Veleggiate e Regate ORC: parte seconda

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Veleggiate e Regate ORC: parte seconda

By Sailingsardinia   /     nov 21, 2019  /     Varie  /  

PhRM-6793L’argomento coinvolge tante persone e anche sulla nostra pagina Facebook in diversi hanno dato il loro contributo. L’altura a compensi si presta ad infinite discussioni che da sempre animano il mondo della vela dei cabinati.

Questa volta, nell’ordine abbiamo il parere di Marco Giampà, stimato giudice internazionale, Carlo Cottiglia Presidente dell’AVAS (Armatori Vela d’Altura Sardegna) e Franco Ricci, organizzatore dell’Invernale di Capitana

564097CD-9E09-4923-87B9-A226F0F8C67FMarco Giampà Giudice Internazionale

Premesso che il discorso (vela in generale) è meritevole di una più ampia discussione provo a dare sinteticamente delle risposte da unpunto di vista meramente tecnico.

1. Sembra che le veleggiate con relative picchettate piacciano molto di più rispetto alle regate ufficiali. Perché?
Le due “discipline” di rivolgono a utenze diverse: da una parte abbiamo gli “amatori” dall’altra gli “agonisti”.

Per i primi non si applica il Regolamento di Regata (tutto è quindi all’insegna della semplicità), per i secondi si applica il Regolamento standard oltre alla Normativa per l’Altura (con tutte le complessità tipiche della specialità).

E’ doveroso sottolineare che le veleggiate NON sono regate e come tali vanno vissute….

…ricordo che (come cita la Normativa Federale) l’utilizzo improprio dell’attività velica del diporto a fini sportivo-agonistici (quali Campionati, circuiti in più prove… eccetera) sarà soggetto ai previsti provvedimenti disciplinari … pertanto non si può pensare di partecipare a una veleggiata come se si corresse la Medal Race… di fatto sono due approcci completamente diversi.

2. Orc IRC, IMS è così via… non pensi che il mondo altura sia un po’ difficile da capire per i non addetti ai lavori?
Senza dubbio… in realtà lo è anche per gli addetti, le discussionisul tema sono all’ordine del giorno. E’ nella natura della specialità, del resto se si vogliono fare correre insieme barche diverse questo è lo scotto da pagare… in fondo nessuna novità sotto il sole.

3. Coppa AVAS. Un trofeo che totalmente al di fuori dei canali ufficiali. Non pensi che questa sia “concorrenza sleale”?
Concorrenza sleale verso chi ? Come detto prima stiamo parlando di due discipline diverse, chi si iscrive all’uno piuttosto che all’altro evento è ben cosciente di ciò che offre la manifestazione a cui ha scelto di partecipare e di conseguenza si suppone sappiacome interpretare la “competizione”.

E poi perché dire che è fuori dai canali ufficiali ? Mi risulta che AVAS esista con anche la benedizione di mamma FIV… più ufficiale di così !

Inoltre leggo sulla pagina FB che lo scopo di AVAS è: “Collaborare con i circoli organizzatori delle manifestazioni veliche con l’intento di incrementare il numero dei partecipanti e la riuscita generale degli eventi, creare un punto di incontro tra armatori ed equipaggi per avvicinare nuovi potenziali appassionati alla vela d’altura, coinvolgere nuovi armatori nella partecipazione di regate e veleggiate, ridurre i costi di gestione per gli armatori generando convenzioni e collaborazioni virtuose, rappresentare gli associati in seno ad enti e strutture private e pubbliche, creare collaborazione e cooperazione tra associati, organizzazione diretta di eventi velici e culturali, creare collaborazioni con i circoli degli altri porti presenti in Sardegna al fine di creare interesse e partecipazione a tutte le manifestazioni veliche organizzate nell’isola”, sarebbe poco lungimirante, da parte di chiunque, non concordare con questo spirito… no ?

4. Veleggiate e regate ufficiali: così vicine, così lontane. Cosa si potrebbe fare per avvicinare i due mondi e magari, tramite le veleggiate, avvicinare più persone alla vela “ufficiale”?
Sebbene l’uno sia propedeutico all’altro a mio avviso restano due universi separati,  gli armatori devono (o quanto meno dovrebbero) avere ben chiaro il loro obiettivo: qualcuno potrà essere felice di fare l’uscita in compagnia/in famiglia senza troppe pretese, qualcun altro con ambizioni maggiormente agonistiche potrebbe viceversa desiderare la regata vera nella quale cimentarsi in modo più tecnico… In entrambi i casi con i pro e i contro delle due alternative.

5. La FIV che ruolo ha in tutto questo?

Uno degli scopi della Federazione è quello di “promuovere, propagandare, organizzare e disciplinare l’attività velica e in particola lo Sport della Vela  in tutte le sue forme”.

Qual è l’ostacolo ?

Le Regole dello sport più popolare (il calcio) sono 17 e sono contenute in un libretto di 158 pagine (che spiega tutto).

Le Regole del nostro sport sono 92 a cui bisogna aggiungere le Appendici, le Regole della Federazione, le Regole di Classe, l’Addendum Q, i Casi World Sailing, le Call del Match e del Team Race, le Regulation Word Sailng, le sentenze delle Varie Giurie d’Appello e una miriade di altra documentazione (passiamo abbondantemente le 1500 pagine).

Cio detto ritengo imprescindibile la necessità di diffondere“cultura”. L’impresa è senza dubbio difficile da perseguire: i fattori che posso determinare il successo di una tale iniziativa sono molteplici e non tutti dipendenti da chi si fa promotore di tale azione (preparazione di chi fa cosa, tempi, disponibilità, applicazione personale, risorse tecniche/logistiche/economiche).

Mi pongo alcune domande: che obiettivi hanno gli armatori, le classi e i singoli ?  quale reale interesse di crescita individuale(che poi si ripercuoterà sulla crescita generale) esiste tra gli “addetti ai lavori” ?

In poche parole dove vogliamo arrivare ?  

Una volta avute queste risposte si potrà impostare il lavoro… che in ogni caso sarà a mio parere immane.

Incominciare sarebbe tuttavia un successo già di per se.

Grazie e un saluto a tutti

69375619_1289756684538887_3056211204990042112_nCarlo Cottiglia Presidente AVAS

Sembra che le veleggiate con relative picchettate piacciano molto di più rispetto alle regate ufficiali. Perché?
Bisogna innanzitutto dire che le marinerie di vela d’altura sarde si distinguono notevolmente da quelle continentali, in particolari da quelle del Tirreno Centrale e Settentrionale, sia per il numero di barche e sia per la tipologia. Gli armatori sardi di barche a vela, in particolare cagliaritani, hanno sempre molto apprezzato le veleggiate dove comunque non manca un moderato spirito competitivo, Ne sono esempio le trascorse manifestazioni quali Tiscali o Sandalion che avevano portato in mare diverse centinaia di barche.
Il perché va sicuramente ricercato in diversi punti, nelle veleggiate tutto è più “easy” dalla iscrizione della barca, alla sua preparazione, ai costi, all’equipaggio, inoltre la gran parte della flotta cagliaritana è costituita da barche poco competitive, più vocate alla crociera che alla regata e quindi armatori più propensi alla veleggiata infine un maggior interesse degli equipaggi verso il divertimento più che verso la competizione pura, sia in mare sia in particolare a terra nella fase post veleggiata, chiamata anche “terzo tempo”, dove la “picchettata” la fa da padrona tra un bicchiere di vino, un piatto di malloreddus, tante risate e qualche simpatico sfottò tra vicini di ormeggio.
Orc IRC, IMS è così via… non pensi che il mondo altura sia un po’ difficile da capire per i non addetti ai lavori?
Per chi non regata ma si limita alle veleggiate è incomprensibile, ovviamente. Parlare di rating, di certificati ORC/IRC o UVAI è ad esclusivo appannaggio dei regatanti d’altura ed in modo particolare degli armatori. Ma è anche abbastanza normale che sia così, sia per l’oggettiva complessità tecnica, sia per l’assenza di interesse ad approfondire queste tematiche, da parte di chi non può o non è motivato a far parte del mondo dell’agonismo.


Coppa AVAS. Un trofeo che totalmente al di fuori dei canali ufficiali. Non pensi che questa sia “concorrenza sleale”?
E’ un trofeo in più, perché quindi dovrebbe essere concorrenza sleale? L’ AVAS ha cercato un modo per rendere più appetibile l’iscrizione al Campionato Invernale di Capitana. I trofei federali ORC, Open, Prime vele, ecc. restano assolutamente in palio.
Veleggiate e regate ufficiali: così vicine, così lontane. Cosa si potrebbe fare per avvicinare i due mondi e magari, tramite le veleggiate, avvicinare più persone alla vela “ufficiale”?
Negli ultimi anni, prima della costituzione di AVAS, le manifestazioni storiche del Golfo di Cagliari contavano sempre meno barche partecipanti e ciò, ovviamente, non soddisfava né i partecipanti né gli organizzatori. Si stava progressivamente spegnendo l’entusiasmo e le polemiche fioccavano, allontanando sempre più gli armatori dalla vela d’altura.
Proprio in questo momento che alcuni armatori, tra cui il sottoscritto, veri appassionati dell’altura, invece che allontanarsi e dedicare le proprie barche esclusivamente alla crociera hanno costituito l’AVAS l’Associazione di Armatori che praticano la Vela d’Altura in Sardegna, con l’obiettivo proprio di favorire il ritorno delle barche in mare ed invitare i nuovi armatori a praticare questa bellissima disciplina. L’AVAS vuole raggiungere il suo scopo sia dando una mano ai Circoli e/o Associazioni nell’organizzazione degli eventi sia organizzando eventi in prima persona oppure in associazione con altri Circoli. In appena un anno di attività ha ottenuto, a mio parere, ottimi risultati promuovendo importanti manifestazioni quali la partecipatissima Sail for Women, una veleggiata di beneficenza a favore della Onlus Salute Donna o con il Memorial di Antonello Montis o ancora con la Teuladata bellissima e molto partecipata lunga veleggiata organizzata di concerto AVAS e Marina di Teulada.
Proprio grazie a queste veleggiate che numerose persone si sono appassionate alla altura e diverse barche hanno poi partecipato alle regate ufficiali, a testimonianza che tramite le veleggiate, numerose persone, tra cui anche armatori, si avvicinano alla vela “ufficiale”

La FIV che ruolo ha in tutto questo?
La Federazione ha un ruolo fondamentale nella vela, in particolare in quella agonistica. La III Zona, fa già un lavoro egregio. Certo, tutto è migliorabile e sicuramente se anche le Zone avessero maggiori risorse, in termini economici, di giudici e stazzatori il loro compito sarebbe di sicuro agevolato e ancora più efficace.
In un incontro, AVAS ha informato la Terza Zona degli obiettivi che intende perseguire, trovando assolutamente consensi. Ha inoltre espresso la volontà di mettersi a disposizione per lavorare assieme per portare l’altura in Sardegna a numeri dignitosi. Infatti, quello che noi armatori riteniamo molto importante è che permanga e si incrementi il dialogo tra Istituzioni, Circoli ed Enti vari che a qualsiasi livello e con le rispettive competenze, siano protesi allo sviluppo della vela, agonistica e amatoriale; riteniamo inoltre che sia necessario semplificare le procedure e ridurre i costi, proprio in un momento di crisi economica molto sentita in particolare da noi sardi. Pare invece, come ormai consolidata abitudine italiana, la volontà di andare controcorrente, evidentemente una disposizione non solo ad appannaggio dei pesci; nel 2019 infatti il costo del certificato ORC, peraltro già molto alto (se si pensa al costo del semplice rinnovo) è aumentato di circa 100 euro, mascherando l’incremento dietro una necessaria iscrizione alla Associazione UVAI per l’ottenimento del certificato. Questo ulteriore balzello non è stato ben visto dai numerosi armatori sardi non praticanti l’altura ad alti livelli (la maggior parte) che hanno deciso di non rinnovare il certificato e non partecipare alle regate oppure di partecipare nella classe open.
Un intervento della Federazione sarebbe quindi auspicabile anche per evitare un ulteriore allontanamento degli armatori dalle regate.

 

 

29595283_2054395584600482_8405288125544478296_nFranco Ricci organizzatore Invernale di Capitana

1)Sembra che le veleggiate con relative picchettate piacciano molto di più rispetto alle regate ufficiali. Perché? Quando quattordici anni fa ho deciso di partire con l’organizzazione dell’IMDC eravamo solo le barche della SIV più qualche simpatizzante, io davo le partenze e come bandiera nera avevo il mio cappello di lana. Le barche partecipanti erano 7. Contemporaneamente cercavamo di partecipare al Campionato Invernale organizzato dallo YCCagliari, pagavamo il certificato e le barche in acqua erano 5 di cui 3 della scuola. Il problema perciò è sempre esistito e non è un problema attuale. Con il passare degli anni, il Campionato IMDC è cresciuto grazie ad una formula più semplice, fino a raggiungere 80 barche iscritte, fra vele bianche gran crociera J24 e Melges 24. Usavamo una formula che mi era stata data per gentile concessione da Cirella, giudice federale. Formula usata a Punta Ala per l’invernale. Perché tanto successo, perché la vita è già un casino, fra appuntamenti, lavori, scartoffie burocratiche, figli mogli e mariti. Se oltre tutto questo, un povero proprietario di barchetta da crociera ed amici annessi, devono anche diventare matti a prender misure della tavoletta della penna della randa, o del diametro dell’elica, mandare fax, bonifici e pagare per avere un certificato Orc dall’UVAI, che poi accetta a priori giustamente le misure inviate in quanto impossibilitato a verificarle, il tutto solo per poter passare una domenica in compagnia, e poter magari dire al vicino di barca, “Ho vinto io” allora sai cosa ti dico? Me ne sto a casa o faccio la veleggiata.

Ecco perché da quando sono state vietate le formule di circolo, in mare le barche sono sparite o quasi. Se poi, goccia che penso abbia fatto traboccare il vaso anche ai più agonisti sfegatati, l’UVAI per rilasciare un certificato da 100 euro (ORC Semplificato) ne chiede 180 per essere socio UVAI, allora che dire. Non penso sia un problema legato alla spesa economica, ma più una questione di principio. Altro problema, non da poco, L’ORC non è poi una gran figata. Un abbuono che cambia in base a se stazzi o no la barca, (ORC semplificato o Orc Intentational) non è gran che sportivo. Se hai soldi ed investi ottimizzando il certificato, (e non sto parlando di ottimizzare la Barca per andare più veloce ma ottimizzare il numero che deve uscire su quel pezzo di carta), allora stai sicuro che andrai meglio. Poi per quanto riguarda le regole in mare, penso che sia regate che veleggiate dovrebbero avere giudici e puntare sulla divulgazione del regolamento di regata. Perché è dai Campionati invernali fatti con semplicità che poi la gente prova a fare il salto alle classi più competitive. Fino a che però la vela d’altura, a mio modesto parere, viene vista dalla federazione come un veicolo prettamente economico per far cassa. Penso che sarà difficile fare i numeri di un tempo, almeno in Sardegna.  Detto questo, non sarà mai possibile trovare una formula che faccia correre insieme un Muscadet ed un First 36.7, un elogio alla Fiv che ci prova, ma lasciate giocare chi alla fine della fiera vuole finire la giornata con una bella bricca di birra ed un piatto di pasta dimenticando chi ha vinto od ha perso.

2)ORC IRC, IMS è così via… non pensi che il mondo altura sia un po’ difficile da capire per i non addetti ai lavori? Penso a questa domanda sia già stata spiegata eloquentemente nella risposta precedente.

  3)Coppa AVAS. Un trofeo che totalmente al di fuori dei canali ufficiali. Non pensi che questa sia “concorrenza sleale”? Assolutamente no, se mai un tentativo di far ripartire l’altura in Sardegna. Una volta che una associazione è riuscita, senza alcuno scopo lucrativo a far unire velisti di ogni genere con lo scopo di andar per mare e divertirsi. Come si può pensare a concorrenza….. Lo scopo della FIV come da statuto è:

Immagine

L’AVAS penso che non abbia alcuna intenzione di mettersi nemmeno a confronto. È semplicemente la voce di velisti ed Armatori che hanno voglia di giocare. È forse questo un assurdo? Del resto citando la definizione di sport:

“Lo sport è l’insieme di attività che impegna – a livello agonistico oppure di esercizio – le capacità psicofisiche dell’atleta, che svolge una disciplina con finalità amatoriali oppure di professione.

Penso debbano esistere entrambe le finalità, sia amatoriali che di professione e che la prima possa essere un traino per la seconda.

 

4)Veleggiate e regate ufficiali: così vicine, così lontane. Cosa si potrebbe fare per avvicinare i due mondi e magari, tramite le veleggiate, avvicinare più persone alla vela “ufficiale”?  5)La FIV che ruolo ha in tutto questo?

E’ bella domanda, forse portare giudici a regolamentare (parlo di regolamento di regata) le veleggiate, potrebbe essere un modo per avvicinare i partecipanti alle regate, Ritengo però che si debba permettere ai circoli di promuovere al meglio questo tipo di manifestazioni e di permettere loro di distinguere le cosiddette regate amatoriali da quelle ufficiali agonistiche (Penso ad esempio alla formula del criterium Hobie Cat.) e sfruttare le prime per dare conoscenze ed informazioni sui regolamenti. Inoltre ritengo che i vari certificati ORC o IRC debbano venire gestiti diversamente in base allo scopo per cui debbano essere usati. Vuoi Fare un campionato invernale, (regata di circolo), Paghi una certa cifra. Vuoi Fare un nazionale od un mondiale od una regata lunga nel circuito d’altura, Paghi un importo maggiore, Facendo queste distinzioni, si potrebbero avvicinare i due mondi, Quello amatoriale e quello agonistico. E penso che il primo diventerebbe un trampolino per arrivare al secondo.

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