Vittorio Bissaro e Lamberto Cesari e la loro maratona sul Garda

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Vittorio Bissaro e Lamberto Cesari e la loro maratona sul Garda

By Sailingsardinia   /     ott 19, 2021  /     Varie  /  
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Della serie: se non sono matti non li vogliamo! Vittorio Bissaro e Lamberto Cesari, storico equipaggio di catamaraniprima che Vittorio iniziasse la carriera olimpica, si sono cimentati in una specie di biathlon, stile Iron Man, con le discipline di vela e running. Il tutto nella splendida cornice del Garda (e dove se no?). 

Lamberto ha così descritto la loro avventura durata 24 ore divise tra una volta in discesa dal Nord del Garda e una dura salita sul monte Baldo.
“Scendere dal Circolo Vela Arco alla Fraglia Vela Desenzano in Nacra 17 volante per poi tornare ad Arco di corsa passando dalle creste del Baldo, un modo per due amici di celebrare i luoghi che amano e che li hanno visti crescere, tra il lago di Garda e il Monte Baldo.
L’idea è venuta a fine giugno leggendo un articolo di Skialper dove Andrea raccontava di Tea e del suo amore per il Baldo, e lo descriveva con parole così appassionate che veniva voglia di fare qualcosa per celebrarlo. Andrea ha scritto un bellissimo racconto, e ho cominciato a riflettere su come il Baldo e ancora di più il Garda rappresentino qualcosa di più di un teatro che ci permette da quando siamo piccoli di praticare gli sport che amiamo. Se penso agli anni vissuti all’estero nel momento in cui mi veniva chiesto cosa mi mancasse di più dell’Italia il mio primo pensiero andava ai cieli tersi delle mattine di pelér, e alle cime ricoperte di neve.

Una combinata che unisse la vela ed uno sport di montagna era un pensiero che covavo da tempo, leggere quelle parole mi ha fatto scattare l’illuminazione. Vittorio è l’unica persona con cui avrei potuto condividere un’impresa del genere, perché i fili che ci legano a questi posti sono partiti da molto lontano, partono dai diari di bordo del Biola (il primo cabinato di famiglia), passano agli allenamenti di sci pomeridiani a San Valentino con la mitica Checca fino ad una adolescenza prima spensierata e man mano sempre più consapevole correndo a due scafi, vivendo una passione che tramite vie diverse ci ha dato le chiavi per la vita adulta.
Insieme abbiamo cominciato ad incrociare i calendari, elaborare il percorso, la logistica, i partner, le tempistiche. Volevamo toccare i luoghi dove siamo cresciuti, la Fraglia Vela Malcesine e il Centro Nautico Bardolino, ma soprattutto dovevamo in poco tempo prepararci a una disciplina particolarmente intensa fisicamente come il trail running e nella quale nessuno dei due era particolarmente allenato (io non avevo mai corso in montagna e per più di 20km). Fondamentali sono stati i consigli di amici più esperti come Alberto, Enrico, Andrea, Paolo e il supporto di chi come Nina mi ha accompagnato nelle prime esplorazioni del tracciato.
246716001_10158468187482825_2639544655806332656_nVitto ha coinvolto Land Rover nel progetto che ha dato un aiuto fondamentale grazie all’amico di sempre Luca Carton, che insieme ad Alex, Daniele e Luca hanno fatto ben oltre il team media, sono stati una squadra di supporto incredibile. Senza la loro professionalità, precisione, i consigli e l’incitamento non so come avremmo potuto farcela. Last but not least Lorenzo Bianchini, driver impeccabile e una sicurezza da avere al fianco in acqua.

Il racconto di quella giornata (perché sono passate 24 ore da quando ci siamo alzati a quando siamo crollati sullo stesso materasso con le gambe a pezzi) potrebbe essere lunghissimo. Non è stato sempre facile, abbiamo avuto momenti duri, esplorando le reazioni del nostro corpo e della nostra testa di fronte a uno sforzo del genere fatto per la prima volta. Ma non ci siamo mai persi d’animo, e la carica di emozioni positive è sempre stata più forte della fatica.
Quello che penso ricorderò sono la partenza nella penombra, la cavalcata volando a venti nodi di velocità prendendo sempre più confidenza con la barca e il sole che spunta sopra a Torri illuminando il golfo di Salò, l’arrivo con tutti i bambini della Fraglia di Desenzano, gli sguardi di incitamento dei ragazzi ad ogni cambio, e i messaggi ricevuti durante il percorso, la volpe che correva in costa alle due pozze, il tramonto sul lago dal Chierego, la luce della la luna che quasi non serviva la frontale, lo spettacolo incredibile di vedere a 360° da lassù e tutti i camosci che sbucavano all’improvviso di notte e ci hanno accompagnato per le creste.

Alla fine sono state 32 miglia nautiche navigate e 83km corsi e camminati con 3400m di dislivello. Ma la verità è non abbiamo cercato un record né un tempo, volevamo celebrare il nostro amore per il Garda e per il Baldo con qualcosa che forse nessuno aveva mai fatto prima, volevamo viverci una pelerata dall’inizio alla fine del lago (una delle cose di cui si era sempre vaneggiato e mai realizzato), volevamo metterci alla prova in qualcosa fuori dalla nostra zona di comfort, e soprattutto vivere una esperienza insieme da ricordare.
Come ci ha scritto Pierre “It’s not about who is the faster or the stronger, the aim it to just do it! Surpass ourselves and live awesome experiences.”
Grazie Vitto, è stata una figata”
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