, a cinque punti dal primo (che non è piu l’australiano). Il secondo posto rassicura ma, punteggio alla mano, non è che sia cambiato tantissimo da ieri quando nella classifica risultavano sesti. L’essere secondi, anzi, può essere un peso psicologico notevole, soprattutto quando, a distanza ravvicinatissima, ci sono altri due equipaggi e, poco più distanti, altri due barra tre. In tutto questo quadriennio il team Bissaro-Sicourí hq mostrato una forza di testa difficilmente imitabile, soprattutto in occasione delle Medal Race. Oggi per loro giorno di pausa per seguire con noi le prestazioni di Giulia e Francesca (Conti-Clapcich)

 

Il video che presenta i dieci Medalist

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