Vent’anni di vela della Sardegna

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Vent’anni di vela della Sardegna

By Sailingsardinia   /     lug 16, 2016  /     Varie  /  

IMG-20160715-WA0007Forse questa è la foto che ha fatto scattare la scintilla in Roberto Marci, quella scintilla che lo ha portato a dedicarsi con grande passione alla fotografia.

Siete mai andati a cercare Roberto su Instagram? Beh, se volete passare una mezz’ora piacevole andando a ricordare tanti bei momenti di vela cagliaritana, sarda ma anche nazionale ed internazionale, non potete non fare un salto sul suo profilo (clicca qui) e rivivere (per chi li ha vissuti) o rivedere tanti momenti importanti della vela sarda. Sembra strano, quasi scontato vederlo in mare con il gommone ad immortalare i momenti topici e a volte viene la tristezza nel ricordare quanti non hanno mai capito l’impegno che c’è dietro questi vent’anni di scatti di immagini di Roberto. Ma Roberto non si è lasciato mai intimorire, o meglio, in lui ha prevalso la passione per la fotografia, la fotografia legata alla vela, in tutte le sue forme: tra le sue immagini possiamo trovare scatti di maxi yacht, di barche d’epoca, di prestigiosi monotipi come TP52 o RC44, m anche dei più piccoli monotipi, J24, Platù, Melges, fino ad arrivare agli Optimist, al windsurf, ma anche il surf da onda: nessuno più di lui ha mostrato così tanta passione  a 360° per il mare, la vela tanto ad avere scatti perifino di vele in volo, quelle dei parapendio. Guardare il suo profilo Instagram è come sfogliare un album dei ricordi, fatto dei momenti più belli che abbiamo passato vivendo questo nostro fantastico mondoImmagine

 

ROBERTO MARCI SU INSTAGRAM

Roberto Marci

Nato a Cagliari il 10 settembre 1967

Diploma di ragioniere.

 

Il mare è sempre stato il mio elemento naturale sino ad arrivare ad avere il mal di terra.

roberto-marci-1459033869-mediumAll’età di 10 anni ho avuto il mio primo incontro con un windsurf all’Isola dei Gabbiani, nel lontano 1977!

Il windsurf era su una duna di sabbia, sopra c’era un ragazzo che cazzata la vela scese la duna surfandola ed entrando in acqua

come se nulla fosse e proseguendo planando e contrastando la raffica di maestrale che soffiava a 30 nodi. Rimasi folgorato.

Dopo qualche anno, nella bellissima spiaggia di Costa Rei, ho avuto la fortuna di conoscere i vari turisti tedeschi e belgi che arrivavano in vacanza, carichi di attrezzature da windsurf dandomi la possibilità di utilizzarla.

Vivevo la spiaggia da giugno a settembre, dalle 10 di mattina alle 8 di sera.

Il windsurf mi dava la possibilità di navigare, di evadere dal caos della spiaggia.

Le surfate più belle le ho fatte a costa rei con il maestrale, vento molto forte,  rafficato, mare piatto e con una attrezzatura che non

era proprio adatta a quelle condizioni.

La pinnetta emetteva un sibilo fortissimo, l’adrenalina era a mille. Capitava a volte che non riuscendo a tenere la tavola attaccata all’acqua,

imbizzarrita, mi lanciava in catapulta.

A fine stagione arrivava la mareggiata di grecale. Diventava tutto più radicale e pericoloso, cavalloni di due metri e una corrente pazzesca.

Ma pazzi come sono i ragazzini di 16/17 anni, ci buttavamo dentro anche se l’attrezzatura era troppo grande per quelle condizioni.

Riuscivamo a fare un bordo andata e ritorno a palla con la tavola che decollava ad ogni onda e una volta rientrati eravamo sfiniti, con i

muscoli delle braccia che chiedevano pietà.

La mia prima tavoletta che ho provato era un Klepper verde acido, era di un amico tedesco, Oliver. L’ho provata con il grecale a costa rei.

E’ stata la giornata più mitica, ho fatto i miei primi voli con un windsurf. Di solito saltavo sulle onde perché non potevo fare altro con attrezzatura troppo grande, la tavola decollava da sola e l’atterraggio era più uno schianto. Con il Klepper ero io a decidere quando saltare, in aria la tavola e la vela facevano quello che volevo io e l’atteraggio era perfetto, quasi in planata. Con quelle condizioni preferivo non fare la  strambata rischiando di perdere troppi metri sotto vento e con il rischio di cadere con la vela sottovento. Preferivo fare alla Roberto Marci, facevo l’ultimo tratto in bolina stretta per poi fare una mezza virata, prendevo l’albero e mi buttavo con la vela sopravvento pronto per fare la waterstart. Pronti via.

Diventato maggiorenne e automunito, ho iniziato a seguire le diverse competizioni di Windsurf che si svolgevano nella ns. bellissima isola. Ho iniziato a scattare qualche foto, anche se in quel periodo pensavo più a godermi lo spettacolo.

Nel 1995, con mio fratello, grande appassionato di fotografia, decidiamo di aprire uno studio fotografico. Ogni volta che andavo a surfare, oltre all’ attrezzatura da Windsurf, mi portavo dietro la macchina fotografica iniziando a fotografare le surfate  degli amici .

Lo studio fotografico, per un insieme di motivi, non riusciva a decollare, mentre la mia professione come fotografo si stava unendo alla mia grande passione per il windsurf. Il fatto di seguire le mareggiate per fare wave con il windsurf mi dava la possibilità di trovarmi in posti scenograficamente fantastici, Chia, Capo Mannu, Villasimius per citarne alcune. In un periodo, quello da ottobre a marzo libero dal turismo caotico.

Nel 2000 ho avuto la fortuna di essere a Chia durante una tra le più belle mareggiate che avessi mai visto. Mare relativamente piatto con set di onde alte 4 metri su un fondale di un metro. Vento di ponente a 30 nodi con raffiche a 40. La luce fantastica, con il ponente, quando il sole faceva capolino tra le nuvole. In mare c’erano i migliori surfisti della Sardegna, Manuel, Cico, Davide, Stefano, facevano delle surfate fluide e radicali. Mentre li fotografavo sentivo le scariche di adrenalina che mi riempivano ogni angolo del mio corpo, come se a surfare quelle onde fantastiche ci fossi io.

In quel momento, all’età di 33 anni, ho deciso cosa avrei fatto nella mia vita, il fotografo di sport nautici.

Rientrato a Cagliari il mio primo pensiero era quello di andare in studio a sviluppare i rullini per vedere le immagini che ero riuscito a scattare con un obiettivo poco luminoso.

In quel periodo internet era già una realtà, decisi di fare  la scansione dei negativi e di inviarli ad un amico che aveva un sito internet con le gallery fotografiche di amici windsurfisti. Le foto ebbero subito grande successo e diffusione in giro per la rete fino ad arrivare ad un’altro sito “sailingsardinia” gestito da un windsurfista conosciuto a livello nazionale che amplifico la bellezza delle foto.

Questo riconoscimento della rete mi diede la conferma di quello che avevo deciso quel giorno a Chia.

Dopo 16 anni sono riuscito a crearmi una esperienza e un nome nel campo della vela nazionale, anche se i sacrifici e le battaglie che ho dovuto fare, soprattutto a livello economico, hanno amplificato il mio mal di terra.

L’unica cosa che non mancherà mai è la passione per la mia profesione e soprattutto la mia passione per il mare.

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