Veleggiate e regate ORC: che fare?

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Veleggiate e regate ORC: che fare?

By Sailingsardinia   /     nov 20, 2019  /     Varie  /  

PhRM-6809Le regate a compensi sono sempre state al centro di grandi ed interminabili discussioni e col passare del tempo la musica non sembra cambiare.

Normalmente sotto accusa sono le formule di compensazione che hanno il difficilissimo compito di far regatare ad armi pari barche tutte diverse. Ultimamente  la discussione si è spostata sul diverso ruolo che hanno le Veleggiate e le regate ORC, due modi di affrontare la “competizione” tra barche a vela. Le prime hanno più successo, soprattutto sono più goliardiche e meno agonistiche; le seconde dovrebbero essere per i velisti puramente agonisti, quasi professionisti, quelli che “dietro la regata c’è tanta preparazione”. Abbiamo chiesto ad alcuni personaggi un parere su questo mondo dell’altura diviso tra veleggiate e regate ufficiali

.  In questa prima puntata abbiamo i commenti di un membro del Comitato III Zona FIV, un regatante ed un armatore. Seguiranno un organizzatore, un giudice di regata e il Presidente dell’AVAS

Queste le domande:

1)Sembra che le veleggiate con relative picchettate piacciano molto di più rispetto alle regate ufficiali. Perché?

2)Orc IRC, IMS è così via… non pensi che il mondo altura sia un po’ difficile da capire per i non addetti ai lavori?

3)Coppa AVAS. Un trofeo che totalmente al di fuori dei  canali ufficiali. Non pensi che questa sia “concorrenza sleale”?

4)Veleggiate e regate ufficiali: così vicine, così lontane. Cosa si potrebbe fare per avvicinare i due mondi e magari, tramite le veleggiate, avvicinare più persone alla vela “ufficiale”?

5)La FIV che ruolo ha in tutto questo?

 

 

978ff89a-b993-4f65-a7b3-aa6ed1a94938Marco Frulio responsabile Altura Comitato III Zona .

1) Veleggiate e regate sono due mondi che, pur condividendo le stesse imbarcazioni, viaggiano su strade separate. Le prime sono e devono essere un’attività non agonistica all’insegna della spensieratezza e della convivialità. Le regate invece sono la manifestazione dell’agonismo basato su regole condivise. Ció che divide i due mondi sono proprio le regole. È ovvio che quando ci si diverte le regole sono d’impiccio mentre invece quando si compete ‘seriamente’ le regole fungono un ruolo fondamentale.

2) Il mondo delle regate, proprio perché basato sulle regole, non può prescindere dalla conoscenza delle stesse. Nel caso dell’altura la vittoria delle regate è subordinato all’applicazione di compensi basati su formule più o meno complesse. Una volta c’era lo IOR, poi l’IMS. Ora, per le regate della Ns realtà, viene applicato l’ORC. Tale sistema è frutto di costanti studi sulle performance delle imbarcazioni al fine di determinare, in ogni condizione di andatura e intensità di vento, le prestazioni delle imbarcazioni.

Cosí facendo si può determinare in maniera precisa la prestazione dell’imbarcazione e stabilire una classifica che premia i più meritevoli. Il sistema può essere un po’ ostico per i meno esperti ma è sicuramente quello che rende più giustizia agli armatori che investono su scafo e attrezzatura per fare bella figura in regata.

3) l’AVAS sta da tempo facendo un importante lavoro di avvicinamento al mondo del mare di molti armatori. In un incontro ufficiale hanno avuto la ‘benedizione’ della III Zona FIV per il loro scopo condiviso anche dalla Federazione. Splendide sono state le veleggiate da loro organizzate e numerosi gli armatori che vi hanno partecipato. Va ricordato però che queste sono e saranno sempre delle veleggiate in quanto la vela agonistica, per definizione, deve essere basata sulle regole di chi è preposto all’agonismo. L’AVAS non lo è.

4) la FIV, appoggiata dalla III Zona ha inserito, all’interno della normativa d’altura, la possibilità di effettuare delle veleggiate con un compenso studiato dalla FIV stessa. Quello che viene chiamato rating FIV ha peró delle limitazioni per il fatto che le finalità sono quelle di fare entrare gli armatori delle veleggiate nel mondo ORC. Quindi la FIV ci sta già tentando. Sta succedendo però che molti armatori, spesso per carenza di fondi, ma anche per altri motivi più o meno condivisibili, stanno allontanandosi dall’ORC per confluire nelle veleggiate a compenso che di fatto costituiscono un concorrente sleale per le regate ORC. In questo caso la Federazione ha commesso un errore in buona fede e credo che si attiverà per porre rimedio a questa situazione.

5) la FIV, e in ambito territoriale la III Zona, da sempre fa di tutto per facilitare l’attività agonistica degli armatori. In Sardegna io stesso mi sono impegnato da anni per il rilancio dell’attività altomare promuovendo la nascita delle selezioni d’Area finalizzate alla qualificazione al Campionato Zonale ORC. In questo senso la FIV ha fatto uno sforzo immane riuscendo, in un periodo di carenza di Ufficiali di Regata, a coprire i Comitati di tutte le prove delle selezioni d’Area e del Campionato Zonale.

Alcune considerazioni. È indubbio che l’attività altomare in questo periodo, in Sardegna, sta attraversando un periodo di ‘riflessione’. Chi cerca l’agonismo puro spesso regata nelle classi monotipo mentre gli inossidabili delle classi a compenso spesso si trovano invischiati in polemiche sull’applicazione dei rating. È quindi ovvio che gli armatori più Easy cerchino il divertimento nelle veleggiate. Ma quello deve essere divertimento. Senza classifiche e senza compensi. Senza vincitori di nessun tipo. Dove ci sono vincitori e coppe c’è agonismo e solo la FIV è attrezzata di Circoli, regole e UdR per gestire l’agonismo.

 

18766437_222816294891571_7243945435575319946_oAurelio Bini Campione Zonale ORC e J24

1)Piacciono di più , perché i costi sono inferiori. Ho notato che fare le cose in regola, come certificato di stazza o stazzatore e vele adeguate (per migliorare il rating) costa molto. L’unico modo per usare la propria barca con poche spese è fare veleggiate. Penso poi che in Sardegna non abbiamo abbastanza stazzatori.
2)Si certo che è difficile da capire. Ma è ancor più difficile, capire dove mettere le mani per preparare una barca: devi rendere una barca veloce in mare ma lenta in carta
3) Io farei così : In un campionato invernale, farei due classi.Una regata , chiunque usa vele Kite e in regata. Chi vuole partecipare in crociera, solo vele bianche niente Kite Quindi niente gennaker e spi .

4)Può essere una buona idea per mettere in mare più barche possibili . Ma bisogna anche cambiare la mentalità del regatante vero. Se partecipi a una veleggiata con compenso inventato , devi ragionare come se fosse un ritrovo di barche. I valori in mare e delle barche ottimizzate , spariscono del 50 percento. In una manifestazione senza controlli, qualcuno può fare il furbo dando misure diverse , per migliorare il gph. L’esempio che faccio io è: anche se giochi a calcetto con amici , rispetti le regole vere. Anche se è un gioco tra amici. Prendi il pallone con le mani: punizione. La vela è piena di regole e, almeno le basiche , vanno rispettate il più possibile. Conclusione: se vinci un campionato AVAS , per me non è un vanto velico

4)In un campionato invernale, farei due classi. Una regata , dove chiunque usa vele Kite. Chi vuole partecipare in crociera, solo vele bianche niente kite, niente gennaker e spi.

5) La FIV, mette regole rigide e i club piccoli, cercano di scavalcarla per poter fare numero di iscritti alle manifestazioni di (mi dispiace dirlo) basso livello tecnico.

 

12193505_10206416135101298_3726956202783739287_nBruno Contu, Armatore

1. Probabilmente chi vive la vela come momento di svago e aggregazione non sempre trova le motivazioni necessarie per partecipare a competizioni agonistiche che richiedono impegno e preparazione.

2.Le regole si possono studiare e capire, magari il tipico velista amatoriale non ha quella gran voglia di immergersi in quella serie di regole, disposizioni, …. balzelli che esse comportano.

3. Mi sembra eccessivo non condivido questa impostazione. Non vedo motivi di conflitto tra l’organizzazione del campionato e l’associazione che promuove e premia tra i suoi iscritti gli equipaggi che si sono distinti; anzi lo leggerei come incoraggiamento ad una maggiore partecipazione

4. A mio parere Il mondo velistico amatoriale non è così attratto a partecipare ai circuiti ufficiali della vela agonistica. La vela agonistica d’altronde si sta evolvendo rapidamente, basta pensare alle imbarcazioni con i foil ed al tipo di preparazione che richiedono. D’altro canto a me sembra, ma è una mia riflessione personale, che la Fiv con gli ultimi regolamenti di regata, abbia voluto marcare ulteriormente la differenza spingendo decisamente verso la certificazione Orc. Tantissimi non capiscono le ragioni di un costo così elevato di una certificazione club.

5. La Fiv è fondamentale per la promozione , la regolamentazione dello sport velico agonistico e per il sostegno delle società sportive in cui si pratica la vela agonistica. Il mondo velico amatoriale invece, deve poter esercitare la propria passione,  organizzare i propri eventi  amatoriali , come di fatto succede, anche al di fuori di questo contesto

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